Beh... BENVENUT@!! ...a piedi nudi
...guarda che ho trovato in giro:
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- fascisti al corteo di Roma - ecco come è andata..altro che Palma.
- I dottorandi contro la 133 - sul sito dell'ADI i documenti.
- la rivincita di Keynes - di Pietro Zucconi su Repubblica
...a piedi nudi... (d)blog.
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Di gLuKa (del 27/04/2010 @ 15:24:07, in incazzature..., visto 328 volte)
Dopo quasi un anno dall'ultimo post rispolvero password e username di questo spazio.
Giusto ieri c'ero finito sopra e mi chiedevo cosa sarebbe dovuto accadere per farmi venire voglia di scrivere qualcosa qui sopra... E dire che in un anno di cose ne sono accadute... E che cose...
Poi, al solito, il sonno e la voglia di riuscire ad essere indifferenti prende il sopravvento... e anche ieri sera ho chiuso il computer prima di mettere mano al pensiero.
Oggi però è un altro giorno...
Esattamente come gli altri... in cui apro la mia mail e leggo di piccoli grandi drammi più o meno lontani...
I licenziamenti, le esternalizzazioni, la creatività nella contrattazione sono questioni che ormai riempiono le caselle di posta, così come le home in FB di chi si occupa, in un modo o nell'altro, del disgraziato mondo del lavoro.
La mail che mi ha spinto a fare il passo è stata quella di un mio amico...
Inviata ache a radiorock e che quindi, immagino, posso pubblicare senza problemi.
Ogni volta che leggo di questi "piccoli" drammi penso all'Amico Ritrovato... Di Hulmann...
In cui l'indignazione al pensiero dell'uccisione di milioni di persone non è paragonabile a quella di due vicini di casa. Milioni di persone è un concetto distante, che confonde... dà quasi le vertigini. I due vicini di casa sono invece due vite reali, concrete, spezzate.
E' la scomparsa dei due vicini di casa che pul bucare il velo dell'indifferenza.
Ed è quello che vorrei fare pubblicando la lettera di Edoardo.
Se l'indifferenza è una tragedia, al pari di altre tragedie prende forma nell'indifferenza dei più.
E' in qualche modo su questo secondo livello dell'indifferenza che, facendo mie le parole della mail, vorrei poter agire...
Grazie Edoa'!
Hanno licenziato (in tronco) 2 miei colleghi.
Era inevitabile, probabilmente anche il male minore, e quindi quanto mai necessario.
Le dure leggi dell'economia aziendale, contro le quali rimbalzano quelle del "sociale" (oggi va così di moda questa parola).
Rimbalzano e se non si rompono, tutt'al più vanno a finire lontano, dove anche il suono dell'eco della disperazione
di famiglie (con figli) che si reggono (reggevano) su di uno stipendio solo, si smarrisce silenziosamente nella distanza.
Oggi risulta (non nel senso di solo oggi, ma nel senso di ancora oggi) che i due soggetti erano sostanzialmente
non molto graditi dagli altri colleghi (chi più, chi meno), e quindi questo giustifica l'assordante silenzio assenso attorno
a tutta la situazione. Problemi di incompatibilità caratteriali, di discussioni più o meno recenti (per lo più pure di lavoro)
fatte durante il corso degli anni passati insieme, rispettivamente 9 e 15, e quindi in totale, considerando i giorni di ferie,
qualcosa come: cinquantasettemilaseicento ore di vita. Forse (in sostanza) di una poca simpatia, o grosso modo di un'antipatia
"a pelle".
Non una telefonata, non una pacca sulla spalla, non una cartolina, non un sms, non un vaffanculo.
Un indefinibile NULLA, giustificato da un assurdo "SI VABBE', MA TANTO CHE COSA GLI VUOI DIRE ORA ?!" ....
e che cazzo ne so', che cosa si dice ORA. Cosa si può dire ?! Magari anche solo ascoltare. Mi domando (giuro
che l'ho fatto) che cosa penserà mia moglie, quando 3 anni dopo la mia dipartita, le giungeranno i telegrammi con le condoglianze
dai miei amici e colleghi. Nella maggiore tempestività dei parenti, quantomeno per abitudine o protagonismo, ripongo tutte le mie
speranze.
Come è successo recentemente per la storia del benefattore della scuola di Adro, dove la bella notizia non era insita tanto nel FATTO
quanto nella lettera del benefattore stesso (le motivazioni, il senso d'un gesto), anche qui la cosa più shockante è il comportamento
di quest'ammaso di gente che gira intorno alla situazione. I non protagonisti, i personaggi "collaterali".
Tutto ciò mi ha ucciso. Personalmente mi sento a pezzi. Disintegrato dentro, come raramente mi capita.
E' una merda che supera qualsiasi immaginazione. E' pura malvagità che uccide, anzi no, peggio: che umilia l'anima (!!!). Constatare
a che livelli di disumanità ed assuefazione è arrivata "la maggioranza", o forse diciamocela tutta: il mondo intero.
Uno, di queste cose, se ne rende pienamente conto NON quando sente i telegiornali che raccontano delle guerre in Afghanistan,
ma quando scopre che le regole della geografia sono l'ennesima illusione a cui agganciare l'atavico senso d'insicurezza dell'uomo,
ed allora si comprende come "in realtà" l'Afghanistan confini con l'Italia. O forse con Roma. O forse proprio con la porta di casa.
Incredibile ma vero: l'Afghanistan è sul pianerottolo di casa! Dallo spioncino sembra quasi di poter vedere le piantagioni di papaveri.
Forse non serve che ti esploda una bomba affianco per ricordarti che sei in guerra. MA se ti esplode una bomba affianco ... allora
cadono di colpo, come un castello di carte, tutti quei giochetti che il nostro cervello cerca di costruire per "normalizzare" LA FOLLIA.
Oggettivamente, quest'odio mascherato da semplice cinismo e questa totale incapacità di essere UMANI senza se, e senza ma, è una
cosa ancora più grave, più triste, più indelebile del licenziamento di due persone, e della (momentanea) rovina di due famiglie.
