Beh... BENVENUT@!! ...a piedi nudi

...guarda che ho trovato in giro:
 
- Icone gratuite per desktop e siti - su sixrevisions
- fascisti al corteo di Roma - ecco come è andata..altro che Palma.
- I dottorandi contro la 133 - sul sito dell'ADI i documenti.
- la rivincita di Keynes - di Pietro Zucconi su Repubblica
- Repubblica ripercorre la storia di - google

...a piedi nudi... (d)blog.
 
Di gLuKa (del 12/11/2008 @ 17:50:53, in vivere per immagini, visto 67 volte)
luis sepulveda ritrattoLuis Sepulveda è un fiume in piena.
Lo ascolti cercando di pescare il più possibile dalle sue parole e portarti a casa il retino pieno.

Organizzato dal Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne delll'Univesrità di Bologna e Guanda Editore, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro "la lampada i Aladino", l'incontro di ieri con l'eterno studente cileno e Pino Cacucci è stato ricchissimo, tra emozione e divrtimento, un evento che meritava la gran partecipazione che c'è stata.

L'aula absidale del plesso di Santa Lucia si è subito colorata delle immagini che  Sepulveda ha dipinto in un piacevole italiano dal forte accento latino americano. Esattamente come ti aspetti dall'autore di racconti e romanzi del calibro de "Le rose di Atacama" o "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore"...
Si è parlato di tanto.
Certo del suo ultimo lavoro, che comunque non ho avuto ancora modo di leggere... Ma anche di politica, soprattutto di passione politica.
Dalle speranze Obamiane alla ridicolaggine della situazione italiana.
Così come lo schiavo, al tempo di Roma, poteva sperare in un futuro migliore dopo la morte di Cesare, oggi il mondo spera in Obama, ma la speranza non deve trasformarsi in illusione.
Rischio che comunque non sembra poter riguardare la situazione italiana. Sembrano essere poche le speranze per un paese in cui è "difficile essere ottimisti".
L'Italia di Sepulveda è quella che ovviamente si vive al di fuori dei confini:
l'Italia in cui la gente dimentica subito, in cui abbiamo un Presidente del Consiglio (e non solo) che fomenta il razzismo, ma soprattutto in cui non c'è una sinistra, vittima anch'essa della politica pret a porter, non in grado di affrontare la complessità, allineata sulle semplificazioni della destra...
Quell'inspiegabile "cammino verso il centro" intrapreso dal centro-sinistra non affascina Sepulveda, che anzi si chiede  "a che cazzo serve"...
A testimoniare l'approvazione in sala erano più i sospiri di impotenza che gli applausi.
Eppure speranze ci devono essere, anche qui in Italia, e per Luis la speranza dovrebbe nascere proprio dalle Università, luogo della ribellione per eccellenza. La curiosità, la critica, la discussione, che caratterizza gli studenti di tutte le epoche e di tutti i paesi danno agli studenti ragione. Los estudiantes siempre tienen razon, dice Sepulveda citando Allende, al suo primo discorso da Presidente del Cile, tenuto proprio nella sede dei gruppi studenteschi che lo avevano appoggiato per i due anni del "'68" cileno.
Gli studenti devono portare fuori dalle accademie le proprie conoscenze e capacità critiche. Gli studenti di tutte le facoltà sono tenuti a dare il proprio contributo e le proprie competenze, oggi in Italia come ieri in Cile.
Chi studia architettura non è meno utile degli altri...
L'architettura della barricata è quella più complessa, perchè deve permettere agli altri di resistere.
sepulveda ritratto
E' un fiume in piena Luis Sepulveda.
Lo ascolti con gli occhi..
Le sue parole si trasformano in immagini, veri e propri documentari a colori.
I momenti duri delle lotte studenteche, con la splendida Violeta Parra che fronteggia le squadracce della polizia con la forza della sua poesia accompagnata dalla chitarra:

¡Que vivan los estudiantes,
jardín de las alegrías!
Son aves que no se asustan
de animal ni policía,
y no le asustan las balas
ni el ladrar de la jauría.
Caramba y zamba la cosa,
¡que viva la astronomía!

