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Prodi ha fallito... resistenze culturali al berlusconismo.
Costretto a casa da una mezza influenza, non ho potuto evitare le scorpacciata di articoli, commenti, opinioni più o meno eccellenti, sui fatti di ieri... Dalla caduta di Prodi all'aggressione subita da Marco (che abbraccio) ad opera di una squadraccia fascista romana.
E ormai smetto di leggere e inizio a scrivere qualcosa anche io...
Ho letto su molti blog frasi del tipo "da oggi niente politica su questo blog" o "non andrò mai più a votare"; mentre su altri si annunciano vere e proprie discese in campo, in nome di un nuovo rinascimento (vedi Beppe Grillo). Frasi e discese in campo che mi angosciano perchè significano che i berlusconati si stanno moltiplicando a vista d'occhio... Da quelli che si affidano acriticamente al pensiero unico di Grillo, a quelli che non riescono più a sentirsi parte di una comunità.
Non sono mai stato un tifoso del governo Prodi. Ho votato alle primarie ed ho accettato la sua candidatura perchè cinque anni di Berlusconi sono stati devastanti... E mi ricordo perfettamente lo spirito con cui mi recai a firmare sul mio "sostegno" alla politica del meno-peggio, dell'ultima-speranza.
Mi ricordo quando l'ancora non Ministro della Solidarietà Sociale Ferrero, in un'iniziativa pubblica disse "non dovrete fermarvi a guardare l'ampiezza dei passi che faremo verso sinistra, perchè sarà già un risultato riuscire a non farne nessuno verso destra".
Ovviamente aveva ragione e la composizione del governo non dava adito ad aspettarsi altro.
Prodi scelse la via dell'anti-berlusconi, mentre avrebbe dovuto optare per la via dell'anti-berlusconismo, frenando fin da subito tutti i rigurgiti delle pulsioni personalistiche che nella maggioranza erano rappresentate da personaggi lugubri, terrifcanti e deprimenti come Lamberto Dini o Clemente Mastella... Personaggi che rappresentano solo loro stessi e i relativi interessi.
Dall'altro lato, a sinistra, il senso di responsabilità nei confronti degli italiani ha reso l'esperienza di governo un vero e proprio incubo. Un senso di responsabilità appesantito dalla pressione del sospetto continuamente nutrito nei confronti di Rifondazione dai colleghi coalizzati, per l'aver cercato di far valere i suoi principi nella sua passata esperienza con Prodi e la giustissima pressione che veniva dalla base sofferente alla "ragion di stato"... Non ricordo un episodio, un voto, in cui a sinistra non ci si sia posti il problema del "quanto tirare la corda".
Era evidente che quella corda fosse già al limite sin dal primo giorno. Tesa tra chi contro Berlusconi ci stava per natura e ci sarebbe stato anche senza Berlusconi e chi invece aveva scelto il campo dell'anti Berlusconi perchè lì avrebbe trovato più spazio... Perchè ripeto che anti-Berlusconi non significa anti-berlusconismo.
E proprio il berlusconismo degli interessi particolari, personali, d'èlite e liberisti ha trascinato Prodi nella lenta agonia di questo governo.
Penso che Prodi non abbia mai cercato di essere la vera alternativa a Berlusconi...
Non mi riferisco alle politiche adottate, dico che Prodi non ha saputo operare quello strappo culturale di cui parla Ezio Mauro oggi su Repubblica.
Non è riuscito a far capire che "polemica interna" non significa necessariamente "debolezza", ma anche "dibattito".
Non è riuscito a far capire che pagare le tasse non deve essere un obbligo, ma un diritto.
Non è riuscito a far capire che esistono dei limiti oltre i quali certi poteri non possono cercare di arrivare. E mi riferisco al Vaticano ma anche a Confindustria.
Non è riuscito a far capire che riconoscere di aver subito una sconfitta significa evitare di prendere per il culo la gente.
