Boycott Beijing 2008? Yes, we can.
Di gLuKa (del 24/03/2008 @ 19:55:02, in riflessioni..., visto 3485 volte)
blog reactions

free_burna_tibet_china

Si leggono on line articoli (leggi Repubblica o Corriere), riflessioni su quanto sia giusto o meno incitare al boicottaggio delle olimpiadi.

In certi ambienti politici ci si getta a capofitto in strumentalizzazioni astruse... La destra italiana in periodo elettorale chiede il boicottaggio per il rispetto dei diritti umani in Tibet, mentre è ovvio che non lo avrebbe mai fatto se le Olimpiadi fossero state in USA.
Dal centro Veltorniano si leva invece il silenzio.
Questioni economiche, della peggior specie tra l'altro, sono sollevate dal blog di Fabio Cavalera (Corriere della sera), dove si dice che un boicottaggio delle Olimpiadi significherebbe provocare la chiusura delle frontiere e delle barriere commerciali...
Altri si chiedono se un boicottaggio provocherebbe ancora più guai al popolo cinese.
Proprio in nome del popolo cinese anche il Dalai Lama sembra si sia espresso oggi in questa direzione...
reporters sans frontieres boicottaggio beijing 2008(immagine dal sito di Reporters sans Frontieres!!)

Io non sono un atleta e a boicottare le olimpiadi ci metto poco...
Mi basta non guardare la TV e a dire il vero non l'avrei fatto comunque.
Quello che mi infastidisce è la solita confusione che si genera in questi casi...

Prendiamo il caso della Coca Cola... Io non la bevo perchè non mi piace dare soldi a chi massacra sindacalisti e si rende complice di sparizioni e di politiche anti-umane.
Per boicottare la Coca Cola non aspetto un'iniziativa mondiale. E' innanzitutto un fatto personale.
Politicamente parlando questo atteggiamento funziona poco, salva la mia coscienza, ma non i sindacalisti.
Ma potrei dire, cinicamente, che così almeno qualcosa si salva.
Lo stesso possono dire tutti quelli che per lavarsi la coscienza dicono che la coerenza è tutto... Quindi o si boicotta tutto o niente... Ma si dimenticano, o non sanno, che boicottare è una cosa che possono fare solo in pochi, quelli che cioè possono scegliere. Come boicottare la Coca Cola in un paese in cui questa costa meno dell'acqua?
O, tanto per dire, boicotto i prodotti cinesi perchè prodotti senza alcun rispetto per i lavoratori, ma il mio motorino è della Kimco, perchè non potevo certo permettermi altro...
E quindi? Sono una merda? No... O per lo meno non mi ci sento.
Faccio quello che posso, ma tutto quello che faccio lo faccio con consapevolezza.

Il Cio, il silenzio della politica e degli atleti, impediscono questa consapevolezza.

Se queste olimpiadi si fossero svolte in Turchia, avreste trovato su questo blog un invito al boicottaggio per il rispetto dei diritti del popolo Kurdo. Se si fossero svolte in USA qui si sarebbe notato come le olimpiadi, un'occasione di pace, non dovrebbero svolgersi in un paese che uccide i detenuti, bombarda o soffoca con l'embargo chi non gli obbedisce etc... (Toh... come la Cina...)
Se si fossero svolte in Italia, sarebbe stata l'occasione per sollevare un sacco di problemi...
Tanto per ricordare che qui proprio nessuno si sente migliore di qualcun altro... Soprattutto se ci si confronta in termini di stati nazionali.

Faccio una domanda...
Cosa sarebbe accaduto nel caso di Olimpiadi Cubane?!?!

Quindi? Le olimpiadi non dovrebbero mai svolgersi? Non saprei.
So solo che lo slogan "globalize rights", che mi ha portato a Genova nel 2001 e altrove...
E' (purtroppo) ancora valido.

Altro quesito che pongo è invece sul tipo di protesta più efficace:
boicottare le olimpiadi contestandole o spegnendo la televisione?
Le contestazioni richiamano pubblico, il pubblico richiama gli sponsor...
Mi viene in mente che non lasciare nessuno spazio alle olimpiadi 2008 potrebbe essere valido quasi quanto tentare di pisciare sulla fiamma...


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