E' un fiume in piena Luis Sepulveda.
Orgoglioso della sua vita, della sua passione che lo ha portato alla prigione, alla tortura, all'esilio, ma soprattutto che lo ha portato ad essere il responsabile della sicurezza personale del Presidente Allende.
Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza, diceva l'Ernesto "che" Guevaradi Paco Ignacio Taibo II, e Sepulveda sa essere duro e tenero.
Orgoglioso del suo presente, frutto di quel passato che torna ogni giorno nell'ultima fotografia scattata al Presidente, kalashnikov in mano, davanti alla Moneda, come per voler difendere la democrazia, democrazia che gli Stati Uniti hanno portato via al Cile come a tanti altri stati della latino america.
Quante cose gli USA hanno portato via ai latino-americani.
La democrazia, certo, ma in qualche modo l'essere americani stessi.
E' irritante sentire il bisogno di sottolineare, che quando si parla di Americani non significa parlare solo degli statunitensi, al contrario parliamo soprattutto degli indios, degli "aparecidos", apparsi, quasi improvvisamente, in tutta la loro numerosità dal 1994, dal levantamento zapatista in Chiapas, in poi.
Gli indigeni che col loro peso stanno riportando la democrazia nei paesi latino americani. Sorride la platea quando Pino Cacucci sottolinea come non appena gli USA si siano rivolti al medio oriente, nell'America Laina si sia innescata un'evoluzione democratica invidiabile.
Anche se a pensarci bene, qui in Europa, non ce ne siamo proprio sufficientemente resi conto.
Molto più attenti a considerare la  mise poco elegante del primo presidente indigeno in Bolivia Evo Morales, o pronti a scandalizzarsi in occasione delle prove di nazionalizzazione Boliviana della previdenza sociale (approfondimenti su Carta o su agenzie varie), anche se poi la stessa azione, condotta da Gordon Brown qualche mese dopo, è stata accettata senza battere ciglio (leggi su Il sole 24 ore).

sepulveda e il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Non è facile rendere conto di un incontro come quello di ieri... Non è facile dire della gente assiepata per ascoltare, per avere una sua dedica sul libro...
Non è facile dire del volto di Luis, quando un ragazzo gli ha regalato un'edizione di un suo libro che non aveva mai visto.
Non è facile raccontare tutto... Spero di aver dato qualche suggestione...
Mentre aspetto di avere modo di inserire qualche altra fotografia...

Tutte le immagini (click per ingrandirle) sono diproprietà dell'autore, l'uso senza scopo di lucro è gratuito, purchè la fonte sia citata. Qualsiasi altro uso deve essere concordato.

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Di gLuKa (del 02/11/2008 @ 18:54:10, in partecipaaa!!, visto 117 volte)
Mentre non si capisce  ancora se e come la distruzione dell'Università Pubblica Italiana verrà rimandata (vedi su Repubblica),
il sito di Giulio Tremonti  è stato "contagiato" dall'onda.
Ecco come appariva oggi alle 18:15,
Non c'è che dire, moooolto più adeguata...

home page del sito www.giuliotremonti.it (click per ingrandire).

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Di gLuKa (del 30/10/2008 @ 17:03:09, in partecipaaa!!, visto 152 volte)
democraia malata
fotografia scattata a Santa Lucia - Bologna.

Giornata strana quella di oggi a Bologna, caratterizzata per lo più da forti contrasti.
Innanzitutto il forte vento, la pioggia, poi il sole e il caldo reso ancor più appiccicoso dalla calca della gran folla.
Eh già perchè di gran folla si deve parlare se si vuole prendre in considerazione il grande corteo che da stamattina alle 09:00 ha messo in ginocchio il traffico della città.
Corteo in festa e colorato, nonostante il grigio del cielo, nonostante ci siano stati momenti di tensione con un gruppetto di Poliziotti, fiancheggiati da Carabinieri assiepati nei vicoli laterali.
La democrazia è salva, potranno dire nei palazzi del potere, visto che il palazzo di Confindustria è stato preservato dall'allegra rabbia dei manifestanti.
Ovviamente un simbolo...

studieremo finche potremo

La crisi è loro, non nostra, anche se a noi vengono fatte pagare le loro stronzate.
Ma noi, gli studenti, quella crisi non vogliamo pagarla e nonostante l'aria si fosse appesantita in zona Santa Lucia, la manifestazione è continuata.

cordone medicina

Traffico in tilt... Bologna paralizzata, ma esattamente come dovrebbe essere: solidale con gli studenti. Le ragioni di chi manifesta sembrano essere ben comprese dagli automobiisti, imbottigliati già da un po', che partecipano a loro modo con i clackson e scambiando qualche cenno di approvazione con i manifestanti.
Lo stesso avviene dalle case, cartelli esposti, o anche solo qualche saluto e applauso.

mitici

Stanco torno a casa, leggo qualche notizia qua e là...
Le dichiarazioni di Veltroni, i discorsi da Piazza del Popolo...
Giusto per rendermi conto una volta di più che l'opposizione è lontana anni luce dai palazzi romani..
Leggo che Yassir è stato liberato...
Splendida giornata...


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Di gLuKa (del 28/10/2008 @ 20:41:39, in partecipaaa!!, visto 124 volte)
Il governo vuole andare avanti...
anche noi...
estendiamo la protesta...
STENDIAMO LA GELMINI.


via Mazzini 150 Bologna.

