Non avendo internet a disposizione come prima è diventato più difficile aggiornare il blog e stare “sulle” cose come vorrei...
Ma assistere a quanto sta avvenendo in Italia senza togliersi la soddisfazione di dire la propria è una sensazione opprimente.
Le previsioni che si facevano in estate su un autunno 2008 caldo, molto caldo, non hanno disatteso le aspettative. Il decreto legge sulla riforma universitaria, oggi Legge 133, sta scaturendo un putiferio ovunque... Dalle università alle elementari, quello che il governo tocca, distrugge. Eppure non c'era da aspettarsi altro durante quelle famose elezioni che hanno visto gli italiani iniziare a scavare, dopo aver già toccato il fondo.
Università come negli USA, care, carissime e soprattutto al servizio dei privati.
Insegnanti di licei e scuole elementari a casa.
Con una Ministra come la Gelmini che si difende dicendo che non ci sono i soldi (adnkronos) per fare diversamente, anche se Berlusconi promette finanziamenti alle banche in difficoltà per fermare la crisi. Evidentemente i soldi ci sono, è solo un problema di sistemarli. E le scelte del governo sono ovvie: a salvarsi deve essere il mercato, a qualsiasi costo (AMI).
Quando dico a qualsiasi costo, intendo costi anche altissimi. Basti pensare alla mancata firma dell'Italia per l'accordo europeo sull'ambiente, bollato come “troppo costoso” (Repubblica).
Cazzo... Troppo costoso per "le imprese che non reggerebbero vista la crisi"... Se le imprese avessero buttato un occhio 10 cm oltre il proprio profitto avrebbero visto già da parecchio che il “clima” non era dei migliori, magari preventivando un minimo di adeguamento... Non tanto agli standards europei... quanto alla propria coscienza. Ma la coscienza non è quantificabile, quindi non trova spazio in un mondo in cui i poveri-cristi iniziano a lavorare per vivere meglio e finiscono col vivere e morire per lavorare.
Il tutto mentre il Presidente della Camera indica gli operai morti per ricordare agli operai ancora vivi di rispettare le regole... (Repubblica)
Piovono pietre sulla classe operaia diceva Ken Loach...
Oggi possiamo dire che è la classe operaia a “piovere” sulle pietre, e se “piovendo” si perde la vita è per pura sbadataggine.
Arrivato a questo punto spero in un estendersi della crisi... Sogno che i consumi si riducano all'osso, così che i casini che stanno passando alcune “selezionatissime categorie” finiscano col rigirarsi contro tutti quegli imbecilli che si sentono realizzati solo alzando e abbsanndo la propria saracinesca... Che si sentono furbi se riescono a strappare qualche entrata in nero... Che fanno politica solo quando sentono minacciate le proprie povere tasche...
Spero di trovare tutti i link agli articoli cui faccio riferimento in questo post nel giro di un paio di giorni... Volevo aspettare ancora... Ma zitti non si può stare.
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