In tutta sincerità ignoro quale sarà lo scenario che avremo davanti neii prossimi mesi, non mi stupisco delle pressioni di Montezemolo, che rischia di non avere mai più una CGIL rammollita così come è stato in questi due anni di governo da salvare. Per questo l'idea di un governo tecnico mi fa tremare. Far passare come "tecniche" le scelte tutte politiche delle riforme significa bloccare il dibattito, impedire qualsiasi tentativo di opposizione, ma soprattutto, ancora, prendere per il culo l'Italia intera con l'idea della one-best-way-politica (quella liberista)... Ma lasciare a Veltroni la gestione della riforma della legge elettorale significherebbe ritrovarsi invischiati nell'aut-aut di un sistema totalmente bipolare e maggioritario. D'altra parte le elezioni anticipate prima della riforma elettorale significherebbero probabilmente altri anni di governi sull'orlo del baratro...
La terza via sarebbe quella che su Repubblica viene definita di un "governo minimo", cioè che porti alla riforma della legge elettorale, cocluda l'iter di quanto avviato fin'ora e poi elezioni...
Non saprei... E' la seconda volta che Prodi ha la possibilità con un "governo intero" di mettere un punto a certi aspetti del berlusconismo risolvendo il fottuto conflitto di interessi e non lo fa...
Non saprei proprio cosa aspettarmi da un governo addirittura minimo... Se poi quel "minimo" penso che potrebbe appiattirsi sulle non-posizioni di Veltroni, che non è stato in grado di frenare l'escalation delle violenze dell'estrema destra a Roma... Beh...
Allora la situazione rischia di essere disperante...
Se non fosse che nonostante tutto essere di Sinistra significa soprattutto essere ottimisti...
E ormai smetto di leggere e inizio a scrivere qualcosa anche io...
Ho letto su molti blog frasi del tipo "da oggi niente politica su questo blog" o "non andrò mai più a votare"; mentre su altri si annunciano vere e proprie discese in campo, in nome di un nuovo rinascimento (vedi Beppe Grillo). Frasi e discese in campo che mi angosciano perchè significano che i berlusconati si stanno moltiplicando a vista d'occhio... Da quelli che si affidano acriticamente al pensiero unico di Grillo, a quelli che non riescono più a sentirsi parte di una comunità.
Non sono mai stato un tifoso del governo Prodi. Ho votato alle primarie ed ho accettato la sua candidatura perchè cinque anni di Berlusconi sono stati devastanti... E mi ricordo perfettamente lo spirito con cui mi recai a firmare sul mio "sostegno" alla politica del meno-peggio, dell'ultima-speranza.
Mi ricordo quando l'ancora non Ministro della Solidarietà Sociale Ferrero, in un'iniziativa pubblica disse "non dovrete fermarvi a guardare l'ampiezza dei passi che faremo verso sinistra, perchè sarà già un risultato riuscire a non farne nessuno verso destra".
Ovviamente aveva ragione e la composizione del governo non dava adito ad aspettarsi altro.
Prodi scelse la via dell'anti-berlusconi, mentre avrebbe dovuto optare per la via dell'anti-berlusconismo, frenando fin da subito tutti i rigurgiti delle pulsioni personalistiche che nella maggioranza erano rappresentate da personaggi lugubri, terrifcanti e deprimenti come Lamberto Dini o Clemente Mastella... Personaggi che rappresentano solo loro stessi e i relativi interessi.
Dall'altro lato, a sinistra, il senso di responsabilità nei confronti degli italiani ha reso l'esperienza di governo un vero e proprio incubo. Un senso di responsabilità appesantito dalla pressione del sospetto continuamente nutrito nei confronti di Rifondazione dai colleghi coalizzati, per l'aver cercato di far valere i suoi principi nella sua passata esperienza con Prodi e la giustissima pressione che veniva dalla base sofferente alla "ragion di stato"... Non ricordo un episodio, un voto, in cui a sinistra non ci si sia posti il problema del "quanto tirare la corda".