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Di gLuKa (del 25/10/2008 @ 13:50:35, in vivere per immagini, visto 157 volte)
Contrariamente a quanto detto nel post precedente, ho deciso di mettere qui le immagini scattate martedi 21 ottobre a Bologna, durante l'assedio al rettorato... Assedio ovviamente pacifico, nonostante la solita regia dei facinorosi di sinistra e dei centri sociali (almeno così dicono).
La manifestazione si è svolta in concomitanza con la seduta del Senato Accademico dell'Alma Mater, che, come previsto, si è espresso in modo ambiguo: "gli studenti hanno ragione, ma se si deve tagliare si tagli pure, purchè non a noi".
Questo almeno è come ho inteso io e parecchi altri le parole che da giorni, oltre che dal Senato Accademico, sono ribadite qua e là in diversi Consigli di Facoltà, tra cui quello di Scienze Politiche.

apertura corteo

La giornata del 21 ottobre, così come le altre, si è caratterizzata per la compresenza di diverse forme di protesta... Quindi in questa piccola galleria troverete sia il corteo sia una lezione in piazza... Non vedrete l'occupazione dei binari del treno, perchè è stata troppo breve per essere osservata bene... Non troverete quindi neanche i sassi che hanno visto i giornalisti... Vi giuro che li ho cercati... Ma niente :) . Dopo aver visto le immagini, leggete l'intervista a Cossiga... Davvero imperdibile per chi volesse imparare cosa significa saperla lunga.

Ah... una cosa importante:
Durante il corteo ho perso il mio blocco con gli appunti di diverse materie...
Non è che per caso qualcuno ne ha notizia?!

...

Continua a leggere...


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Technorati tag  fotografia;
 
Non appena Berlusconi ha detto che avrebbe mandato le forze di polizia nei licei, in un primo momento ho esultato pensando che finalmente qualcuno si era accorto delle carenze Culturali in certi ambienti... E non mi meravigliava che Maroni fosse contrario... Poi però...

Lo stonato coro di critiche mi ha riportato alla realtà, permettendomi di capire meglio il senso della frase del Presidente del Consiglio... Che, puntuale, smentisce.
Il coro in verità non è stato neanche troppo stonato... Il problema vero è che chi ha attaccato Berlusconi accusandolo di voler trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico, avrebbe dovuto gridare lo stesso anche sul tema immigrazione... Mentre allora optò per a preso parte alla squadraccia.
Effettivamente, andando avanti così, di Pubblico in Italia resterà solo la Sicurezza anche se devo dire che ho apprezzato il fatto che Berlusconi abbia parlato  delle università ancora come di "luoghi pubblici".

Si sa che al neolibersimo piace che il mercato sia lasciato in pace e che non vi siano tasse di sorta, appunto per lasciarlo andare (alla deriva) più fluidamente; adesso sappiamo anche che al neoliberismo piace un sacco che se il mercato non funziona bene lo stato deve spendere miliardi per farlo funzionare meglio. Ma allora come trovare i miliardi che il mercato oggi esige dallo Stato?
Si tagliano le spese militari? NOooo!
Si aumentano le tasse? NOoooo!
Si redistribuisce meglio per alimentare i consumi e far crescere la fottuta economia? NOooo!
Si statalizza? NIiii!
Si chiudono le Università? Sì!!!!
Ecco l'idea di futuro che questa gentaglia, che l'Italia ha votato, vuole per il paese:
Università al servizio del capitale; la morte degli insegnamenti umanistici (improduttivi); servizi, scuole e licei ridotti all'osso.

Quello che più mi turba è osservare come proprio quelli che più dovrebbero accanirsi sulla triste visione dell'Italia proposta, sono lì che ragionano sul "cosa conviene a chi".
Parlo ovviamente dei Rettori delle Università più prestigiose, che son lì a prendere in considerazione che tagliare è brutto, ma se proprio si deve... Allora che a rimetterci siano gli altri. Senza rendersi conto che se la visione di chi governa il paese pone l'Istruzione tra i costi, riducibili in base alle esigenze del Mercato, oggi loro si salvano ma domani, come gli altri di oggi, per non morire si prostutuiranno.

L'Università che abbiamo in Italia fa un po' cagare... E le classifiche mondiali ce lo ricordano impietosamente (Bologna la prima in Italia... 192eisma! - Pensate a che posto sarebbe l'Italia se avessero usato degli indicatori più adatti!!), di riforme quindi ne servono eccome. L'Università andrebbe svecchiata... Andrebbero troncate le carriere clientelari... Andrebbe modernizzata... e bla bla bla... Ma possiamo aspettarci una roba del genere dalle attuali forze politiche?

