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morti bianche... Anzi (...sempre più) nere (III)
Leggo questo articolo sulla morte dell'operaio a Torino... e ritiro fuori questo post...
Per l'ennesima volta dal Primo Maggio scorso.
E proprio mentre tutti sono attentissimi a svalutare la parola "sicurezza"...
relegandola ad un'operazione di pulizia etnica...
Concerti, comizi, parole su parole spese per dire quanto è giusto questo, quanto è giusto quello...
Ma alle parole, al mega concertone di Roma del primo maggio si affianca il silenzio, lungo un minuto, per le morti bianche.
Il silenzio, come le parole, serve per dire qualcosa, e allora cerchiamo di dirlo come si deve.
Perchè morti bianche?
Un morto "bianco" sembra un non morto.
Uno sciopero bianco è lo sciopero al contrario, quello fatto seguendo tutto secondo le regole, e si sa che le regole applicate alla lettera ostacolano "la produzione" come uno sciopero vero.
La cronaca o è nera, se si parla di morti ammazzati, o è rosa per le vite private.
La cronaca non è mai bianca, quella bianca non è cronaca, è silenzio.
In un gergo informale "andare in bianco" significa non andare proprio.
Una luce è bianca, il bagliore è bianco, il bianco acceca e fa chiudere gli occhi.
E allora?
Le morti bianche sono in realtà nere.
Sono nere le morti come è nero il lavoro che le causa.
Sono nere perchè se i precari lavorano 16 ore al giorno senza il rispetto di nessuna regola, sono morti ammazzati.
Sono nere perchè chi muore, spesso è immigrato o clandestino.
Devono essere nere perchè davanti al nero non si chiudono gli occhi, al contrario si sbarrano.
Anche per iniziare a guardarle diversamente, chiamiamole per favore "morti nere".
gianluca de angelis.
Per l'ennesima volta dal Primo Maggio scorso.
E proprio mentre tutti sono attentissimi a svalutare la parola "sicurezza"...
relegandola ad un'operazione di pulizia etnica...
Concerti, comizi, parole su parole spese per dire quanto è giusto questo, quanto è giusto quello...
Ma alle parole, al mega concertone di Roma del primo maggio si affianca il silenzio, lungo un minuto, per le morti bianche.
Il silenzio, come le parole, serve per dire qualcosa, e allora cerchiamo di dirlo come si deve.
Perchè morti bianche?
Un morto "bianco" sembra un non morto.
Uno sciopero bianco è lo sciopero al contrario, quello fatto seguendo tutto secondo le regole, e si sa che le regole applicate alla lettera ostacolano "la produzione" come uno sciopero vero.
La cronaca o è nera, se si parla di morti ammazzati, o è rosa per le vite private.
La cronaca non è mai bianca, quella bianca non è cronaca, è silenzio.
In un gergo informale "andare in bianco" significa non andare proprio.
Una luce è bianca, il bagliore è bianco, il bianco acceca e fa chiudere gli occhi.
E allora?
Le morti bianche sono in realtà nere.
Sono nere le morti come è nero il lavoro che le causa.
Sono nere perchè se i precari lavorano 16 ore al giorno senza il rispetto di nessuna regola, sono morti ammazzati.
Sono nere perchè chi muore, spesso è immigrato o clandestino.
Devono essere nere perchè davanti al nero non si chiudono gli occhi, al contrario si sbarrano.
Anche per iniziare a guardarle diversamente, chiamiamole per favore "morti nere".
gianluca de angelis.
bianche;
bianco;
cronaca;
lavoro;
morte bianca;
morti;
morti bianche;
nere;
nero;
sicurezza;
Ciao Gianluca,
ho letto questo tuo pensiero sulle “morti bianche” è comprendo il tuo disagio che rende ancora più incomprensibile l’etimologia delle due parole.
Una morte in quanto tale, non deve avere colori e cosi dovrebbe essere anche per la politica che dovrebbe trasversalmente reagire a questo problema.
Purtroppo le morti causate dal lavoro sono tante, come tante sono le cause che creano il lavoro nero.
Come tanta è la rabbia per questa ingiustizia, deve però essere tanta la forza di volontà che si rivolge ad un cambiamento.
Vogliamo cambiare?
Io si.
Giustamente ti chiederai come. Ti chiederai quali possono essere gli strumenti di questo cambiamento. Questi purtroppo sono pochi.
Probabilmente l’antipolitica ha un effetto mediatico molto forte, ma nella sostanza non ha strumenti che realizzino più di questo.
Allora la strada da percorrere è tuta in salita, perché per fare qualcosa di buono si devono percorrere le canoniche vie della politica. Ma non dimentichiamoci che quando sarà il momento, arriverà qualcosa che cambierà tutto. Dobbiamo essere pronti a cogliere l’occasione ed essere culturalmente preparati.
Comunque a presto e vienimi a trovare sul mio blog www.rapisarda.eu.
Ciao
Alessandro
ho letto questo tuo pensiero sulle “morti bianche” è comprendo il tuo disagio che rende ancora più incomprensibile l’etimologia delle due parole.
Una morte in quanto tale, non deve avere colori e cosi dovrebbe essere anche per la politica che dovrebbe trasversalmente reagire a questo problema.
Purtroppo le morti causate dal lavoro sono tante, come tante sono le cause che creano il lavoro nero.
Come tanta è la rabbia per questa ingiustizia, deve però essere tanta la forza di volontà che si rivolge ad un cambiamento.
Vogliamo cambiare?
Io si.
Giustamente ti chiederai come. Ti chiederai quali possono essere gli strumenti di questo cambiamento. Questi purtroppo sono pochi.
Probabilmente l’antipolitica ha un effetto mediatico molto forte, ma nella sostanza non ha strumenti che realizzino più di questo.
Allora la strada da percorrere è tuta in salita, perché per fare qualcosa di buono si devono percorrere le canoniche vie della politica. Ma non dimentichiamoci che quando sarà il momento, arriverà qualcosa che cambierà tutto. Dobbiamo essere pronti a cogliere l’occasione ed essere culturalmente preparati.
Comunque a presto e vienimi a trovare sul mio blog www.rapisarda.eu.
Ciao
Alessandro
Di
Alessandro
(inviato il 07/12/2007 @ 00:38:05)
bah... io vedo che c'è un pezzo di mondo che impone ad un altro pezzo di vedere i "costi sociali" di un certo modello di sviluppo come una specie di effetto collaterale... Come un male necessario.
Oggi (7/12) sono morti gli altri 4 operai di Torino più due di non ricordo neanche dove...
Però in Italia c'è gente che chiede norme più dure contro l'immigrazione...
Oggi (7/12) sono morti gli altri 4 operai di Torino più due di non ricordo neanche dove...
Però in Italia c'è gente che chiede norme più dure contro l'immigrazione...
Di
gianluca
(inviato il 08/12/2007 @ 02:36:32)
ciao,
ma state sgabbiando siete una manuca di pazzi che discutete su cose inutili











I fattori che fecero sviluppare l’industria furono:
disponibilità prodotti
Fonti di energie
ma state sgabbiando siete una manuca di pazzi che discutete su cose inutili











I fattori che fecero sviluppare l’industria furono:
disponibilità prodotti
Fonti di energie

Di
Anonimo
(inviato il 02/06/2008 @ 16:30:28)
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L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
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