Il licenziamento in un modo o nell'altro passerà, speriamo presto. Il resto no.
Uno sforzo ancor maggiore, nasce dalle logiche conseguenze (se non degenerazioni) più pericolose di tutto ciò: cercare di fare in modo
che l'odio non generi odio, lasciandosi andare alla voglia di appagare sentimenti di inutile vendetta, e divenendo dei CARNEFICI al pari di
quelli che lo sono oggi.
Tremo al pensiero di cosa riserva il futuro alle persone in difficoltà, se il nostro animo non vibra neanche un istante per un FATTO così
GRAVE accaduto ad un uomo che "siede quotidianamente al nostro fianco" da oltre 10 anni, ma che per qualche motivo non ci aggrada: a
modo suo è maleodorante, se non propro per il nostro naso, quantomeno per qualche altro senso percettivo con il quale segnamo la linea di
confine tra quello che va bene ed è "normale" (oddio che parola!), e quello che non va bene ed è "anormale" (oddio che parola!).
Tremo al pensiero della vendetta delle persone che oggi sono in difficoltà, e che dalla "maggioranza" ricevono una TORTURA in cambio di
ogni singola RICHIESTA D'AIUTO.
"Domani nella battaglia pensa a me e cada la tua spada senza filo.
Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani
sulla tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori."
Poveri zingari, poveri rumeni, poveri extracomunitari, poveri iracheni, povere mignotte, poveri drogati, poveri alcolizzati, poveri handicappati, poveri barboni, poveri disoccupati,
poveri sfruttati, poveri disperati, poveri tutti, ma soprattutto poveri noi quando verrà il nostro momento, e saremo vittime dell'arma più letale che sia stata mai creata.
Che abbiamo creato. Non un mezzo, ma un modo: NESSUNA PIETA'.
Io che CREDO molto a modo mio, nella maniera più diretta, laica e sregolata (nel senso di senza regole) che possa esistere (che in fondo questo credere non sia altro che "semplice disperazione" ?), mi chiedo come è possibile che chi crede secondo le regole, possa SERENAMENTE accettare tutto ciò. E' proprio vero: Cristo lo crocifissero con l'assenso e la noncuranza dei Cristiani. Un brivido egoista mi percorre il corpo: che il Suo sia stato un FINTO perdono, ma in realtà l'INFERNO dove viviamo non sia la logica conseguenza della Sua più tremenda vendetta: lasciarci affogare in un orgia di autodistruzione.
Tra tutte queste domande, in mezzo a tutti questi interrogativi, la cosa che più mi uccide è una risposta che ho davanti gli occhi, e che mi rimbomba nella testa, e che non riesco a far smettere di rimbombare da parecchie ore, e che non riesco a non vedere neanche se chiudo gli occhi, e che non riesco a non sentire neanche se mi tappo le orecchie.
La cosa più triste è che allora, a guardar bene, aguzzando la vista, dallo spioncino della porta di casa non si vedono solo i campi di papaveri dell'Afghanistan, ma se ne vedono anche ALTRI di campi.
La cosa più triste è il constatare che QUELLA FRASE, QUELLA DOMANDA, era null'altro che una domanda retorica. La cosa più triste è avere questa indissolubile certezza che QUESTO NON E' UN UOMO.
Edoardo
Giusto ieri c'ero finito sopra e mi chiedevo cosa sarebbe dovuto accadere per farmi venire voglia di scrivere qualcosa qui sopra... E dire che in un anno di cose ne sono accadute... E che cose...
Poi, al solito, il sonno e la voglia di riuscire ad essere indifferenti prende il sopravvento... e anche ieri sera ho chiuso il computer prima di mettere mano al pensiero.
Oggi però è un altro giorno...
Esattamente come gli altri... in cui apro la mia mail e leggo di piccoli grandi drammi più o meno lontani...
I licenziamenti, le esternalizzazioni, la creatività nella contrattazione sono questioni che ormai riempiono le caselle di posta, così come le home in FB di chi si occupa, in un modo o nell'altro, del disgraziato mondo del lavoro.
La mail che mi ha spinto a fare il passo è stata quella di un mio amico...
Inviata ache a radiorock e che quindi, immagino, posso pubblicare senza problemi.
Ogni volta che leggo di questi "piccoli" drammi penso all'Amico Ritrovato... Di Hulmann...
In cui l'indignazione al pensiero dell'uccisione di milioni di persone non è paragonabile a quella di due vicini di casa. Milioni di persone è un concetto distante, che confonde... dà quasi le vertigini. I due vicini di casa sono invece due vite reali, concrete, spezzate.
E' la scomparsa dei due vicini di casa che pul bucare il velo dell'indifferenza.
Ed è quello che vorrei fare pubblicando la lettera di Edoardo.
Se l'indifferenza è una tragedia, al pari di altre tragedie prende forma nell'indifferenza dei più.
E' in qualche modo su questo secondo livello dell'indifferenza che, facendo mie le parole della mail, vorrei poter agire...
Grazie Edoa'!
Hanno licenziato (in tronco) 2 miei colleghi.
Era inevitabile, probabilmente anche il male minore, e quindi quanto mai necessario.
Le dure leggi dell'economia aziendale, contro le quali rimbalzano quelle del "sociale" (oggi va così di moda questa parola).
Rimbalzano e se non si rompono, tutt'al più vanno a finire lontano, dove anche il suono dell'eco della disperazione
di famiglie (con figli) che si reggono (reggevano) su di uno stipendio solo, si smarrisce silenziosamente nella distanza.
Oggi risulta (non nel senso di solo oggi, ma nel senso di ancora oggi) che i due soggetti erano sostanzialmente
non molto graditi dagli altri colleghi (chi più, chi meno), e quindi questo giustifica l'assordante silenzio assenso attorno
a tutta la situazione. Problemi di incompatibilità caratteriali, di discussioni più o meno recenti (per lo più pure di lavoro)
fatte durante il corso degli anni passati insieme, rispettivamente 9 e 15, e quindi in totale, considerando i giorni di ferie,
qualcosa come: cinquantasettemilaseicento ore di vita. Forse (in sostanza) di una poca simpatia, o grosso modo di un'antipatia
"a pelle".