Il dramma vero è che il paradigma mercantilistico che da qualche decennio sta determinando gli orientamenti gestionali della cosa pubblica, con tanto di scimmiottamento della retorica aziendale, non solo è trasversale agli schieramenti politici, ma investe tutti i comparti, il problema è che ciascuno se ne accorge solo quando viene chiamato in causa direttamente.
Per questo quello che servirebbe (IMHO) è che la protesta uscisse dalle università per incontrarsi con tutte le altre vertenze aperte e con cui condivide le origini, la trasformazione cioè dei diritti in costi da ridurre.
Non mi stupisce che Maroni sia stato reticente al diktat Berlusconiano, tutti sanno che sia nelle Università che nei Licei gli agguerriti studenti di oggi, probabilmente rivedranno le loro posizioni non appena si avvicineranno gli esami... O altre scadenze didattiche. Se la vertenza non esce dalle Università, morirà lì dentro...
Vedremo se stavolta la lezione l'abbiamo imparata sul serio.

Uff... Mi rendo conto solo ora che, come al solito, anzichè limitarmi a raccontare quello che succede salto di palo in frasca e arrivo alle solite grandi questioni... In realtà avrei voluto raccontare come si stanno svolgendo le proteste davanti ai miei occhi... A Bologna... Avrei voluto dire come il primo problema che ci si pone al momento di decidere su un'occupazione è esattamente sul come poter garantire agli altri il diritto di non protestare. E di come, nella mia esperienza, in tutti i tipi di blocchi fatti il momento in cui davvero il blocco totale riesce è all'arrivo della Polizia, perchè spaventa, di solito, proprio chi non ha a che fare con le proteste. Avrei voluto dire di come quei consigli di facoltà che non bloccano la didattica stanno in realtà scaricando tutto il peso della difesa del diritto all'istruzione sugli studenti... Avrei voluto dire un sacco di cose... Come sempre...

P.S. - domani, spero, inserirò in questo post alcune immagini della manifestazione di martedì a Bologna... Proprio quella conclusasi con l'occupazione per 10 minuti della stazione...
Ovviamente non vedrete i sassi che hanno visto i giornalisti... Quelli li hanno visti solo loro.
Alla fine le foto le ho inserite in un altro post

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Di gLuKa (del 19/10/2008 @ 02:35:51, in incazzature..., visto 142 volte)

Non avendo internet a disposizione come prima è diventato più difficile aggiornare il blog e stare “sulle” cose come vorrei...

Ma assistere a quanto sta avvenendo in Italia senza togliersi la soddisfazione di dire la propria è una sensazione opprimente.

Le previsioni che si facevano in estate su un autunno 2008 caldo, molto caldo, non hanno disatteso le aspettative. Il decreto legge sulla riforma universitaria, oggi Legge 133, sta scaturendo un putiferio ovunque... Dalle università alle elementari, quello che il governo tocca, distrugge. Eppure non c'era da aspettarsi altro durante quelle famose elezioni che hanno visto gli italiani iniziare a scavare, dopo aver già toccato il fondo.

Università come negli USA, care, carissime e soprattutto al servizio dei privati.

Insegnanti di licei e scuole elementari a casa.

Con una Ministra come la Gelmini che si difende dicendo che non ci sono i soldi (adnkronos) per fare diversamente, anche se Berlusconi promette finanziamenti alle banche in difficoltà per fermare la crisi. Evidentemente i soldi ci sono, è solo un problema di sistemarli. E le scelte del governo sono ovvie: a salvarsi deve essere il mercato, a qualsiasi costo (AMI).

Quando dico a qualsiasi costo, intendo costi anche altissimi. Basti pensare alla mancata firma dell'Italia per l'accordo europeo sull'ambiente, bollato come “troppo costoso” (Repubblica).

Cazzo... Troppo costoso per "le imprese che non reggerebbero vista la crisi"... Se le imprese avessero buttato un occhio 10 cm oltre il proprio profitto avrebbero visto già da parecchio che il “clima” non era dei migliori, magari preventivando un minimo di adeguamento... Non tanto agli standards europei... quanto alla propria coscienza. Ma la coscienza non è quantificabile, quindi non trova spazio in un mondo in cui i poveri-cristi iniziano a lavorare per vivere meglio e finiscono col vivere e morire per lavorare.

Il tutto mentre il Presidente della Camera  indica gli operai morti per ricordare agli operai ancora vivi di rispettare le regole... (Repubblica)

Piovono pietre sulla classe operaia diceva Ken Loach...

Oggi possiamo dire che è la classe operaia a “piovere” sulle pietre, e se “piovendo” si perde la vita è per pura sbadataggine.


Arrivato a questo punto spero in un estendersi della crisi... Sogno che i consumi si riducano all'osso, così che i casini che stanno passando alcune “selezionatissime categorie” finiscano col rigirarsi contro tutti quegli imbecilli che si sentono realizzati solo alzando e abbsanndo la propria saracinesca... Che si sentono furbi se riescono a strappare qualche entrata in nero... Che fanno politica solo quando sentono minacciate le proprie povere tasche...


