come trasformare l'Auditorium in un SOLArium.

El dolor de Frida Kahlo: il doppio e lo specchio, spettacolo di danza e teatro eseguito dalle ballerine de "El Mirabrás", che si è svolto il I ed il II ottobre presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma, dato per "gratuito" dal sito ufficiale dell'Auditorium, dal Messaggero, dal Comune di Roma ha "improvvisamente" acquisito il costo di "5 euro minimi di sottoscrizione".
La responsabile dell'iniziativa o sedicente tale, non ha meglio spiegato a chi sarebbero andati questi soldi, visto che durante una vivace discussione nei pressi del foyer ha chiaramente detto che i 12000 euro del costo dell'iniziativa sono stati sponsorizzati da marchi importanti, tra cui si segnala la Pfizer.
Solo dopo una discussione agitata, in cui la stessa "signora" ha definito chi protestava "spilorcio", è stata ripristinata la possibilità di scelta se sottoscrivere o meno.
Invitiamo il Comune di Roma, attraverso il suo Assessore alle Politiche culturali Giovanni Borgna, ad operare un più accurato controllo sulla gestione delle iniziative promosse dal Comune di Roma.
cliccando su "commenti" in basso si ha la possibilità di intervenire, rispondere o sottoscrivere.
Gianluca De Angelis.
Michela Prinzivalli.
Giorgio Di Giovanni.
Frediano Properzi.
Marina Mancinelli.
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El Mirabrás
Mexico, ente promozione turistica messico, borgna, auditorium, Roma, Frida Kahlo, mirabras, flamenco, pfizer.




4 commenti:
SOTTOSCRIVO IN PIENO OVVIAMENTE.
VA BEH CHE L'ARTE E' UN BUSINESS COME TANTI ALTRI MA SPECULARE NON VA BENE IN NESSUN CASO
Da cinque anni El Mirabras, che é un’associazione di giovani italiani e spagnoli (età media 30 anni, ma alcuni ne hanno anche 18) che lavorano per diffondere la cultura e il folclore della Spagna e del mondo ispanico, realizza con grandi sforzi eventi per portare quel mondo ad altri giovani. Gli attori, le ballerine e chi vi collabora, lo fa gratuitamente, pagando dalla propria tasca costumi, montaggio, ecc: chi cucce gratis, chi disegna gratis, chi insegna danze gratis, che esegue la regia gratis, che scrive o telefona gratis...).
Il Comune, la Provincia, il Messico, in questo caso, si limitano a dare il patrocinio "spirituale". Faticosamente, con mille telefonate e mille lettere de presentazione dei progetti, ogni anno riesce El Mirabras riesce ad ottenere alcuni sponsor economici che uniti, permettono di pagare tutto ciò che non si può avere gratuitamente: Auditorium (10.991,40 euro); service suono e luci (2.800 euro); tipografia (2.900 euro); musicisti (1.000 euro; tessuti per i costumi (2.654,50 euro); elementi per la scenografia (1.640 euro). Inoltre, in questo caso, per entrare meglio nel personaggio di Frida Kahlo, 4 soci del Mirabras hanno utilizzato i propri risparmi per recarsi in Messico dove hanno anche acquistato i libri che in Italia non sono pubblicati.
Oltre allo spettacolo El Mirabras, proprio per incoraggiare la creatività dei giovani come loro, hanno indetto un concorso per studenti d’arte e moda o giovani artisti, di costumi ispirati a Frida kahlo e alla sua vita così sofferente. Alcuni dei soci hanno impiegato giorni e giorni ad inviare il regolamento via on line, per fax, per posta alle scuole. La finale del concorso ci sarà il 10 novembre.
Ebbene, per poter far fronte anche al conto del telefono, alla carta, ai francobolli, ecc. Si era pensato di far entrare il pubblico in sala con una sottoscrizione che, da 5 euro, dava anche diritto a un programma che da solo, in tipografia, gia ne costa 2 euro, senza contare il tempo di chi gratuitamente lo ha disegnato e scritto.
Il comunicato stampa con queste notizie (ingresso libero a sottoscrizione) é stato inviato ai giornale, al comune, all'auditorium (tant'é che loro stessi hanno stampato il manifesto con la scritta).
Purtroppo, senza consultarci, il Comune (che non ha dato un soldo per l'iniziativa) ha avuto la malaugurata idea d'inviare una mail dicendo che era gratuito, probabilmente copiando l'errore dal giornalino dell'Auditorium , così come i giornali.
Tutto ciò ha creato in alcune persone che sono corse per prendere i biglietti gratis mentre invece avrebbero dovuto pagare 5 euro (!!!), come l'autore di questo blog, l'irascibilità e l'incomprensione verso un gruppo di giovani che hanno lavorato per mesi senza vedere un solo euro nemmeno per il rimborso della benzina!