Non una telefonata, non una pacca sulla spalla, non una cartolina, non un sms, non un vaffanculo.
Un indefinibile NULLA, giustificato da un assurdo "SI VABBE', MA TANTO CHE COSA GLI VUOI DIRE ORA ?!" ....
e che cazzo ne so', che cosa si dice ORA. Cosa si può dire ?! Magari anche solo ascoltare. Mi domando (giuro
che l'ho fatto) che cosa penserà mia moglie, quando 3 anni dopo la mia dipartita, le giungeranno i telegrammi con le condoglianze
dai miei amici e colleghi. Nella maggiore tempestività dei parenti, quantomeno per abitudine o protagonismo, ripongo tutte le mie
speranze.
Come è successo recentemente per la storia del benefattore della scuola di Adro, dove la bella notizia non era insita tanto nel FATTO
quanto nella lettera del benefattore stesso (le motivazioni, il senso d'un gesto), anche qui la cosa più shockante è il comportamento
di quest'ammaso di gente che gira intorno alla situazione. I non protagonisti, i personaggi "collaterali".
Tutto ciò mi ha ucciso. Personalmente mi sento a pezzi. Disintegrato dentro, come raramente mi capita.
E' una merda che supera qualsiasi immaginazione. E' pura malvagità che uccide, anzi no, peggio: che umilia l'anima (!!!). Constatare
a che livelli di disumanità ed assuefazione è arrivata "la maggioranza", o forse diciamocela tutta: il mondo intero.
Uno, di queste cose, se ne rende pienamente conto NON quando sente i telegiornali che raccontano delle guerre in Afghanistan,
ma quando scopre che le regole della geografia sono l'ennesima illusione a cui agganciare l'atavico senso d'insicurezza dell'uomo,
ed allora si comprende come "in realtà" l'Afghanistan confini con l'Italia. O forse con Roma. O forse proprio con la porta di casa.
Incredibile ma vero: l'Afghanistan è sul pianerottolo di casa! Dallo spioncino sembra quasi di poter vedere le piantagioni di papaveri.
Forse non serve che ti esploda una bomba affianco per ricordarti che sei in guerra. MA se ti esplode una bomba affianco ... allora
cadono di colpo, come un castello di carte, tutti quei giochetti che il nostro cervello cerca di costruire per "normalizzare" LA FOLLIA.
Oggettivamente, quest'odio mascherato da semplice cinismo e questa totale incapacità di essere UMANI senza se, e senza ma, è una
cosa ancora più grave, più triste, più indelebile del licenziamento di due persone, e della (momentanea) rovina di due famiglie.
Il licenziamento in un modo o nell'altro passerà, speriamo presto. Il resto no.
Uno sforzo ancor maggiore, nasce dalle logiche conseguenze (se non degenerazioni) più pericolose di tutto ciò: cercare di fare in modo
che l'odio non generi odio, lasciandosi andare alla voglia di appagare sentimenti di inutile vendetta, e divenendo dei CARNEFICI al pari di
quelli che lo sono oggi.
Tremo al pensiero di cosa riserva il futuro alle persone in difficoltà, se il nostro animo non vibra neanche un istante per un FATTO così
GRAVE accaduto ad un uomo che "siede quotidianamente al nostro fianco" da oltre 10 anni, ma che per qualche motivo non ci aggrada: a
modo suo è maleodorante, se non propro per il nostro naso, quantomeno per qualche altro senso percettivo con il quale segnamo la linea di
confine tra quello che va bene ed è "normale" (oddio che parola!), e quello che non va bene ed è "anormale" (oddio che parola!).
Tremo al pensiero della vendetta delle persone che oggi sono in difficoltà, e che dalla "maggioranza" ricevono una TORTURA in cambio di
ogni singola RICHIESTA D'AIUTO.
"Domani nella battaglia pensa a me e cada la tua spada senza filo.
Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani
sulla tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori."
Poveri zingari, poveri rumeni, poveri extracomunitari, poveri iracheni, povere mignotte, poveri drogati, poveri alcolizzati, poveri handicappati, poveri barboni, poveri disoccupati,
poveri sfruttati, poveri disperati, poveri tutti, ma soprattutto poveri noi quando verrà il nostro momento, e saremo vittime dell'arma più letale che sia stata mai creata.
Che abbiamo creato. Non un mezzo, ma un modo: NESSUNA PIETA'.
Io che CREDO molto a modo mio, nella maniera più diretta, laica e sregolata (nel senso di senza regole) che possa esistere (che in fondo questo credere non sia altro che "semplice disperazione" ?), mi chiedo come è possibile che chi crede secondo le regole, possa SERENAMENTE accettare tutto ciò. E' proprio vero: Cristo lo crocifissero con l'assenso e la noncuranza dei Cristiani. Un brivido egoista mi percorre il corpo: che il Suo sia stato un FINTO perdono, ma in realtà l'INFERNO dove viviamo non sia la logica conseguenza della Sua più tremenda vendetta: lasciarci affogare in un orgia di autodistruzione.
Tra tutte queste domande, in mezzo a tutti questi interrogativi, la cosa che più mi uccide è una risposta che ho davanti gli occhi, e che mi rimbomba nella testa, e che non riesco a far smettere di rimbombare da parecchie ore, e che non riesco a non vedere neanche se chiudo gli occhi, e che non riesco a non sentire neanche se mi tappo le orecchie.
La cosa più triste è che allora, a guardar bene, aguzzando la vista, dallo spioncino della porta di casa non si vedono solo i campi di papaveri dell'Afghanistan, ma se ne vedono anche ALTRI di campi.