Spero di trovare tutti i link agli articoli cui faccio riferimento in questo post nel giro di un paio di giorni... Volevo aspettare ancora... Ma zitti non si può stare.



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Di gLuKa (del 21/09/2008 @ 14:52:38, in eee PC, visto 677 volte)
update 1/11:
mi sembra una vita che ho scritto questo post... E di aggiornamenti ne sono usciti parecchi. In ogni caso devo dire che questo è il sistema operativo che in assoluto sto tenendo più aa lungo sull'eee. E' anche quello con cui riesco a fare davvero qualsiasi cosa.
In particolare però volevo segnalare qualche altra modifica che potrebbe servire a più persone...
Innanzitutto ho provato e va benissimo il plugin ufraw per il gimp, che mi permette di aprire i file .nef della mia Nikon (vai al sito anche se io l'ho installato con synaptic).
Poi ho tolto Evolution, il client di posta predefinitodi Gnome, qui trovate un po' di dritte al riguardo.
In ultimo, il bellissimo post dal blog di Sanbee, dove i consigli per la onfigurazione si sprecano.
Spero di essere stato utile..


Prima di partire chiunque prepara le cose da portare per il viaggio... Nello zaino ci sarà spazio solo per lo stretto necessario: pratico e leggero.
E' quindi ovvio che quello che non assolutamente non mancherà è l'eeepc.
Ma... Come fare in modo che il piccolo di casa asus possa completamente evitarmi la nostalgia del computer che lascio a Roma?!
E' già da un po' che mi pongo il prpblema e metto in rete le mie conclusioni, visto che potrebbero tornare utili a qualcuno (spero).

Innanzitutto il mio eeepc è il 701, per intenderci 4 giga di memoria interna e schermo da 7 pollici, ram di 2 giga, cui avevo già provveduto.
Alla configurazione base avevo aggiunto una scheda esterna da 8 giga, sulla quale avevo montato eeeXubuntu, seguendo le istruzioni che già avevo descritto in questo articolo.

Il problema che mi sono posto ora è in relazione al fatto che la versione di eeeXubuntu aggiornata alla 8.04 aveva un avvio drammaticamente lento. Quindi ho deciso di prendere una nuova scheda di memoria su cui inserire un altro sistema operativo, più veloce, senza tuttavia perdere l'altro che funziona egregiamente, nè lo xandros integrato.
Mi sono orientato per la scheda SDHC da 16 giga di adata, marchiata asus.
A questo punto non mi restava che decidere il sistema operativo.

Windows l'ho escluso a priori, ormai uso ubuntu anche sul fisso e i programmi che mi obbligano ad usare Microsoft sono inutili sull'eeepc.
Ovviamente Ubuntu mi è sembrata l'alternativa più valida, vista la memoria di massa e random a mia dispozione.
Ma dopo l'installazione, che ho fatto seguendo quanto riportato sul mio precedente articolo, dedicato proprio all'installazione su un supporto esterno senza modificare in nessun modo lo Xandros in dotazione, ho iniziato con i primi problemi di configurazione e ottimizzazione.
Niente tasti funzione, la wifi instabile, e una fastidiosa lentezza complessiva.

A quest punto inizio a  smanettare su google... e che ti trovo?!
L'ultima distribuzione di Ubuntu eee, uscita dalla fase beta da pochi giorni.

la schermata iniziale
l'immagine originale è presa dal sito uffuciale(?!)

La installo seguendo passo passo le solite istruzioni citate in precedenza e non ho alcun problema.
Tutto sembra ok... I tasti funzione fanno il loro dovere, web cam e casse pure... Le applicazioni installate girano tutte. L'unico problema iniziale era con la wifi che dopo l'accensione si spegneva nel giro di 6 secondi.
A questo punto ho optato per attivarla dal bios (premere F2 all'avvio del computer e selezionare "enabled" nel menù di configurazione) e lasciarla accesa.

I dubbi più forti sono relativi al layout del sistema operativo: il Notebook Remix, molto accattivante, ricorda un po' i tastoni di Xandros, sebbene al contrario del software in dotazione mantenga illimitate possibilità di "smanettare" sul computer. Ho provato comunque ad installare lo switcher per passare dal menù a tastoni al desktop classico, ma in realtà del desktop classico resta solo la sobrietà della barra in basso, i tastoni sono fermi lì e apparentemente inamovibili (devo ancora capire come disattivarli).