Era evidente che quella corda fosse già al limite sin dal primo giorno. Tesa tra chi contro Berlusconi ci stava per natura e ci sarebbe stato anche senza Berlusconi e chi invece aveva scelto il campo dell'anti Berlusconi perchè lì avrebbe trovato più spazio... Perchè ripeto che anti-Berlusconi non significa anti-berlusconismo.
E proprio il berlusconismo degli interessi particolari, personali, d'èlite e liberisti ha trascinato Prodi nella lenta agonia di questo governo.
Penso che Prodi non abbia mai cercato di essere la vera alternativa a Berlusconi...
Non mi riferisco alle politiche adottate, dico che Prodi non ha saputo operare quello strappo culturale di cui parla Ezio Mauro oggi su Repubblica.
Non è riuscito a far capire che "polemica interna" non significa necessariamente "debolezza", ma anche "dibattito".
Non è riuscito a far capire che pagare le tasse non deve essere un obbligo, ma un diritto.
Non è riuscito a far capire che esistono dei limiti oltre i quali certi poteri non possono cercare di arrivare. E mi riferisco al Vaticano ma anche a Confindustria.
Non è riuscito a far capire che riconoscere di aver subito una sconfitta significa evitare di prendere per il culo la gente.
In tutta sincerità ignoro quale sarà lo scenario che avremo davanti neii prossimi mesi, non mi stupisco delle pressioni di Montezemolo, che rischia di non avere mai più una CGIL rammollita così come è stato in questi due anni di governo da salvare. Per questo l'idea di un governo tecnico mi fa tremare. Far passare come "tecniche" le scelte tutte politiche delle riforme significa bloccare il dibattito, impedire qualsiasi tentativo di opposizione, ma soprattutto, ancora, prendere per il culo l'Italia intera con l'idea della one-best-way-politica (quella liberista)... Ma lasciare a Veltroni la gestione della riforma della legge elettorale significherebbe ritrovarsi invischiati nell'aut-aut di un sistema totalmente bipolare e maggioritario. D'altra parte le elezioni anticipate prima della riforma elettorale significherebbero probabilmente altri anni di governi sull'orlo del baratro...
La terza via sarebbe quella che su Repubblica viene definita di un "governo minimo", cioè che porti alla riforma della legge elettorale, cocluda l'iter di quanto avviato fin'ora e poi elezioni...
Non saprei... E' la seconda volta che Prodi ha la possibilità con un "governo intero" di mettere un punto a certi aspetti del berlusconismo risolvendo il fottuto conflitto di interessi e non lo fa...
Non saprei proprio cosa aspettarmi da un governo addirittura minimo... Se poi quel "minimo" penso che potrebbe appiattirsi sulle non-posizioni di Veltroni, che non è stato in grado di frenare l'escalation delle violenze dell'estrema destra a Roma... Beh...
Allora la situazione rischia di essere disperante...
Se non fosse che nonostante tutto essere di Sinistra significa soprattutto essere ottimisti...
berlusconati;
politica;
prodi;
roma;
Quotone, bel post. Purtroppo ora si tornerà alla situazione di prima ma in palese svantaggio, cioé anti-berlusconi invece che anti-berlusconismo.
Sob

Sob

Di
sonounprecario
(inviato il 26/01/2008 @ 18:47:34)
mah, la prima uscita di B (quella in cui ha annunciato che il suo primo provvedimento sarà quello di limitare le intercettazioni telefoniche) mi ha appena ridato la voglia di andare comunque a votare 
Comunque non è possibile uscire dalla spirale di questa "alternanza" che alla fine finisce per rafforzare proprio tipi come lui?

Comunque non è possibile uscire dalla spirale di questa "alternanza" che alla fine finisce per rafforzare proprio tipi come lui?
Di
herr doktor
(inviato il 27/01/2008 @ 09:32:59)
...anche gli effetti dell'abrogazione del falso in bilancio, che in questi giorni stanno vanificando indagini ai danni di parecchi pezzi di mer#a colossali, spero servano a convincere anche i più scettici che un'alternativa va trovata in un modo o nell'altro.
Di
gianluca
(inviato il 01/02/2008 @ 14:47:46)
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