La cosa più triste è il constatare che QUELLA FRASE, QUELLA DOMANDA, era null'altro che una domanda retorica. La cosa più triste è avere questa indissolubile certezza che QUESTO NON E' UN UOMO.
Edoardo
Di gLuKa (del 16/07/2009 @ 15:20:41, in vivere per immagini, visto 799 volte)
Qualche giorno fa ho postato la petizione diffusa da alcuni ricercatori ISTAT contro le affermazioni di Tremonti sulle modalità delle rilevazioni. Per chi non fosse un minimo a conoscienza della situazione, basti dire che quelle affermazioni arrivano proprio mentre all'ISTAT si inizia a pensare di esternalizzare la rilevazione per indagini fondamentali, come quella trimestrale sulle forze di lavoro etc.
D'altra parte anche per i censimenti al momento sembra chei fondi non ci siano e questo sta mettendo a repentaglio la puntualità della ricerca sulla popolazione, sulle attività produttive etc..
Frammentare la ricerca, esternalizzando al minor costo possibile fasi fondamentali del processo di indagine, significa mettere a rischio le potenzialità di analisi, non solo degli addetti ai lavori, ma anche di quanti devono prendere decisioni per correggere l'esistente.
Mi è dunque venuto in mente uno dei corti che fanno parte del film Il Vangelo secondo precario, di Obino, e realizzato in collaborazione con l'Ass. ARCI I MOSTRI. Il corto racconta le sfighe di una ricercatrice, che sta conducendo un'improbabile indagine sula condizione del precariato giovanile. Ovviamente l'indagine è per il mitico "IXTAT", ma a realizzarla è l'appaltante di un'altro appaltante... Che ha fornito agli intervistatori una lista di persone quantomeno strampalata: anziani, pensionati etc.
Ecco quello che succede alla rilevatrice quando consegna il suo lavoro, completo, dopo aver deciso di falsificare tutte le sue interviste.
D'altra parte anche per i censimenti al momento sembra chei fondi non ci siano e questo sta mettendo a repentaglio la puntualità della ricerca sulla popolazione, sulle attività produttive etc..
Frammentare la ricerca, esternalizzando al minor costo possibile fasi fondamentali del processo di indagine, significa mettere a rischio le potenzialità di analisi, non solo degli addetti ai lavori, ma anche di quanti devono prendere decisioni per correggere l'esistente.
Mi è dunque venuto in mente uno dei corti che fanno parte del film Il Vangelo secondo precario, di Obino, e realizzato in collaborazione con l'Ass. ARCI I MOSTRI. Il corto racconta le sfighe di una ricercatrice, che sta conducendo un'improbabile indagine sula condizione del precariato giovanile. Ovviamente l'indagine è per il mitico "IXTAT", ma a realizzarla è l'appaltante di un'altro appaltante... Che ha fornito agli intervistatori una lista di persone quantomeno strampalata: anziani, pensionati etc.
Ecco quello che succede alla rilevatrice quando consegna il suo lavoro, completo, dopo aver deciso di falsificare tutte le sue interviste.
Di gLuKa (del 06/07/2009 @ 11:51:24, in riflessioni..., visto 832 volte)
Giornata triste a Roma,
il cielo è terso e i colori della città appiattiti...
Che poi di colori ormai non qui si può quasi più parlare.
Sfogliando uno dei tanti giornali gratuiti, DNews, i brividi corrono lungo la schiena nonostante la temperatura...
Nelle pagine 6 e 7 si parla di immigrazione: un'intervista a Michele Fichera, assessore alla Regione Lazio per il PD; un congolese pestato a Monte Verde; la presentazione delle ronde nere a Roma.
E' una triste linea logica quella che collega i tre pezzi...
L'incapacità di pensare un sistema di accoglienza diverso dalla discriminazione, la violenza legittimata dalle discriminazioni ufficiali, la violenza legittimata e istituzionalizzata in vecchie-nuove squadracce.
La super idea dell'Assessore è semplice: visto che i cittadini autoctoni si sentono messi in contrapposizione, nell'esigere diritti, ai nuovi cittadini, differenziando l'esigibilità degli stessi diritti, verrebbe a mancare il motivo della competizione sociale e quindi il presupposto dell'intolleranza (sic!).
Sostiene il geniale Fichera, che "una badante che vive ai parioli produce", mentre quela ch vive a Guidonia è un costo sociale per la comunità, visto che a Guidonia i servizi non ci sono e andrebbero messi ad hoc.
Non saprei neanche come commentare una roba del genere... Per tradurre il tutto in termini mercantilistici, tanto cari all'amministrazione, l'assessore PDista sostiene che vista la scarsità dei servizi, allora si istituiscono barriere di accesso al mercato per coloro per cui i servizi servono di più, così i soli insiders, gli autoctoni, saranno più felici e tolleranti.
Purtropo la logica porta a conclusioni diverse: la discriminazione, oltre ad essere un abominevole distorsione di qualsiasi pensiero, induce emarginazione che, quella sì, porta insicurezza. Anzichè pensare ad una ristrutturazione del welfare si opta per ridurne i destinatari con un'accetta, generando esclusione e abbandono.
Che poi gli altri, gli abbandonati, in questo triste caso, non sono neanche abbandonati a loro stessi, ma messi direttamente nelle mani di un manipolo di violenti, che aggrediscono e pestano cittadini... A mio modo di vedere questo è il top dell'insicurezza, ma evidentemente la logica non è di questo Paese, visto che proprio in nome della sicurezza si offre la possibilità di istituzionalizzare questi gruppi di picchiatori in squadre ufficiali con tanto di divisa.
Per quanto mi riguardada la possibilità di avere una divisa è come dare a questi un'arma. La divisa crea omogeneità e deresponsabilizza i singoli dalle azioni che potrebero compiere... e che purtroppo non è difficile immaginare.
Concludo citando la scritta che un giorno lessi su un muro:
IMMIGRATI, SALVATECI DAGLI ITALIANI!!
il cielo è terso e i colori della città appiattiti...
