bipolarismo e aborto: il silenzio che unisce.
Di gLuKa (del 20/02/2008 @ 11:52:01, in riflessioni..., visto 4666 volte)
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aggiornamento: dimenticavo di segnalare l'indagine sui consultori che il dip. inchiesta del PRC sta per lanciare.


Più passano i giorni di questa campagna elettorale più il sistema del "bipolarismo coatto" mostra i suoi buchi neri...
Veltroni e Berlusconi entrambi concentrati a vendere il proprio schieramento come il più utile da votare temono ed evitano di parlare di questioni importanti, per scongiurare il palesarsi di quelle divisioni interne, ingiustamente viste come sintomo di debolezza politica.
Il risultato? Due schieramenti con programmi fotocopia di lotta alle tasse, privatizzazioni e liberalizzazioni. Due diverse visioni del liberismo che hanno in comune molto più di quello che sembra.

Dopo i fatti di Napoli e la relativa mobilitazione spontanea in tutta Italia, l'aborto è in questi giorni un tabu'.
La Binetti si sarà messa il cilicio alla bocca, mentre Ferrara è stato simpaticamente chiamato "testone" da Berlusconi su Rai 1.

Non ci sono promesse su questi argomenti da parte dei grandi.
La possibilità di farsi nemici interni o esterni è troppo grande e grande è il potere elettorale della Chiesa.

Per questo il tema dell'aborto innanzitutto, ma anche quello dei diritti civili, dovrebbero essere a mio avviso spinti a forza nel dibattito privo di contenuti di questi giorni.
Non sono il solo a pensarlo visto che da un paio di giorni viaggia on line una petizione già firmata da Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi.

Riporto il testo, l'invito che vi rivolgo è di partecipare firmando qui.


Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione.
Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.


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Technorati tag  aborto; chiesa; politica;
 
# 1
Secondo me ogni caso andrebbe analizzato. Il più delle volte si potrebbe evitare, ma in alcuni casi, quando ci si trova davanti ad una situazione disastrosa e complicata....
In tal proposito ho postato un articolo a tema nel mio BLOG.
Di  Vittore  (inviato il 15/12/2008 @ 12:33:05)
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