emergenza gas... e non solo...
2006. Migliaia di persone nel mondo muoiono di fame, ma questo succede per lo più nel "sud" del mondo... Ma anche nel "nord", civile e democratico (perchè per esserlo ormai basta indire un'elezione), si muore per un sacco di ragioni oltre la vecchiaia... ad esempio si muore di freddo, come sta dimostrando l'ondata di gelo che sta colpendo la "civilissima e democraticissima" Europa...
In realtà però questa ondata di freddo sta mettendo in luce altre contraddizioni, nello specifico mi riferisco alla crisi energetica... Per quanto infatti le grandi multinazionali del petrolio e i governi facciano finta che le fonti di energia fossili come gas e petrolio siano infinite, così non è. Ma non è solo una condizione dicotomica, cioè il petrolio o gas ci sono o non ci sono, tutto è infatti scandito in varie fasi che determinano il nostro modo di vivere. Per farla breve, quando di petrolio ce n'è tanto si mettono in moto tutta una serie di processi economici che vanno dall'abbassamento del prezzo del petrolio fino all'adeguamento delle infrastrutture... tipo industrie, mezzi di comunicazione etc... poi di petrolio ce n'è sempre di meno... ma dal momento in cui si arriva ad aver sfruttato la metà esatta del petrolio disponibile fino alla sua fine ci sono un sacco d ialtri passaggi che vanno dall'aumento del prezzo del petrolio... alla dismissione di tutte le infrastrutture di cui sopra... si calcola che per un innalzamento del 3% del prezzo dovuto a questo fattore, si produrranno file ai distributori assurde... come quelle degli anni 70... con la differenza che non saranno momentanee.
Dovremmo quindi preoccuparci di un'alternativa... ma da un certo vociferare negli ambineti politici sembra essere considerata solo l'energia nucleare... insomma l'energia non è considerata tale se non si trova il modo di specularci sopra...
Che dire dell'idorgeno? delle fonti rinnovabili?
Sto leggendo "economia all'idrogeno", di Jeremy Rifkin. La prima edizione è del 2002... ma ieri leggevo questo passaggio e mi sembrava scritto oggi (scusate l'incongruenza temporale)... pagina 76 dell'edizione oscar mondadori:
"Come Roma (si parla della termodinamica dell'antica Roma), le nazioni industriali hanno ormai creato una vasta e complessa infrastruttura tecnologica e istituzionale per individuare e sfruttare l'energia. L'economia industriale globale si fonda quasi esclusivamente sui combustibili fossili per mantenersi in uno stadio di non equilibrio altamente ordinato: energia nucleare e fonti rinnovabili contano per meno del 9% del portafoglio energetico dei paesi industrializzati. Ogni aspetto del nostro attuale sistema economico e sociale dipende così strettamente dal petrolio e dal gas natuarel che, qualora cominciassero a scarseggiare o a diventare di difficile reperimento, rischieremmo una serie di collassi, potenzialmente destabilizzanti, dei sistemi e sottosistemi di tutto lo spettro della vita moderna. Questi collassi potrebbero avere un feedback, un cosìdetto effetto a cascata, come quello verificatosi nell'antica Roma, per cui ogni tracollo ne alimenta un altro, innescando una spirale perversa ed incontrollabile in grado di provocare la distruzione del nostro sistema di vita? L'evoluzione della situazione potrebbe essere così veloce da non lasciarci il tempo per allestire un nuovo regime energetico di portata sufficiente a garantirci un futuro?
In questo momento la priorità dovrebbe essere capire l'architettura della nostra attuale infrastruttura, fondata sugli idrocarburi. E' fondamentale riuscira a individuare le numerose debolezze strutturali dell'impalcatura che abbiamo costruito per portare l'energia fossile all'interno del sistema industriale. Di questa impalcatura fanno parte non solo infrastrutture tecnologiche, ma anche quelle economiche, sociali e politiche. [...]
Possiamo reinventare la nostra civiltà lungo nuove linee energetiche oppure subire i devastanti assalti alla nostra attuale infrastruttura energetica: dipende solo dalla nostra determinazione a sottoporre l'attuale regime energetico a un radicale ripensamento e a una revisione."
Questo passo mi sembra oltremodo attuale e pone degli interrogativi fondamentali che dovremmo interiorizzare...