L'altro dubbio è sull'eterno problema:
partizionare in ext2 o in ext3?! Ma anche swap o no swap?!
Boh...
Dopo aver cercato invano una precisa indicazione mi sono orientato al metodo empirico.
Innanzitutto diciamo subito che l'area di swap è necessaria per la ripartenza dallo standby. Quindi se si decide di non usare lo swap va disabilitato tutto ciò che farebbe andare a riposo il computer. Avendo 16 giga di memoria, 700 mega li ho dedicati a questa non indispensabile funzione. A quanto ho capito, di solito chi non vuole usare lo swap, nè vuole esagerare con la scrittura e riscrittura sul disco (journaling) usa la ext2, mentre gli altri usano la ext3, che dovrebbe usare di più il disco ma sovraccaricare meno la cpu.
Siccome quando ho installato ubuntu 8 su ext un paio di volte è saltato tutto... Mi sono orientato sulla combinazione ext3 con swap...
Al momento non ho rilevato alcun problema. Certo forse è un po' presto per dirlo, visto che la sto usando da 2 ore... Ma già ho installato un paio di programmi pretenziosi e sembrao girare alla grande.
In ogni caso a questo indirizzo ci sono un bel po' di domande e risposte.

Morali della favola:
1) aggiornerò questo post quanto prima;
2) nello zaino ci finisce l'asus con Ubuntu eee
3) in tasca ci metto però la sd con eeeXubuntu, lenta ma affidabile.



...update: 21/09/ ore 17:30

...

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Di gLuKa (del 19/09/2008 @ 13:31:57, in come fare per..., visto 360 volte)


Proprio ieri mi sono iscritto al gruppo di facebook I fucking hate SPSS... Cosciente del fatto che in generale siamo portati ad odiare tutto ciò di cui non possiamo fare a meno.Il resto infatti non lo odiamo, ci limitiamo a non prenderlo in considerazione.
Al di là di questa nota psicologica da 3 soldi, penso che se tutti quelli che hanno sperimentato un problema qualsiasi, mettessero in rete in modo intelligente la propria esperienza, magari potrebbero mettere a valore "l'accumulo di stress".
Questa logica sta alla base dei post che inserisco nella categoria "come fare per..." e quindi, anche se non sempre adatti al grande pubblico, ho pensato che a qualcuno potrebbe far comodo trovare una soluzione in italiano a problemi che, senza un'indole da smanettoni, sembrerebbero insolubili.

Esattamente "insolubile", oltre che frustrante, è il problema che si ha quando dopo aver lavorato per due settimane su SPSS, la tua bella matrice di dati sembra non aprirsi sul computer del tuo committente. Anzi, non è che sembra non aprirsi, non si apre proprio e per sottolinerare la drammaticità dell'evento il potente sofware di statistica apre un messaggio del tipo:

Error # 5263.  Command name: GET FILE The specified input data file is neither an SPSS data file nor an SPSS/PC+ data file.
...

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...insipida.
Leggo da Repubblica il comunicato di Confindustria sull'imminente recessione dell'economia italiana... Innanzitutto noterei che, ancora una volta, le differenze tra le stime del governo e del centro studi di confindustria ci ricordano che certi numeri e calcoli, ‹‹presentati di solito come se fossero iscritti nel granito, - siano – non meno che elementi della statistica, un mezzo di persuasione di massa e uno strumento politico›› [Gallino, 2007: 11].

In secondo luogo leggendo la ricetta salva-italia di Confindustria, trovo che come sempre l'orientamento è quello per una competitività di bassissimo profilo, niente investimenti in tecnologia o ricerca, niente qualità... Solo risparmio su lavoro e tasse, precarietà e sfruttamento. Esattamente quelle cose sulle quali altri paesi sono imbattibili...
D'altra parte non è stato il risparmio che ha fatto il made in italy, quanto la creatività, la passione, la qualità, tutte cose che non vanno d'accordo con il modello proposto da Confindustria.

Per quel che mi riguarda, finchè l'industria italiana punta sul risparmio, sul risparmio punto anch'io e i miei soldi li metto altrove... Nel frattempo sogno la decrescita.


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Di gLuKa (del 14/09/2008 @ 15:49:25, in project(s)., visto 612 volte)


"Chiunque non legga Cortazar è condannato", diceva Pablo Neruda... Ed è probabilmente destinato a non capire questo manuale, aggiungo io.
Dopo aver letto i Manuali di istruzioni di Cortazar, istruzioni per piangere, per cantare, per avere paura, per ammazzare le formiche a Roma, per salire le scale o per caricare l'orologio, sembra che neppure il mondo possa più girare, senza delle precise istruzioni per girare su se stessi.

Tra l'altro che l'esigenza delle istruzioni-pronte-all'uso caratterzzi i più disparati livelli culturali è dimostrato dalle "pregiatissime" copertine (almeno considerando i costi) delle riviste glamour: come far godere lei in 6 minuti (al massimo); come far godere lui in 6 minuti (al minimo); come perdere peso senza che nessuno se ne accorga; come fare sesso in automobile, in vespa in bicicletta; come usare internet senza sapere nulla di computer, come smettere di fumare senza mai aver iniziato e così via..