Che poi di colori ormai non qui si può quasi più parlare.
Sfogliando uno dei tanti giornali gratuiti, DNews, i brividi corrono lungo la schiena nonostante la temperatura...
Nelle pagine 6 e 7 si parla di immigrazione: un'intervista a Michele Fichera, assessore alla Regione Lazio per il PD; un congolese pestato a Monte Verde; la presentazione delle ronde nere a Roma.
E' una triste linea logica quella che collega i tre pezzi...
L'incapacità di pensare un sistema di accoglienza diverso dalla discriminazione, la violenza legittimata dalle discriminazioni ufficiali, la violenza legittimata e istituzionalizzata in vecchie-nuove squadracce.
La super idea dell'Assessore è semplice: visto che i cittadini autoctoni si sentono messi in contrapposizione, nell'esigere diritti, ai nuovi cittadini, differenziando l'esigibilità degli stessi diritti, verrebbe a mancare il motivo della competizione sociale e quindi il presupposto dell'intolleranza (sic!).
Sostiene il geniale Fichera, che "una badante che vive ai parioli produce", mentre quela ch vive a Guidonia è un costo sociale per la comunità, visto che a Guidonia i servizi non ci sono e andrebbero messi ad hoc.
Non saprei neanche come commentare una roba del genere... Per tradurre il tutto in termini mercantilistici, tanto cari all'amministrazione, l'assessore PDista sostiene che vista la scarsità dei servizi, allora si istituiscono barriere di accesso al mercato per coloro per cui i servizi servono di più, così i soli insiders, gli autoctoni, saranno più felici e tolleranti.
Purtropo la logica porta a conclusioni diverse: la discriminazione, oltre ad essere un abominevole distorsione di qualsiasi pensiero, induce emarginazione che, quella sì, porta insicurezza. Anzichè pensare ad una ristrutturazione del welfare si opta per ridurne i destinatari con un'accetta, generando esclusione e abbandono.
Che poi gli altri, gli abbandonati, in questo triste caso, non sono neanche abbandonati a loro stessi, ma messi direttamente nelle mani di un manipolo di violenti, che aggrediscono e pestano cittadini... A mio modo di vedere questo è il top dell'insicurezza, ma evidentemente la logica non è di questo Paese, visto che proprio in nome della sicurezza si offre la possibilità di istituzionalizzare questi gruppi di picchiatori in squadre ufficiali con tanto di divisa.
Per quanto mi riguardada la possibilità di avere una divisa è come dare a questi un'arma. La divisa crea omogeneità e deresponsabilizza i singoli dalle azioni che potrebero compiere... e che purtroppo non è difficile immaginare.
Concludo citando la scritta che un giorno lessi su un muro:
IMMIGRATI, SALVATECI DAGLI ITALIANI!!
roma;
Di gLuKa (del 02/07/2009 @ 15:14:39, in partecipaaa!!, visto 1298 volte)
Le affermazioni di Tremonti sulla credibilità dell'ISTAT rintrano in quel concetto di critica finalizzata alla distruzione e non al miglioramento. Non è solo la credibilità dell'ISTAT che è messa in discussione, ma di tutti coloro che pongono al centro del loro agire quel differenziale, sempre più significativo, tra la realtà vissuta, che sia più o meno osservabile, e quella desiderata dalla strampalata compagnia di governo.
Leggete e firmate la petizione che segue.
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano
e
Al Presidente del Senato della Repubblica Renato Schifani
Al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini
Al Direttore dell’Eurostat Walter Radermacher
Al Commissario agli Affari economici e Monetari Joaquin Almunia
Al Presidente della COGIS Achille Chiappetti
Questo appello nasce da una forte preoccupazione per il futuro della statistica ufficiale e dell’Istat. Mercoledì 24 giugno il Ministro dell’Economia Tremonti, ripreso dai telegiornali nazionali all’assemblea della Confcommercio, ha affermato: «Voi avete idea di come si fanno le statistiche dal lato dell'Istat sul metodo Eurostat? Con un campione con mille telefonate. Ti chiamano a casa e ti dicono: " Sei disoccupato?"... Risposta: “vai a quel paese!”. Scrivono: molto disoccupato». Purtroppo non è la prima volta che il Ministro dell’Economia si lascia andare ad affermazioni di questo tipo. In questa occasione, di fronte a milioni di telespettatori, egli ha gettato discredito sull’Istat e offeso la professionalità e il lavoro di tutti i ricercatori e tecnici dell’Istat e, indirettamente, degli operatori del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale) e della comunità scientifica che collaborano con l’Istat. Il Ministro ha pesantemente delegittimato la principale rilevazione statistica italiana, condotta dall’Istat con i più rigorosi criteri metodologici seguendo le indicazioni degli organismi internazionali, attraverso circa 280mila interviste familiari all’anno condotte, nella metà dei casi, faccia a faccia presso il domicilio delle famiglie. In tutti i paesi del mondo le stime dell’occupazione e della disoccupazione vengono effettuate attraverso una rilevazione statistica di questo tipo con interviste personali o telefoniche. Inoltre, per definire una persona disoccupata non viene posta una sola domanda, né viene chiesto se è disoccupata. Al contrario, l'accertamento della condizione di disoccupazione viene fatto sulla base di un ampio numero di quesiti volti a rilevare la situazione oggettiva della persona e non la sua percezione. Disoccupato è chi è senza lavoro, lo sta cercando attivamente ed è disponibile a iniziare a lavorare entro due settimane.
Forse il Ministro non si rende conto che le sue affermazioni contribuiscono a minare pesantemente la credibilità complessiva della statistica ufficiale italiana e dell’Istat che da sempre rappresenta il principale riferimento statistico accettato e condiviso dall’intera collettività? Pensa per caso il Ministro che le sue affermazioni contribuiscano a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni?
Clicca per continuare la lettura e firmare la petizione.
Leggete e firmate la petizione che segue.
