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precari e... incazzati.
Per non aver ancora letto il libro "precari e contenti" di Angela Padrone, mi sono un po' allargato con il titolo-parafrasi...Però proprio non potevo resistere... Oggi sul Corriere esce un articolo in cui si motiva la fuga all'estero dei cervelli con la precarietà del lavoro; precarietà nella sua concezione larga, estesa al resto della vita... ed ecco che girovagando in internet mi ritrovo sul blog dell'autrice di questo libro di storie di vita che "possono essere una grande fonte di ispirazione, una formidabile guida, per quanti ancora sono incerti e non sanno dove andare" (abstract).
Ripeto che non ho ancora letto il libro... Eppure ad una rapida sfogliata non si possono ignorare alcune cose, tra cui l'impegno dell'autrice a farlo passare per un testo di "quasi ricerca", soprattutto alla luce delle tabelle alla fine del libro... C'è davvero tutto il corredo dell'invitato a Porta a Porta... Almeno 10 tabelle che dicono cose solo a chi è in grado di capirle e comunque in una sola direzione.
Ad esempio sarebbe stato "carino" inserire non solo le serie storiche dei tassi di occupazione e disoccupazione in Italia e nel mondo, ma anche qualche numero sulla durata delle "nuove occupazioni".... E già che ci siamo perchè non anche un minimo di ripartizione georgrafica... Perchè ho come il dubbio che al sud la situazione potrebbe essere un po' diversa che al centro o al nord... Sono curioso di leggere poi la provenienza sociale dei protagonisti delle sue storie... Perchè anche quello potrebbe essere un punto su cui ragionare... Chissà se l'autrice c'ha pensato ma era fuori dal suo interesse "scientifico"...
Perchè a questo punto quale fosse il suo interesse non lo capisco prorpio...
Cercando di capirlo, ho dato uno sguardo al suo blog, in cui ho trovato un post dal titolo "le catene del lavoro" in cui a supporto della sua tesi è citata una classifica della Banca Mondiale che bacchetta l'Italia per le rigidità del mercato del lavoro...
...e dire che io ho sempre pensato che un buon modo per farsi un primo giudizio sulle politiche fosse proprio quello di pensare esattamente l'opposto della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale... (
sigh!)Prima di correre a leggere il libro, sempre in tema di Banca Mondiale, voglio ricordare la lettera che il nobel J. Stiglitz scrisse qualche tempo fa a Beppe Grillo.... Che poi lui inserì in un altro libro di storie di vita... però gratuito!!
grillo;
lavoro;
libro;
precari;
precarietà;
stiglitz;
Che strano trovare un recensione a un libro che, dichiaratamente, non si è letto...! Attenzione però a essere così prevenuti, si rischia di contraddire la bella frase di Bertold Brecht che campeggia in questo blog. Non aggiungerò cose che possono essere lette nel libro, però una cosa voglio dirla: non credo che questo tipo di "critica" aiuti qualcuno (neanche l'autore) a trovare la propria strada, che è invece un po' la mia idea, forse immodesta.
Di
angela padrone
(inviato il 09/12/2007 @ 09:24:47)
...tranquilla!! Se mi sono permesso di criticare già dal titolo è solo perchè, con il libro tra le mani non ho saputo resistere.
Pensavo il titolo fosse ironico...
Il resto l'ho finito di leggere ieri e non ho ancora preparato un "articolo" ad hoc.
Il post che hai letto e commentato tu infatti non era una critica, o una recensione... Quelle le lascerei alla carta stampata dove non si può rispondere. Su un blog si può... Su un blog c'è più spazio per l'intimità... E si sa che le sensazioni e le impressioni, soprattutto quelle "a pelle", non conoscono nè la diplomazia, nè la logica del dibattito costruito. Avendo anticipato il mio pensiero, mi sono solo dato una possibilità in più di potermi correggere dopo...
E questo non mi sembra in contraddizione con la frase di Brecht. :*)
Pensavo il titolo fosse ironico...
Il resto l'ho finito di leggere ieri e non ho ancora preparato un "articolo" ad hoc.
Il post che hai letto e commentato tu infatti non era una critica, o una recensione... Quelle le lascerei alla carta stampata dove non si può rispondere. Su un blog si può... Su un blog c'è più spazio per l'intimità... E si sa che le sensazioni e le impressioni, soprattutto quelle "a pelle", non conoscono nè la diplomazia, nè la logica del dibattito costruito. Avendo anticipato il mio pensiero, mi sono solo dato una possibilità in più di potermi correggere dopo...
E questo non mi sembra in contraddizione con la frase di Brecht. :*)
Di
gianluca
(inviato il 09/12/2007 @ 14:57:26)
...come promesso... ecco le mie considerazioni dopo la lettura, le trovi qui: http://www.gluca.info/dblog/articolo.asp?articolo=56
:-D
:-D
Di
gianluca
(inviato il 13/12/2007 @ 11:05:46)
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L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
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