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esternalizzare la ricerca per risparmiare? non farla proprio!
Qualche giorno fa ho postato la petizione diffusa da alcuni ricercatori ISTAT contro le affermazioni di Tremonti sulle modalità delle rilevazioni. Per chi non fosse un minimo a conoscienza della situazione, basti dire che quelle affermazioni arrivano proprio mentre all'ISTAT si inizia a pensare di esternalizzare la rilevazione per indagini fondamentali, come quella trimestrale sulle forze di lavoro etc.
D'altra parte anche per i censimenti al momento sembra chei fondi non ci siano e questo sta mettendo a repentaglio la puntualità della ricerca sulla popolazione, sulle attività produttive etc..
Frammentare la ricerca, esternalizzando al minor costo possibile fasi fondamentali del processo di indagine, significa mettere a rischio le potenzialità di analisi, non solo degli addetti ai lavori, ma anche di quanti devono prendere decisioni per correggere l'esistente.
Mi è dunque venuto in mente uno dei corti che fanno parte del film Il Vangelo secondo precario, di Obino, e realizzato in collaborazione con l'Ass. ARCI I MOSTRI. Il corto racconta le sfighe di una ricercatrice, che sta conducendo un'improbabile indagine sula condizione del precariato giovanile. Ovviamente l'indagine è per il mitico "IXTAT", ma a realizzarla è l'appaltante di un'altro appaltante... Che ha fornito agli intervistatori una lista di persone quantomeno strampalata: anziani, pensionati etc.
Ecco quello che succede alla rilevatrice quando consegna il suo lavoro, completo, dopo aver deciso di falsificare tutte le sue interviste.
D'altra parte anche per i censimenti al momento sembra chei fondi non ci siano e questo sta mettendo a repentaglio la puntualità della ricerca sulla popolazione, sulle attività produttive etc..
Frammentare la ricerca, esternalizzando al minor costo possibile fasi fondamentali del processo di indagine, significa mettere a rischio le potenzialità di analisi, non solo degli addetti ai lavori, ma anche di quanti devono prendere decisioni per correggere l'esistente.
Mi è dunque venuto in mente uno dei corti che fanno parte del film Il Vangelo secondo precario, di Obino, e realizzato in collaborazione con l'Ass. ARCI I MOSTRI. Il corto racconta le sfighe di una ricercatrice, che sta conducendo un'improbabile indagine sula condizione del precariato giovanile. Ovviamente l'indagine è per il mitico "IXTAT", ma a realizzarla è l'appaltante di un'altro appaltante... Che ha fornito agli intervistatori una lista di persone quantomeno strampalata: anziani, pensionati etc.
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