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Strisce blu fuori norma, ma c'è poco da festeggiare.
E' di tre giorni fa la sentenza del TAR che confermava l'irregolarità dell'organizzazione della sosta a pagamento a Roma, sentenza cui ha fatto seguito il provvedimento di neo-sindaco Alemanno di annullamento della sosta a pagamento in tutta la città, onde evitare un mare di ricorsi. Già da mercoledi però le strisce blu torneranno almeno in centro.
Infatti nonostante Alemanno non abbia perso tempo a festeggiare populisticamente la sentenza del TAR, interpretandola tra l'altro a modo suo dicendo che il TAR ha contestato il conflitto di interessi tra STA (servizio ausiliari) e Atac (l'azienda tranviaria romana), mentre il problema è solo il rapporto tra parcheggi gratuiti e strisce blu, ha dovuto fare marcia indietro davanti al buco di bilancio che si verrebbe a creare, oltre 49 milioni di euro persi tra Atac e Comune. Davvero insostenibili per chi vuole togliere l'ICI... :)
In realtà l'organizzazione delle strisce blu a Roma faceva e fa tutt'ora acqua da tutte le parti: permessi di parcheggio gratuito concessi a chiunque, ausiliari che si occupano solo del controllo delle strisce blu, lasciando che tutto intorno sia il far west (parcheggi per disabili e motorini occupati dalle macchine di decelebrati) e, ovviamente, l'assenza della possibilità di parcheggiare gratuitamente. Poi ci metterei anche l'atavica incoerenza tra l'origine delle entrate (traffico appunto) e destinazione dei fondi (qualsiasi cosa tranne traffico e mezzi pubblici).
Quello delle strisce blu è solo una sfaccettatura del problema della gestione del traffico e della sosta a Roma. Gli amministratori tremano davanti all'idea di modificare una norma o di limitare un accesso... Nel XIX Municipio l'ex presidente Lazzara (pd) aveva deciso di sperimentare una diversa viabilità, trasformando in sensi unici due importanti arterie del quartiere (Torrevecchia e Pietro Maffi), che di fatto già da tempo erano sensi unici alternati a causa dell'astrusa presenza di macchine in doppia fila. Autobus deviati a causa della sosta selvaggia erano all'ordine del giorno, così come il continuo slalom, il rischio di incidenti frontali, oltre che di sportellate degli incuranti possessori di auto fuori misura, con sportelli in grado di occupare metà carreggiata. Certo l'amministrazione Lazzara ha fatto acqua da tutte le parti, anche dal punto di vista della viabilità: mai un processo di partecipazione con il territorio, mai un tavolo vero... Insomma, se il merito era su questo, a mio avviso, ineccepibile, il metodo è stato da despota. Il risultato è stata ovviamente la non rielezione di Lazzara, ma non per la critica al metodo quanto perchè residenti e soprattutto commercianti non potevano accettare il sacrificio per avere un traffico leggermente più fluido.
Morale della favola: a Roma il traffico non si tocca.
Nessuno avrà mai il coraggio di chiudere definitivamente il centro... A Trastevere nonostante i cartelli di "area pedonale" se bevi un bicchiere ad un tavolo sei costretto ad alzarti per far passare veri e propri monolocali su 4 ruote motrici, peraltro abitati da un unico deficiente. Se hai un motorino sei spesso costretto a parcheggiarlo su un marciapiede, visto che i posteggi per due ruote sono pochi e spesso abusivamente impegnati. Le corsie preferenziali in certe strade sono a tratti, quindi del tutto inutili.
Insomma, sebbene questa sentenza del TAR costringe l'amministrazione ad un'importante riflessione sulla gestione della sosta a Roma, credo ci sia davvero poco da festeggiare se vengono meno anche quei miseri disincentivi all'uso dell'automobile privata.
Infatti nonostante Alemanno non abbia perso tempo a festeggiare populisticamente la sentenza del TAR, interpretandola tra l'altro a modo suo dicendo che il TAR ha contestato il conflitto di interessi tra STA (servizio ausiliari) e Atac (l'azienda tranviaria romana), mentre il problema è solo il rapporto tra parcheggi gratuiti e strisce blu, ha dovuto fare marcia indietro davanti al buco di bilancio che si verrebbe a creare, oltre 49 milioni di euro persi tra Atac e Comune. Davvero insostenibili per chi vuole togliere l'ICI... :)
In realtà l'organizzazione delle strisce blu a Roma faceva e fa tutt'ora acqua da tutte le parti: permessi di parcheggio gratuito concessi a chiunque, ausiliari che si occupano solo del controllo delle strisce blu, lasciando che tutto intorno sia il far west (parcheggi per disabili e motorini occupati dalle macchine di decelebrati) e, ovviamente, l'assenza della possibilità di parcheggiare gratuitamente. Poi ci metterei anche l'atavica incoerenza tra l'origine delle entrate (traffico appunto) e destinazione dei fondi (qualsiasi cosa tranne traffico e mezzi pubblici).
Quello delle strisce blu è solo una sfaccettatura del problema della gestione del traffico e della sosta a Roma. Gli amministratori tremano davanti all'idea di modificare una norma o di limitare un accesso... Nel XIX Municipio l'ex presidente Lazzara (pd) aveva deciso di sperimentare una diversa viabilità, trasformando in sensi unici due importanti arterie del quartiere (Torrevecchia e Pietro Maffi), che di fatto già da tempo erano sensi unici alternati a causa dell'astrusa presenza di macchine in doppia fila. Autobus deviati a causa della sosta selvaggia erano all'ordine del giorno, così come il continuo slalom, il rischio di incidenti frontali, oltre che di sportellate degli incuranti possessori di auto fuori misura, con sportelli in grado di occupare metà carreggiata. Certo l'amministrazione Lazzara ha fatto acqua da tutte le parti, anche dal punto di vista della viabilità: mai un processo di partecipazione con il territorio, mai un tavolo vero... Insomma, se il merito era su questo, a mio avviso, ineccepibile, il metodo è stato da despota. Il risultato è stata ovviamente la non rielezione di Lazzara, ma non per la critica al metodo quanto perchè residenti e soprattutto commercianti non potevano accettare il sacrificio per avere un traffico leggermente più fluido.
Morale della favola: a Roma il traffico non si tocca.
Nessuno avrà mai il coraggio di chiudere definitivamente il centro... A Trastevere nonostante i cartelli di "area pedonale" se bevi un bicchiere ad un tavolo sei costretto ad alzarti per far passare veri e propri monolocali su 4 ruote motrici, peraltro abitati da un unico deficiente. Se hai un motorino sei spesso costretto a parcheggiarlo su un marciapiede, visto che i posteggi per due ruote sono pochi e spesso abusivamente impegnati. Le corsie preferenziali in certe strade sono a tratti, quindi del tutto inutili.
Insomma, sebbene questa sentenza del TAR costringe l'amministrazione ad un'importante riflessione sulla gestione della sosta a Roma, credo ci sia davvero poco da festeggiare se vengono meno anche quei miseri disincentivi all'uso dell'automobile privata.
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