Il bello è che sulla copertina del libro c'è la critica de il sole 24 ore, che afferma: "un'opera da leggere e da far leggere, soprattuto ai propri figli"...
I propri figli?
Bisogna capire quando alcune cose non possono più essere rimandate... questa mi sembra una di quelle...
In realtà però questa ondata di freddo sta mettendo in luce altre contraddizioni, nello specifico mi riferisco alla crisi energetica... Per quanto infatti le grandi multinazionali del petrolio e i governi facciano finta che le fonti di energia fossili come gas e petrolio siano infinite, così non è. Ma non è solo una condizione dicotomica, cioè il petrolio o gas ci sono o non ci sono, tutto è infatti scandito in varie fasi che determinano il nostro modo di vivere. Per farla breve, quando di petrolio ce n'è tanto si mettono in moto tutta una serie di processi economici che vanno dall'abbassamento del prezzo del petrolio fino all'adeguamento delle infrastrutture... tipo industrie, mezzi di comunicazione etc... poi di petrolio ce n'è sempre di meno... ma dal momento in cui si arriva ad aver sfruttato la metà esatta del petrolio disponibile fino alla sua fine ci sono un sacco d ialtri passaggi che vanno dall'aumento del prezzo del petrolio... alla dismissione di tutte le infrastrutture di cui sopra... si calcola che per un innalzamento del 3% del prezzo dovuto a questo fattore, si produrranno file ai distributori assurde... come quelle degli anni 70... con la differenza che non saranno momentanee.
Dovremmo quindi preoccuparci di un'alternativa... ma da un certo vociferare negli ambineti politici sembra essere considerata solo l'energia nucleare... insomma l'energia non è considerata tale se non si trova il modo di specularci sopra...
Che dire dell'idorgeno? delle fonti rinnovabili?
Sto leggendo "economia all'idrogeno", di Jeremy Rifkin. La prima edizione è del 2002... ma ieri leggevo questo passaggio e mi sembrava scritto oggi (scusate l'incongruenza temporale)... pagina 76 dell'edizione oscar mondadori:
"Come Roma (si parla della termodinamica dell'antica Roma), le nazioni industriali hanno ormai creato una vasta e complessa infrastruttura tecnologica e istituzionale per individuare e sfruttare l'energia. L'economia industriale globale si fonda quasi esclusivamente sui combustibili fossili per mantenersi in uno stadio di non equilibrio altamente ordinato: energia nucleare e fonti rinnovabili contano per meno del 9% del portafoglio energetico dei paesi industrializzati. Ogni aspetto del nostro attuale sistema economico e sociale dipende così strettamente dal petrolio e dal gas natuarel che, qualora cominciassero a scarseggiare o a diventare di difficile reperimento, rischieremmo una serie di collassi, potenzialmente destabilizzanti, dei sistemi e sottosistemi di tutto lo spettro della vita moderna. Questi collassi potrebbero avere un feedback, un cosìdetto effetto a cascata, come quello verificatosi nell'antica Roma, per cui ogni tracollo ne alimenta un altro, innescando una spirale perversa ed incontrollabile in grado di provocare la distruzione del nostro sistema di vita? L'evoluzione della situazione potrebbe essere così veloce da non lasciarci il tempo per allestire un nuovo regime energetico di portata sufficiente a garantirci un futuro?
In questo momento la priorità dovrebbe essere capire l'architettura della nostra attuale infrastruttura, fondata sugli idrocarburi. E' fondamentale riuscira a individuare le numerose debolezze strutturali dell'impalcatura che abbiamo costruito per portare l'energia fossile all'interno del sistema industriale. Di questa impalcatura fanno parte non solo infrastrutture tecnologiche, ma anche quelle economiche, sociali e politiche. [...]
Possiamo reinventare la nostra civiltà lungo nuove linee energetiche oppure subire i devastanti assalti alla nostra attuale infrastruttura energetica: dipende solo dalla nostra determinazione a sottoporre l'attuale regime energetico a un radicale ripensamento e a una revisione."
Questo passo mi sembra oltremodo attuale e pone degli interrogativi fondamentali che dovremmo interiorizzare...
Il bello è che sulla copertina del libro c'è la critica de il sole 24 ore, che afferma: "un'opera da leggere e da far leggere, soprattuto ai propri figli"...
I propri figli?
Bisogna capire quando alcune cose non possono più essere rimandate... questa mi sembra una di quelle...




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