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano
e
Al Presidente del Senato della Repubblica Renato Schifani
Al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini
Al Direttore dell’Eurostat Walter Radermacher
Al Commissario agli Affari economici e Monetari Joaquin Almunia
Al Presidente della COGIS Achille Chiappetti
Questo appello nasce da una forte preoccupazione per il futuro della statistica ufficiale e dell’Istat. Mercoledì 24 giugno il Ministro dell’Economia Tremonti, ripreso dai telegiornali nazionali all’assemblea della Confcommercio, ha affermato: «Voi avete idea di come si fanno le statistiche dal lato dell'Istat sul metodo Eurostat? Con un campione con mille telefonate. Ti chiamano a casa e ti dicono: " Sei disoccupato?"... Risposta: “vai a quel paese!”. Scrivono: molto disoccupato». Purtroppo non è la prima volta che il Ministro dell’Economia si lascia andare ad affermazioni di questo tipo. In questa occasione, di fronte a milioni di telespettatori, egli ha gettato discredito sull’Istat e offeso la professionalità e il lavoro di tutti i ricercatori e tecnici dell’Istat e, indirettamente, degli operatori del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale) e della comunità scientifica che collaborano con l’Istat. Il Ministro ha pesantemente delegittimato la principale rilevazione statistica italiana, condotta dall’Istat con i più rigorosi criteri metodologici seguendo le indicazioni degli organismi internazionali, attraverso circa 280mila interviste familiari all’anno condotte, nella metà dei casi, faccia a faccia presso il domicilio delle famiglie. In tutti i paesi del mondo le stime dell’occupazione e della disoccupazione vengono effettuate attraverso una rilevazione statistica di questo tipo con interviste personali o telefoniche. Inoltre, per definire una persona disoccupata non viene posta una sola domanda, né viene chiesto se è disoccupata. Al contrario, l'accertamento della condizione di disoccupazione viene fatto sulla base di un ampio numero di quesiti volti a rilevare la situazione oggettiva della persona e non la sua percezione. Disoccupato è chi è senza lavoro, lo sta cercando attivamente ed è disponibile a iniziare a lavorare entro due settimane.
Forse il Ministro non si rende conto che le sue affermazioni contribuiscono a minare pesantemente la credibilità complessiva della statistica ufficiale italiana e dell’Istat che da sempre rappresenta il principale riferimento statistico accettato e condiviso dall’intera collettività? Pensa per caso il Ministro che le sue affermazioni contribuiscano a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni?
Clicca per continuare la lettura e firmare la petizione.
Di gLuKa (del 27/06/2009 @ 13:26:26, in vivere per immagini, visto 1287 volte)
L'italiano di Joel Buton è quello di chi non ha bisogno di conoscere una lingua per farsi capire.
Farsi capire è la cosa più importante per un ometto quasi cinquantenne che da 10 anni gira a piedi per l'Europa raccogliendo firme contro la barbarie delle mine antiuomo, proseguendo la diffusione del messaggio di pace di Lady Diana, fonte di ispirazione per la sua impresa.
E' piacevole parlare con Joel, potrebbe raccontare cose per intere giornate, ma sa fermarsi per ascoltare...
Di lui e della sua impresa troviamo bellissime tracce nel web, una bella sintesi della sua storia è in un video di Francesco Rungo su YouTube, ma anche nella rassegna stampa fatta con i giornali di mezza Europa... Rassegna che mostra orgoglioso nel suo banchetto per la raccolta firme... Accolto in Russia, in Albania, in Grecia dal Primo Ministro e così via... Raccoglie messaggi ufficiali delle amministrazioni che custodice come testimonianza della sua impresa, ma, soprattutto, come atto ufficiale di sostegno alla sua battaglia. Battaglia che continuerà con la consegna delle firme raccolte al presidente Obama e all'ONU.
Il rispetto che suscita l'onestà della sua protesta appare chiara dai titoli dei giornali scritti in tutte le lingue europee... Ma, come dice lui, Rome, c'est pas l'Europe, ed è difficile dargli torto visto che la mattina del 23 giugno, appena quattro giorni fa, a svegliarlo è stato il fuoco con cui ignoti hanno cercato di interrompere il suo viaggio...
Il carrello della pace non è andato distrutto, ma ha perso molte parti...
I vestiti, il letto da fachiro con cui faceva i suoi spettacoli... Ma soprattutto sono andati perduti disegni regalatigli da bambini del nord Europa, ça fait mal au coeur, dice portandosi la mano al petto mentre spiega che cette lutte, le voyage sont surtout pour eux... i bambini..
Sugli autori dell'atto subito lui non ha dubbi, di certo sono stati dei fascisti, singolare, rileva, che proprio dopo la sua denuncia a diversi giornali, solerti pulitori del comune siano arrivati in piazza Mastai per ripulire le mura dalle celtiche e dalle scritte razziste. Si interroga sull'origine di una tale coincidenza, e si risponde con le parole con cui gli è stato risposto dagli addetti comunali... par hazard.. ride.
Non si stupisce che proprio nel paese dei più grandi produttori di mine antiuomo, la FIAT (Valsella ora riconvertita) o la Beretta, gli capitino cose strane: il Papa lo ha ignorato, Berlusconi non lo può incontrare perchè non ha tempo per nulla, neanche per dormire... Sorride ancora con malizia... Berlusconi non ha tempo per dormire, certo... Con tutte quelle ragazze...
Eppure nell'inventario di ciò che gli è rimasto, per fortuna non manca la cosa principale, la voglia di proseguire....
Anche grazie all'aiuto dei tanti amici che si è conquistato in giro per il mondo.
Per sapere di più su di lui e la sua storia, trovalo su:
Google
flickr
facebook qui e qui;
nota: come al solito le immagini sono di chi le guarda, ma diventano le mie se qualcuno volesse usarle ascopo di lucro. In tutti gli altri casi possono essere usate gratuitamente citando autore e fonte... e perchè no, avvisandomi anche :)
Grazie.
