Vedo cose che non avrei saputo immaginare.
Leggo da Repubblica.it sulla messa in onda del filmato della decapitazione dell'autista di Mastrogiacomo:
Il direttore del Tg1 ha giustificato la messa in onda del filmato con queste parole: "Vogliamo che l'opinione pubblica rifletta su come si viva nelle zone dell'Afghanistan che sono ancora in mano ai talebani e soprattutto sulle ragioni per cui le nostre truppe sono in quel teatro di guerra. Ieri il presidente Prodi e il presidente Berlusconi hanno detto per una volta all'unisono 'basta con le polemiche inutili'. Chi vedrà queste immagini non potrà che dirsi d'accordo".
Mi permetto di dissentire.
Quello che vedo sono uomini armati, liberi di circolare su un terrirorio che controllano.
Di certo si sentono molto più liberi loro che i civili dei territori "liberati", dove non credo si esca in auto così tranquilli.
Vedo degli uomini che con un processo sommario giustiziano un uomo. Ma questo lo vedo anche altrove, lo vedo in Cina, negli USA e in parecchi altri posti.
Soprattutto vedo dei prigionieri tenuti in pessime condizioni, persino paragonabili a quelle dei prigionieri di Guantanamo.
Siamo nel sud dell'Afghanistan, il territorio è in mano ai talebani, eppure laggiù vedo che il lavoro di Emergency è stato fin'ora rispettato, Emergency ha potuto operare in sicurezza e nei suoi ospedali non si è mai entrati armati.
Vedo che con l'arrivo della "democrazia" fuggono gli occidentali, esattamente quello che fino a qualche mese fa vedevo succedere al palesarsi di Al Quaeda.
Stavolta pre-vedo che qualora chiudano gli ospedali di Emergency neanche nel sud dell'Afghanistan esisteranno più luoghi in cui siano vietate le armi.
Non posso dire che non vedo queste cose dopo aver letto le affermazioni del Signor Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, in cui si afferma che Emergency fiancheggerebbe i talebani e Al Qaeda in Afghanistan.
Vedo che, a questo punto, ai talebani sta cuore la condizione dei civili più di quanto lo sia per il signor Saleh. I primi infatti sembrano riconoscere il ruolo dell'organizzazione umanitaria, permettendole di operare in sicurezza sui suoi territori; i secondi invece l'accusano di collusione con la guerriglia.
Vedo perchè non ho il coraggio di tapparmi gli occhi e parlo perchè mi manca la forza di star zitto.
Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi.
Per la ripresa delle piene attività di Emergency in Afghanistan.
Per il ritiro di ogni sostegno ad un governo che interpeta la solidarietà ai civili come un atto ostile.
Gianluca De Angelis.
i comunicati di Emergency.
Il direttore del Tg1 ha giustificato la messa in onda del filmato con queste parole: "Vogliamo che l'opinione pubblica rifletta su come si viva nelle zone dell'Afghanistan che sono ancora in mano ai talebani e soprattutto sulle ragioni per cui le nostre truppe sono in quel teatro di guerra. Ieri il presidente Prodi e il presidente Berlusconi hanno detto per una volta all'unisono 'basta con le polemiche inutili'. Chi vedrà queste immagini non potrà che dirsi d'accordo".
Mi permetto di dissentire.
Quello che vedo sono uomini armati, liberi di circolare su un terrirorio che controllano.
Di certo si sentono molto più liberi loro che i civili dei territori "liberati", dove non credo si esca in auto così tranquilli.
Vedo degli uomini che con un processo sommario giustiziano un uomo. Ma questo lo vedo anche altrove, lo vedo in Cina, negli USA e in parecchi altri posti.
Soprattutto vedo dei prigionieri tenuti in pessime condizioni, persino paragonabili a quelle dei prigionieri di Guantanamo.
Siamo nel sud dell'Afghanistan, il territorio è in mano ai talebani, eppure laggiù vedo che il lavoro di Emergency è stato fin'ora rispettato, Emergency ha potuto operare in sicurezza e nei suoi ospedali non si è mai entrati armati.
Vedo che con l'arrivo della "democrazia" fuggono gli occidentali, esattamente quello che fino a qualche mese fa vedevo succedere al palesarsi di Al Quaeda.
Stavolta pre-vedo che qualora chiudano gli ospedali di Emergency neanche nel sud dell'Afghanistan esisteranno più luoghi in cui siano vietate le armi.
Non posso dire che non vedo queste cose dopo aver letto le affermazioni del Signor Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, in cui si afferma che Emergency fiancheggerebbe i talebani e Al Qaeda in Afghanistan.
Vedo che, a questo punto, ai talebani sta cuore la condizione dei civili più di quanto lo sia per il signor Saleh. I primi infatti sembrano riconoscere il ruolo dell'organizzazione umanitaria, permettendole di operare in sicurezza sui suoi territori; i secondi invece l'accusano di collusione con la guerriglia.
Vedo perchè non ho il coraggio di tapparmi gli occhi e parlo perchè mi manca la forza di star zitto.
Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi.
Per la ripresa delle piene attività di Emergency in Afghanistan.
Per il ritiro di ogni sostegno ad un governo che interpeta la solidarietà ai civili come un atto ostile.
Gianluca De Angelis.
i comunicati di Emergency.
Etichette: afghanistan, comunicato, emergency, gino strada, hanefi, mastrogiacomo, rahmatullah, saleh




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