Per questo qualche tempo fa ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuto contribuire al proliferare della distribuzione di nozioni spicciole di cui molti pensano di poter fare a meno.
Chiunque abbia letto Cortazar sa perfettamente che raramente altri potrebbero arrivare anche solo ad avvicinarsi alle sue finissime osservazioni, nonchè alla sua capacità di sintetizzare la poetica dei movimenti alla prosa della psicologia. Sentendo, tuttavia, l'implacabile esigenza di approntare un manuale per l'uso del nasone, la tipica fontanella romana, ho pensato che avrei fatto meglio ad abbandonare le parole ed iniziare ad osservare, magari da un buon punto, quale è ad esempio Piazza di Campo de' Fiori.

Nell'attesa di avere il necessaire per realizzare seriamente questo manuale, ne propongo qui una bozza con non più di qualche fotografia. Le immagini sono comunque scattate in modo "discretissimo" rispettando cioè la privacy degli assetati, ma anche e soprattutto della fontanella, che continuamente sollecitata dagli avidi avventori, magari avrebbe mal reagito all'invadenza dell'obiettivo.

Queste bozze sono state scattate su pellicola agfa scala 200, con l'aiuto, l'assistenza e l'insostituibile pazienza di Sara.



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Technorati tag  cortazar; immagini; Roma;
 



  • gli equilibristi.




  • con pressione dall'alto



...

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Di gLuKa (del 08/09/2008 @ 20:01:19, in incazzature..., visto 706 volte)
L'ultimo stadio è quello in cui la morte è innanzitutto la fine del dolore: l'ultima speranza.
Non è esagerato iniziare così questo post, se si pensa che la salvezza del Pincio dipende dal sindaco Alemanno.
Proprio lui infatti ha riacceso la speranza di tutti quelli che, consapevoli del valore dell'integrità del Pincio, negli ultimi mesi hanno concentrato i loro sforzi nel fermare lo stupro (già iniziato) di una delle colline più belle di Roma.
Per ripercorrere la storia della vicenda leggete l'archivio di Repubblica,

In ogni caso per chi non avesse tempo di leggere tutto, basti dire che nel 2006 Veltroni decide di acconsentire al volere dei palazzinari o chissà-chi, avallando la costruzione del parcheggio del Pincio: una gabbia di acciaio e cemento da inserire nelle viscere della collina di tufo che domina PIazza del Popolo.

L'intervento servirebbe per liberare la zona del tridente dalle macchine (10000) che lo infestano. Anche se poi a conti fatti il parcheggio consta di 700 posti, per lo più in vendita a privati. Il rischio è quindi quello di aumentare le macchine in centro anzichè toglierle dalla strada.
Comunque Il punto davvero assurdo è che con una passeggiata di 12 minuti, dal Pincio si arriva al parcheggio di Viale del Galoppatoio (guarda la mappa), stupro ormai metabolizzato di un'importante porzione di Villa Borghese. Quel parcheggio è pressochè in disuso, basti ricordare che il proprio durante l'agosto di quest'anno è stata ritrovata nel "ventre", violato, di villa Borghese un'auto, ferma lì da 13 anni e che si sospettava fosse quella usata per il rapimento Orlandi (foto e approfondimenti qui e qui).
Senza pretendere di dire la mia sul sequestro Orlandi, mi viene però da pensare che una macchina ferma in un parcheggio a pagamento da 13 anni, non sia esattamente un indicatore di utilizzo del parcheggio in questione.

Giovedi la giunta deciderà in proposito. PD, UDC e la lobby dei palazzinari non chè quella dei commercianti accusano Alemanno di voler fermare il progresso...
Dove per progresso si intende qualcosa che non ha nulla a che fare con la misura umana del vivere.

guardate la presentazione del progetto (ovviamente nelle strade ricostruite non si vede neanche una macchina):


il video l'ho trovato qui, dove c'è anche il solito sondaggio.

Ditemi voi se non siamo all'ultimo stadio.


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Technorati tag  parcheggio; pincio; Roma; Veltroni;
 
Di gLuKa (del 08/09/2008 @ 01:50:28, in vivere per immagini, visto 473 volte)
Nui nisciuno di Aradeo, concerto a Zollino (LE) 08 - fotografia anche su flickr

certe volte davvero si dovrebbe ballare...
"sempre più in alto fino a volare.
Per liberarti dal mal d'amore.
Così ballando meridionale
comme la taranta ca te pizzica lu core"...

(E. Bennato - tarantella power).

