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SCADO IL... mostra 16 - 29 marzo Roma.

immagini di
Gianluca De Angelis
a cura di
Giuseppe Salerno in collaborazione con:
- Dipartimento Nazionale Inchiesta PRC
- Riva Sinistra (associazione aderente alla Sinistra Europea)
inaugurazione venerdì 16 marzo ore 19.00
con la partecipazione di
Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale
e con
Pina Rozzo Vicepresidente della Provincia di Roma.
“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” recita la Costituzione.
“Ma quando il lavoro diventa precario cosa ne è della nostra Repubblica?”.
Questo l’interrogativo con il quale Gianluca De Angelis conduce l’indagine fotografica che lo porta a fissare, questa volta a tempo indeterminato, i primi piani di lavoratori contraddistinti, al pari di chi delinque, da una sequenza di numeri che segnano la scadenza del proprio contratto.
Da soggetti a oggetti di consumo, ecco il destino di quanti, equiparati a prodotti da scaffale, sono costretti, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, a interiorizzare scadenze innaturali che, allontanandoli da ogni crescita professionale, precludono un rapporto dignitoso con il lavoro.
Privati di respiro e ridotti a consumatori veloci di produzioni scarse di contenuto, siamo schiacciati da ingranaggi che consumano gli stessi lavoratori.
SCARICA IL COMUNICATO STAMPA
Fotografia sociale
SCADO IL...
immagini di Gianluca De Angelis.
I caffè dell'arte sono sempre stati e continuano ad essere una fucina di artisti, di idee, di incontri dove poter ammirare opere che altrimenti sarebbero relegate in qualche galleria sparsa per qualche città frequentata solo da poche persone. Essi consentono pertanto una facilità ed un'ampiezza di frequentazioni che alcuni altri luoghi deputati non consentono e dunque stanno tornando prepotentemente in voga. A Roma è recente l'apertura del Caffè Letterario, in Via Ostiense, 95 che ospita oltre a musica, poesia, cabaret, anche le diverse forme dell'arte visiva, pittura, grafica, fotografia, scultura.
Curatore dei diversi ambiti espositivi è Giuseppe Salerno, che si avvale di un nutrito gruppo di artisti che ha trovato in questa sede un'ottima opportunità per esporsi e per esporre. Tra le varie realtà, si presenta questa settimana a partire da Venerdì 16 fino al 29 di questo mese una serie di ritratti fotografici di Luca De Angelis di persone che hanno un lavoro precario in procinto di scadere e che si mostrano con una lavagnetta con scritta la data della fine del proprio rapporto di lavoro a simboleggiare la precarietà non solo del lavoro, ma di tutta un'esistenza che stenta ad affermarsi per mancanza o preclusione di opportunità di crescita in termini di professionalità e dunque di occupazione stabile, di economicità e dunque di relativa capacità di progettare la propria vita, la propria famiglia, i proprio futuro. Un'indagine questa di De Angelis che parte dal presupposto di dover appartenere ad una categoria inferiore delle classi sociali che vengono penalizzate perché giovani, perché non raccomandate, perché non supportate da una classe politica o sociale che consenta loro di formarsi una propria dignità in ambiti lavorativi, culturali, sociali e perciò stesso vitali. De Angelis è un giovane di appena 23 anni che studia sociologia alla Sapienza di Roma, svolge per mantenersi, lavori saltuari, e ha il vizio di scattare fotografie. Non è ancora un fotografo affermato, ma la sua idea è alquanto valida perché ci induce a verificare di continuo una delle nostre realtà più effimere, che effimere non dovrebbero essere per condurre una normalità della vita normale, quella del lavoro appunto. Il riferimento alla Costituzione Italiana che recita "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" è scontato, ma certo inevitabile, logico ed essenziale per capire il dramma che vivono le persone colpite da questo fenomeno. La scelta del ritratto e non per esempio dei luoghi di lavoro per proporre la tematica è una scelta che si ispira a fotografi del ritratto sociale come per esempio Diane Arbus o August Sander, ma che introduce elementi di personale fattezza ed idealità con il ripetersi pedissequo dei numeri della scadenza del lavoro che ci colpiscono insieme ai volti dei diversi stereotipi di lavoratori, per lo più giovani, che si mostrano nell
SCADO IL...
immagini di Gianluca De Angelis.
I caffè dell'arte sono sempre stati e continuano ad essere una fucina di artisti, di idee, di incontri dove poter ammirare opere che altrimenti sarebbero relegate in qualche galleria sparsa per qualche città frequentata solo da poche persone. Essi consentono pertanto una facilità ed un'ampiezza di frequentazioni che alcuni altri luoghi deputati non consentono e dunque stanno tornando prepotentemente in voga. A Roma è recente l'apertura del Caffè Letterario, in Via Ostiense, 95 che ospita oltre a musica, poesia, cabaret, anche le diverse forme dell'arte visiva, pittura, grafica, fotografia, scultura.
Curatore dei diversi ambiti espositivi è Giuseppe Salerno, che si avvale di un nutrito gruppo di artisti che ha trovato in questa sede un'ottima opportunità per esporsi e per esporre. Tra le varie realtà, si presenta questa settimana a partire da Venerdì 16 fino al 29 di questo mese una serie di ritratti fotografici di Luca De Angelis di persone che hanno un lavoro precario in procinto di scadere e che si mostrano con una lavagnetta con scritta la data della fine del proprio rapporto di lavoro a simboleggiare la precarietà non solo del lavoro, ma di tutta un'esistenza che stenta ad affermarsi per mancanza o preclusione di opportunità di crescita in termini di professionalità e dunque di occupazione stabile, di economicità e dunque di relativa capacità di progettare la propria vita, la propria famiglia, i proprio futuro. Un'indagine questa di De Angelis che parte dal presupposto di dover appartenere ad una categoria inferiore delle classi sociali che vengono penalizzate perché giovani, perché non raccomandate, perché non supportate da una classe politica o sociale che consenta loro di formarsi una propria dignità in ambiti lavorativi, culturali, sociali e perciò stesso vitali. De Angelis è un giovane di appena 23 anni che studia sociologia alla Sapienza di Roma, svolge per mantenersi, lavori saltuari, e ha il vizio di scattare fotografie. Non è ancora un fotografo affermato, ma la sua idea è alquanto valida perché ci induce a verificare di continuo una delle nostre realtà più effimere, che effimere non dovrebbero essere per condurre una normalità della vita normale, quella del lavoro appunto. Il riferimento alla Costituzione Italiana che recita "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" è scontato, ma certo inevitabile, logico ed essenziale per capire il dramma che vivono le persone colpite da questo fenomeno. La scelta del ritratto e non per esempio dei luoghi di lavoro per proporre la tematica è una scelta che si ispira a fotografi del ritratto sociale come per esempio Diane Arbus o August Sander, ma che introduce elementi di personale fattezza ed idealità con il ripetersi pedissequo dei numeri della scadenza del lavoro che ci colpiscono insieme ai volti dei diversi stereotipi di lavoratori, per lo più giovani, che si mostrano nell
Di
Carlo Picone
(inviato il 30/12/2007 @ 17:04:12)
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