Farsi capire è la cosa più importante per un ometto quasi cinquantenne che da 10 anni gira a piedi per l'Europa raccogliendo firme contro la barbarie delle mine antiuomo, proseguendo la diffusione del messaggio di pace di Lady Diana, fonte di ispirazione per la sua impresa.
E' piacevole parlare con Joel, potrebbe raccontare cose per intere giornate, ma sa fermarsi per ascoltare...
Di lui e della sua impresa troviamo bellissime tracce nel web, una bella sintesi della sua storia è in un video di Francesco Rungo su YouTube, ma anche nella rassegna stampa fatta con i giornali di mezza Europa... Rassegna che mostra orgoglioso nel suo banchetto per la raccolta firme... Accolto in Russia, in Albania, in Grecia dal Primo Ministro e così via... Raccoglie messaggi ufficiali delle amministrazioni che custodice come testimonianza della sua impresa, ma, soprattutto, come atto ufficiale di sostegno alla sua battaglia. Battaglia che continuerà con la consegna delle firme raccolte al presidente Obama e all'ONU.
Il rispetto che suscita l'onestà della sua protesta appare chiara dai titoli dei giornali scritti in tutte le lingue europee... Ma, come dice lui, Rome, c'est pas l'Europe, ed è difficile dargli torto visto che la mattina del 23 giugno, appena quattro giorni fa, a svegliarlo è stato il fuoco con cui ignoti hanno cercato di interrompere il suo viaggio...
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Il carrello della pace non è andato distrutto, ma ha perso molte parti...
I vestiti, il letto da fachiro con cui faceva i suoi spettacoli... Ma soprattutto sono andati perduti disegni regalatigli da bambini del nord Europa, ça fait mal au coeur, dice portandosi la mano al petto mentre spiega che cette lutte, le voyage sont surtout pour eux... i bambini..
Sugli autori dell'atto subito lui non ha dubbi, di certo sono stati dei fascisti, singolare, rileva, che proprio dopo la sua denuncia a diversi giornali, solerti pulitori del comune siano arrivati in piazza Mastai per ripulire le mura dalle celtiche e dalle scritte razziste. Si interroga sull'origine di una tale coincidenza, e si risponde con le parole con cui gli è stato risposto dagli addetti comunali... par hazard.. ride.
Non si stupisce che proprio nel paese dei più grandi produttori di mine antiuomo, la FIAT (Valsella ora riconvertita) o la Beretta, gli capitino cose strane: il Papa lo ha ignorato, Berlusconi non lo può incontrare perchè non ha tempo per nulla, neanche per dormire... Sorride ancora con malizia... Berlusconi non ha tempo per dormire, certo... Con tutte quelle ragazze...
Eppure nell'inventario di ciò che gli è rimasto, per fortuna non manca la cosa principale, la voglia di proseguire....
Anche grazie all'aiuto dei tanti amici che si è conquistato in giro per il mondo.
Per sapere di più su di lui e la sua storia, trovalo su:
flickr
facebook qui e qui;
nota: come al solito le immagini sono di chi le guarda, ma diventano le mie se qualcuno volesse usarle ascopo di lucro. In tutti gli altri casi possono essere usate gratuitamente citando autore e fonte... e perchè no, avvisandomi anche :)
Grazie.
fotografia;
roma;
Di gLuKa (del 23/06/2009 @ 12:26:32, in consumo dunque sono..., visto 681 volte)
niente di nuovo sotto il sole:
la solita coltivazione intensiva di frutta esotica...
I soliti pesticidi...
I soliti a morire...
I soliti a restare impuniti...
e il solito "ma_dai_che_colpa_ne_ho_io" che guida i nostri compulsivi acquisti...
Insomma, perchè qualcuno dovrebbe vedere questo film?
A parte i nomi e i marchi, la storia è la solita.
la solita coltivazione intensiva di frutta esotica...
I soliti pesticidi...
I soliti a morire...
I soliti a restare impuniti...
e il solito "ma_dai_che_colpa_ne_ho_io" che guida i nostri compulsivi acquisti...
Insomma, perchè qualcuno dovrebbe vedere questo film?
A parte i nomi e i marchi, la storia è la solita.
BANANAS!* trailer from WG Film on Vimeo.
Di gLuKa (del 20/06/2009 @ 10:56:18, in vivere per immagini, visto 1520 volte)
fotografia;
rom;
roma;
Di gLuKa (del 16/06/2009 @ 00:44:50, in vivere per immagini, visto 1369 volte)
bologna;
fotografia;
Di gLuKa (del 15/06/2009 @ 16:51:16, in vivere per immagini, visto 639 volte)
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bologna;
fotografia;
Di gLuKa (del 13/06/2009 @ 15:36:03, in vivere per immagini, visto 1514 volte)
bologna;
fotografia;
Di gLuKa (del 24/04/2009 @ 14:48:09, in vivere per immagini, visto 920 volte)
Avrei voluto farlo con più calma...
Ma mi sento Facebook sul collo...
Quindi inizio col pubblicare un po' di foto, in modo rigorosamente casuale, della commedia Modus Vivendi.
Via via inserisco quelle che sistemo e agiorno il post..

...
Ma mi sento Facebook sul collo...
Quindi inizio col pubblicare un po' di foto, in modo rigorosamente casuale, della commedia Modus Vivendi.
Via via inserisco quelle che sistemo e agiorno il post..
Nel sito http://www.modusvivendi2009.net
trovate tutte le informazioni sullo spettacolo!!
trovate tutte le informazioni sullo spettacolo!!

fotografia;
Di gLuKa (del 25/03/2009 @ 12:08:55, in Il giullare di corte..., visto 1042 volte)
Mi rendo conto che chi non è stato a Roma ultimamente non potrà capire...
Ma se avrà la pazienza di visitare i link che segnalo in basso,
tutto sarà chiaro... e,
se possibile,
di gusto anche peggiore.

tutto sarà chiaro... e,
se possibile,
di gusto anche peggiore.

