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13.7.06

Zidane VS Olmert.

No... non è un'idea per un dibattito televisivo, anche perchè finirebbero a testate e di testate ne avrei le palle piene, sebbene in questo caso sarebbe Zidane a subire l'incornata... Almeno a quello che si vede in questi giorni.

Il titolo del post deriva dalla sfrenata lotta per la supremazia cui stiamo assistendo sui mezzi di comunicazione tra i due argomenti principe:
Crisi in Israele e Zidane la pecora nera del calcio mondiale. Lotta che mi sconvolge.

Un lettore attento potrebbe dire che è ovvio, la crisi in medioriente non è una novità, mentre l'argomento Zidane è molto più attuale.
Sebbene si potrebbe ribattere che a leggere i quotidiani italiani Zidane prende a testate anche il barista per chiedergli un caffè. Quindi nessuna novità su entrambi i fronti.

Ho sentito parlare dell'indignazione del pubblico per una reazione assurda di Zidane per un insulto come di un motivo per continuare a parlare dell'accaduto. Anche questo è un punto in comune tra i due... Vogliamo mettere a confronto il numero di civili palestinesi e libanesi morti con i tre soldati israeliani rapiti e in teoria ancora vivi??

Certo che l'episodio di Zidane e Materazzi è avvenuto sul campo della finale dei Mondiali, quindi è un episodio che coinvolge tutte le Federazioni di calcio del mondo più Calderoli, alcune dalla parte di Zidane, altre che difendono Materazzi e Calderoli che sceglie a prescindere la parte dell'imbecille. Ma in effetti anche da questo punto di vista abbiamo un nuovo aspetto simile con la crisi in medioriente, il mondo intero è coinvolto: gli USA e altri che stanno dalla parte di Israele e non vedono l'ora di mettere mano alle armi, l'Iran che difende la Palestina visto che tanto prima o poi lo mettono in mezzo e poi c'è l'ONU che fa la parte dell'imbecille (ancora una volta), non come Calderoli, ma c'è imbecille e imbecille.

Anche il nazionalismo è un aspetto che accomuna i due fatti. Rivendicano il diritto a sentirsi liberi sul proprio territorio nazionale i Palestinesi, rivendicano il diritto a decidere della vita politica della Palestina i nazionalisti Israeliani e l'Occidente perchè "gli israeliani sono amici", confondendo "amici" con "partners" (economici). Sono nazionalisti i Francesi a prescindere da Zidane, tanto da considerare un algerino più francese di un parigino e sono nazionalisti gli italiani non in senso positivo ma negativo, cioè siamo italiani perchè non siamo francesi nè inglesi nè tedeschi e non perchè ci sia qualcosa in particolare che unisca tutti al di fuori del campionato di calcio. Anche quelli che si dicono nazionalisti a prescindere, mutuano un simbolo ed un nemico che in passato era dei tedeschi, rivendicando la necessità di imporre il proprio modello culturale à la francese e confondono stato e religione come accade agli inglesi. (potrei aggiungere che si rivendicano anche la pizza e gli spaghetti, la prima di origine araba e i secondi cinesi).

Infone volgio considerare le sproporzioni nel risalto che i due fatti hanno rispetto ad altri secondo me analoghi: Zidane non può avere il pallone d'oro perchè è un violento, ma Cuffaro può stare al Senato nonostante sia indagato per mafia. I militanti di Hamas sono terroristi perchè uccidono civili israeliani, gli israeliani non sono terroristi sebbene uccidano civili palestinesi e libanesi sia con le armi che con i blocchi.

Insomma.. Davvero quando apro il giornale non so cosa leggere prima... Tanto che ormai, dopo aver tentato di leggere in contemporanea su due argomenti, ho pensato di non leggere nulla...


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1 commenti:

Anonymous Anonimo ha scritto...

Il calcio è la fuga.
Fuga dalla realtà, tifo come espressione di una fede profonda, al posto del senso religioso morto e sepolto, la contesa sul campo quale materializzazione dello scontro tra individui reso impossibile dalle leggi e dal benessere economico( quindi dalla paura di perderlo compromettendosi penalmente).
Il calcio è facile da capire e non implica responsabilità.
Ci si può dannare a dimostrare che Maradona è meglio e' Pelè senza compromettersi politicamente.
Il mondo reale è diverso, bisogna sapere un sacco di cose per capire la crisi mediorientale, se leggi il giornale una volta ogni due anni ti viene la depressione perchè di quello che dicono non ne sai niente e questo genera un enorme frustrazione che diventa depressione.
Poi ci sono i grandi opinionisti che dicono che il mondo è sempre lo stesso che la storia non insegna niente a nessuno... e allora tanto vale impegnarsi a fondo su cose più concrete e importanti tipo: "ma Maradona è megl'e' Pelé?... o no?"
Peppe
garra@email.it

10:19 AM  

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