Ma alcuni si domanderanno: e allora perché El Mirabras fa queste cose? Perché il mondo di coloro che amano l'arte é stato sempre un po' pazzo: creare, contribuire a far più bella la realtà, sognare, sono stati sempre i folli obbiettivi di gente come i chisciotteschi giovani di El Mirabras. Ai quali, io adulta, tento di dare una mano (gratuitamente)nell'organizzazione, per permettere loro di avere più tempo, di quello che riescono ad avere dopo il lavoro con il quale mangiano, o dopo lo studio, per veder realizzati quei folli sogni.
A tutto questo lo si può chiamare speculare?
Marina Cepeda
Alla Signora Cepeda voglio dire:
- da uomo che ha vissuto in prima persona l’esperienza di un gruppo di amanti del teatro che per pura passione mette su spettacoli senza alcun tipo di rimborso, mettendoci (o meglio, rimettendoci) solo del proprio e ignorando cosa voglia dire la parola “patrocinio”, spirituale o non, conosco bene i sacrifici a cui si va incontro in un’esperienza del genere e non li ho mai strumentalizzati rivendicando niente a nessuno;
- anche se non mi compete sindacare (ma vista la dovizia di particolari che ci si è preoccupati di fornire mi sento autorizzato a commentare), il resoconto spese dello spettacolo mi ha lasciato a dir poco allibito: tanti sforzi da parte di un gruppo di giovanissimi per “racimolare” 11.000 euro (UNDICIMILA) da destinare all’affitto –suppongo- della sala dell’Auditorium… Non esistevano forse altre strutture meno esose degne del lustro della Compagnia? O forse non si sono trovate sale talmente capienti da poter riservare una sconfinata area di posti alla stampa (così recitavano i biglietti sulle poltrone…probabilmente c’era la corrispondenza da tutto il pianeta…) come non si era mai visto prima?
- “l’irascibilità di alcune persone” non si è rivolta assolutamente verso il gruppo di giovani come Lei sostiene, bensì contro l’errata Comunicazione divulgata, tra l’altro, dallo stesso Auditorium attraverso la mailing list in cui non si faceva menzione di tale sottoscrizione (perché non rivalersi su di loro viste le cifre sborsate per usufruire dei loro servizi?!);
- l’offesa rivolta al pubblico dall’addetta al desk (che perdipiù ha codardamente fornito generalità false) e di cui Lei ha sapientemente omesso alcuna traccia nel suo proclama è stato inammissibile e indegna del più becero mercato di animali. Invece che giudicare il sacrosanto diritto di ciascuno su come destinare le proprie risorse finanziarie mi preoccuperei della volgarità, maleducazione e arroganza di chi viene deputato a rappresentare un gruppo di giovani per cui si dimostra tanto attaccamento.
Giorgio Di Giovanni
non voglio ancora rispondere a quanto detto fin'ora.
Solo incollo qui sotto la lettera appena inviato agli "istituzionali" "interessati" alla questione.
LE DOVUTE SCUSE A DIANA VIALE, LE MANCATE SCUSE DA PARTE DEI RESPONSABILI.
Con l'augurarvi una buona serata,
rinnovo qui le scuse che dovevo alla signora Diana Viale, rinnovo perchè già per telefono avevo provveduto.
Diana Viale non c'entrava nulla con l'accaduto, l'ho accusata perchè la responsabile dello spettacolo "el dolor de Frida Kahlo", tenutsi all'Auditorium l'1 e il 2 ottobre aveva detto di chiamarsi così.
Che tristezza, mentre da un lato si sgombera l'Angelo Mai che promuoveva la Cultura dal basso, quella vera, quella economica e per tutti e tutte, dall'altro, proprio nel luogo principe della Cultura a Roma assistiamo a scene come quelle viste e descritte.
Spettacoli gratuiti che diventano a pagamento, persone che si cambiano nome e usano le critiche ricolte loro per attaccare altri che non c'entrano nulla; responsabili inesistenti.
Le scuse a Diana Viale sono dovute, ma le rivolgo anche con piacere. Avrebbe potuto denunciare me e gli altri firmatari per diffamazione. Non l'ha fatto, sapeva con chi aveva a che fare. Quello che mi stupisce è che non lo sapeva il Comune di Roma, non lo sapeva l'Auditorium, insomma non lo sapevano proprio quelli che avrebbero dovuto.
Rinnovando la richiesta di un chiarimento e magari un intervento di scuse da parte dei responsabili veri, vi invito a leggere sul blog il comunicato di risposta della responsabile (?!) del gruppo teatrale.
questo è il link:
http://www.gluca.info/resblog/2006/10/come-trasformare-lauditorium-in-un.html
un grazie per l'attenzione accordata (da alcuni).
Gianluca De Angelis.
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