Dal Blog di Vigna Clara (Roma Nord)- Antonio Carbone su MagazineRoma.it-
Potatura da codice penale (non è il titolo, ma una mia sintesi)
Da Roma Today -
Di gLuKa (del 22/03/2009 @ 21:47:33, in riflessioni..., visto 1085 volte)
Si è conclusa oggi la settimana del World Water Forum...
Il risultato? Nessuna novità... Non bastano le crisi, gli appelli ad un'economia più etica... Il profitto viene prima di tutto e la Politica china il capo.
Nelle concusioni è stata ribadita la natura economica dell'acqua: non un diritto, ma un bisogno...
Come è ovvio un diritto è dovuto, e questo non serve alle imprese e ne ostacola la crescita, mentre i bisogni sono tutt'altro... Per soddisfare i bisogni servono beni, per avere un bene si deve pagare...
Quando poi un bene è fondamentale allora il Profitto può essere massimo e i predoni in questione, è il caso di dirlo, ci sguazzano.
Purtroppo è difficile, qui da noi, concepire l'urgenza del problema....
L'acqua è nelle nostre case, nei supermercati... O se proprio si deve morire, allora si può raccogliere quella piovana...
Il punto è proprio questo: questo scenario vale per la minoranza assoluta del pianeta.
Si pensi alla lotta di Cochabamba... La Bechtel, multinazionale che gestiva le risorse idriche della città colombiana, aveva creato persino un sistema di licenze per la gestione della raccolta dell'acqua piovana.
Ma questo è solo uno dei casi più eclatanti...
Il video è tratto dal film "Va, vis et deviens", di Radu Mihaileanu, (oppure vedilo su youtube!).
Purtroppo il sistema economico, ora in crisi, ha basato da sempre la sua possibilità di crescita con questo genere di azioni. Si pensi alla marcia del sale di Gandhi... I colonizzatori inglesi in quel caso avevano vietato agli abitanti di accedere al mare, per imporgli l'acquisto del sale, monopolio inglese. O, ancora in India, la diffusione di vegetali OGM non in grado di riprodursi, così che ad ogni raccolto i conadni siano costretti ad acquistare nuove sementi.
Questa è la globalizzazione liberista...
...
Il risultato? Nessuna novità... Non bastano le crisi, gli appelli ad un'economia più etica... Il profitto viene prima di tutto e la Politica china il capo.
Nelle concusioni è stata ribadita la natura economica dell'acqua: non un diritto, ma un bisogno...
Come è ovvio un diritto è dovuto, e questo non serve alle imprese e ne ostacola la crescita, mentre i bisogni sono tutt'altro... Per soddisfare i bisogni servono beni, per avere un bene si deve pagare...
Quando poi un bene è fondamentale allora il Profitto può essere massimo e i predoni in questione, è il caso di dirlo, ci sguazzano.
Purtroppo è difficile, qui da noi, concepire l'urgenza del problema....
L'acqua è nelle nostre case, nei supermercati... O se proprio si deve morire, allora si può raccogliere quella piovana...
Il punto è proprio questo: questo scenario vale per la minoranza assoluta del pianeta.
Si pensi alla lotta di Cochabamba... La Bechtel, multinazionale che gestiva le risorse idriche della città colombiana, aveva creato persino un sistema di licenze per la gestione della raccolta dell'acqua piovana.
Ma questo è solo uno dei casi più eclatanti...
Il video è tratto dal film "Va, vis et deviens", di Radu Mihaileanu, (oppure vedilo su youtube!).
Purtroppo il sistema economico, ora in crisi, ha basato da sempre la sua possibilità di crescita con questo genere di azioni. Si pensi alla marcia del sale di Gandhi... I colonizzatori inglesi in quel caso avevano vietato agli abitanti di accedere al mare, per imporgli l'acquisto del sale, monopolio inglese. O, ancora in India, la diffusione di vegetali OGM non in grado di riprodursi, così che ad ogni raccolto i conadni siano costretti ad acquistare nuove sementi.
Questa è la globalizzazione liberista...
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Di gLuKa (del 06/03/2009 @ 15:26:57, in riflessioni..., visto 1118 volte)
...vengo invece a sapere che, anche e soprattutto ufficialmente, affermare che quella Israeliana nei cofronti del popolo Palestinese è una politica di apartheid e razzista che mina la pace, significhi ormai essere razzista e antisemita.
Le polemiche legate alla dichiarazione dell'ONU in occasione di Durban II, nel tentativo di "buttarla in caciara", fanno scempio dell'intelligenza e dell'onestà intellettuale che ancora, per fortua caratterizza molti esseri pensanti...
Tra tutti segnalo quella dell'animatore Yoni Goodman, che dopo Valzer con Bashir, si è dedicato al piccolo progetto, piccolo per la durata, Closed zone.
Il corto, realizzato per Gisha, una ONG Israeliana, è stato pubblicato su you tube, ma poi scomparso... Vai a capire perchè.
Nel frattempo che venga ripristinato però io lo piazzo qui sopra, convinto di fare un piacere a molti...
Le polemiche legate alla dichiarazione dell'ONU in occasione di Durban II, nel tentativo di "buttarla in caciara", fanno scempio dell'intelligenza e dell'onestà intellettuale che ancora, per fortua caratterizza molti esseri pensanti...
Tra tutti segnalo quella dell'animatore Yoni Goodman, che dopo Valzer con Bashir, si è dedicato al piccolo progetto, piccolo per la durata, Closed zone.
Il corto, realizzato per Gisha, una ONG Israeliana, è stato pubblicato su you tube, ma poi scomparso... Vai a capire perchè.
Nel frattempo che venga ripristinato però io lo piazzo qui sopra, convinto di fare un piacere a molti...
Di gLuKa (del 26/02/2009 @ 11:30:28, in consumo dunque sono..., visto 724 volte)

...Non ho resistito a non pubblicaro...
Altri materiali li trovate sul sito http://www.decrescita.it
...leggi tutti.
(p)Link
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