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Technorati tag  fotografia; pizzica;
 
Di gLuKa (del 04/09/2008 @ 14:52:40, in vivere per immagini, visto 560 volte)
sbandieratori
Non c'è che dire, per chiunque ami le feste di piazza il trasposrto della Macchina di Santa Rosa è un'occasione che non può essere ignorata, nonostante la vistosa spettacolarizzazione dell'evento.
Non bisogna essere dei fondamentalisti cattolici per apprezzare il rito, la simbologia, la suggestione che la città di Viterbo offre ogni 3 settembre, in occasione appunto del trasporto del colossale campanile illuminato. 30 metri (28 l'attuale macchina), per 50 quintali, trasportati per oltre un km da 100 orgogliosissimi facchini. 5 tappe nello strettissimo percorso che da Porta Romana attraversa il centro storico, fino alla corsa per la salita (15° di pendenza) che porta alla Chiesa di Santa Rosa, salita che i facchini con poetica sincronia affrontano di corsa, dopo l'emozionato silenzio che accompagna l'ultima ripartenza.macchina di santa rosa dietro il palazzo
Con questo spirito ieri siamo stati a Viterbo, felici di sostenere le fatiche dell'attesa, del traffico e predisposti a sopportare l'impossibilità di fare le foto che avremmo voluto fare, le passeggiate che avremmo voluto fare... così come tutto quello che una folla di oltre 70000 persone impedirebbe a chiunque. (Anche per questa ragione le immagini che propongo sono più per cronaca che per gusto fotografico).la macchina di santa rosa
Eppure nonostante queste consapevolezze, le nostre buone intenzioni non sono state suffucienti a goderci la giornata come avremmo voluto. A mettersi di mezzo soprattutto la pazzesca idiozia dell'organizzazione accentuata dalla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Mentre i TG regionali osannavano il servizio d'ordine, gestito dal Prefetto Dott. Alessandro Giacchetti, per l'aver garantito lo svolgimento della manifestazione senza alcun problema, in piazza ci si raccomandava a Santa Rosa, sperando ci preservasse dalla sete e dal bisogno di andare in bagno.uscita della macchina da piazza del teatro
Infatti alle 70.000 persone è stato vietato, già dalle 19:00, l'accesso alle vie del percorso della Macchina. Precauzione comprensibile, oltre che necessaria, se però fosse avvenuta in un orario più decente. Questo ha determinato per molti una penosa via crucis in cerca di un posto da cui si potesse vedere qualcosa, ovviamente alle spalle di quanti, esperti, già dal primo pomeriggio si erano garantiti le prime file con sedie e vettovaglie. In ogni caso la macchina è alta, tutti la vedono, e comunque la visione dei momenti salienti del trasporto sono garantiti da maxischermi piazzati nei punti strategici.
folla in piazza del teatro
Da quel momento sono parse evidenti le carenze dell'organizzazione: nessuna via di fuga nei punti di maggior concentramento, nessun corridoio garantito per chi avesse avuto bisogno di raggiungere gli scarsissimi e mal posizionati servizi igienici. Nessuna possibilità di vedersi somministrate le bottigliette d'acqua, abbandonate a fine manifestazione sui bordi delle strade in cassette ancora chiuse. A questo si aggiunga poi la triste e paesana arroganza di quanti, forti di una qualsiasi uniforme che ne attestasse seppur il minimo ruolo nell'organizzazione dell'evento, appagavano la sete di protagonismo vietandoci di raggiungere il bar cui ci eravamo messi vicino, appunto per essere certi di poter sfogare le bizzarrie dell'apparato urinario.
macchina durante la salita
Che c'entra in tutto questo Berlusconi?
C'entra di certo per l'astrusa militarizzazione della città e la conseguente aggiuntiva dose di arroganza dei solerti funzionari di sicurezza.
C'entra inoltre considerato che la via crucis da fermi cui l'amministrazione viterbese ci ha costretti, si è protratta per oltre 4 ore: prima il rinvio della partenza di un'ora per il ritardo dell'ospite onorario, in secondo luogo per i pazzeschi 35 minuti di sosta (le tappe della macchina sono 5) che i facchini hanno fatto al suo cospetto.
Chissà che non sia stata proprio la sua presenza a garantire ai facchini la forza di proseguire, visto che le tappe successive si sono concluse in meno di 15 minuti l'una.
Forse è proprio per la sua presenza che la manifestazione si è conclusa entro le 24:00 e non oltre. facchini di santa rosa
Per questo forse, all'ultima tappa, al grido del capo-facchino
"Cittadini di Piazza del Teatro: Evviva i facchini di Santa Rosa!!" avremmo dovuto rispondere "Evviva Berlusconi!!".

Tutte le foto sono le mie (gianluca de angelis), l'uso è consentito solo previo contatto con l'autore.


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Technorati tag  berlusconi; fotografia; sicurezza; viterbo;
 
E' una situazione assurda. Succede come negli altri romanzi: organizzo una situazione impossibile e ho bisogno che il lettore accetti la mia proposta. Se lo fa, vi posso assicurare che tutto diventa implacabilmente logico.

Josè Saramago