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22.7.06

breve pensiero. di Giuseppe Garra.

Seguendo la traccia già data nel post "potevamo" non posso fare a meno di pubblicare anche questa...
E' una lettera che Giuseppe Garra ha inviato all'ambasciata israeliana in Italia.


Come potete fare quello che fate?
I bambini arabi non sono forse bambini?
Come potete sparare su di loro i vostri missili?
Come potete schiacciarli vivi con i vostri carri armati?
Dei soldati sono stati rapiti, probabilmente sono morti, e voi cosa fate?
Sparate su donne e bambini?
Mi ricordo, si mi ricordo altri che facevano la stessa cosa, orribili soldati vestiti di grigio con le svastiche sulla divisa, era il '39 e i poveri cristi massacrati erano polacchi.
Voi non volete la pace, voi non meritate la pace, altri kamikaze si faranno esplodere sui vostri scuolabus e altri bambini innocenti moriranno con l'unica consolazione che i loro genitori non avranno il tempo d'insegnargli l'odio verso gli arabi, altri soldati moriranno, morte, morte, morte.
Non siete capaci di fare altro, è questa la promessa fatta ai vostri padri?
"Massacreremo tutti i nostri nemici?"
Ma allora la vostra è un guerra santa!
Aspetta ora mi confondo, non erano gli arabi a fare una guerra santa?
Santa... cosa credete di poter inventare quando sarete davanti a Dio con le mani sporche di sangue?
Quando Lui vi guarderà negli occhi in silenzio, seduto in mezzo ai bambini che voi avete massacrato e che loro hanno massacrato, quando li vedrete giocare intorno a Lui senza distinzioni di razza e religione, ed Egli guardandovi negli occhi piangerà, come chiunque tranne che voi?
Direte: "...abbiamo massacrato i loro bambini perché loro massacravano i nostri soldati, così come abbiamo fatto con Tuo Figlio perché non gli abbiamo creduto?"
Poveri pazzi.
La morte genera solo morte, dal massacro non è mai nata la vita, un giorno massacrerete oltre il confine sbagliato e coinvolgerete il mondo intero in un massacro più grande.
Moriranno anche i nostri figli.
Quando vi fermerete?
Quando avrete raggiunto la cifra di 6.000.000?
Forse ha ragione quel povero demente di Ahmadinejad, forse un giorno Israele sarà cancellato dalle carte geografiche, un paese impossibile perché popolato di gente impossibile.
Forse la stessa pace è un sogno.
Impossibile.

Shalom


Giuseppe Garra.



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14.7.06

dieci per uno. Oggi come ieri.

da IL MESSAGGERO, 25 marzo 1944.
"[...] Il Comando tedesco perciò (fa riferimento a via Rasella, ndr)ha ordinato che per ogni tedesco assassinato dieci criminali comunisti badogliani saranno fucilati. Quest'ordine è già stato eseguito."

l'ordine di cui si parla è quello eseguito presso le fosse ardeatine.
(320 civili uccisi)

Ora che qualcuno venga a dire che i tedeschi avevano "il diritto di difendersi".
Ora che qualcuno venga a dire che è oltragioso mettere in relazione Israele con i nazisti tedeschi.
Ora che qualcuno venga a dire che oggi è diverso da ieri, è cambiato solo il nome con cui assassini definiscono i loro nemici.

Non è cambiato nulla, la propaganda, l'uso delle parole, le vittime civili che non sono altro che effetti collaterali.

Rapire un soldato non è terrorismo. Se bombardare Beirut è leggittima difesa, lo è anche sparare razzi sulle città di confine dopo un secolo di occupazione armata.


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13.7.06

Zidane VS Olmert.

No... non è un'idea per un dibattito televisivo, anche perchè finirebbero a testate e di testate ne avrei le palle piene, sebbene in questo caso sarebbe Zidane a subire l'incornata... Almeno a quello che si vede in questi giorni.

Il titolo del post deriva dalla sfrenata lotta per la supremazia cui stiamo assistendo sui mezzi di comunicazione tra i due argomenti principe:
Crisi in Israele e Zidane la pecora nera del calcio mondiale. Lotta che mi sconvolge.

Un lettore attento potrebbe dire che è ovvio, la crisi in medioriente non è una novità, mentre l'argomento Zidane è molto più attuale.
Sebbene si potrebbe ribattere che a leggere i quotidiani italiani Zidane prende a testate anche il barista per chiedergli un caffè. Quindi nessuna novità su entrambi i fronti.

Ho sentito parlare dell'indignazione del pubblico per una reazione assurda di Zidane per un insulto come di un motivo per continuare a parlare dell'accaduto. Anche questo è un punto in comune tra i due... Vogliamo mettere a confronto il numero di civili palestinesi e libanesi morti con i tre soldati israeliani rapiti e in teoria ancora vivi??

Certo che l'episodio di Zidane e Materazzi è avvenuto sul campo della finale dei Mondiali, quindi è un episodio che coinvolge tutte le Federazioni di calcio del mondo più Calderoli, alcune dalla parte di Zidane, altre che difendono Materazzi e Calderoli che sceglie a prescindere la parte dell'imbecille. Ma in effetti anche da questo punto di vista abbiamo un nuovo aspetto simile con la crisi in medioriente, il mondo intero è coinvolto: gli USA e altri che stanno dalla parte di Israele e non vedono l'ora di mettere mano alle armi, l'Iran che difende la Palestina visto che tanto prima o poi lo mettono in mezzo e poi c'è l'ONU che fa la parte dell'imbecille (ancora una volta), non come Calderoli, ma c'è imbecille e imbecille.

Anche il nazionalismo è un aspetto che accomuna i due fatti. Rivendicano il diritto a sentirsi liberi sul proprio territorio nazionale i Palestinesi, rivendicano il diritto a decidere della vita politica della Palestina i nazionalisti Israeliani e l'Occidente perchè "gli israeliani sono amici", confondendo "amici" con "partners" (economici). Sono nazionalisti i Francesi a prescindere da Zidane, tanto da considerare un algerino più francese di un parigino e sono nazionalisti gli italiani non in senso positivo ma negativo, cioè siamo italiani perchè non siamo francesi nè inglesi nè tedeschi e non perchè ci sia qualcosa in particolare che unisca tutti al di fuori del campionato di calcio. Anche quelli che si dicono nazionalisti a prescindere, mutuano un simbolo ed un nemico che in passato era dei tedeschi, rivendicando la necessità di imporre il proprio modello culturale à la francese e confondono stato e religione come accade agli inglesi. (potrei aggiungere che si rivendicano anche la pizza e gli spaghetti, la prima di origine araba e i secondi cinesi).

Infone volgio considerare le sproporzioni nel risalto che i due fatti hanno rispetto ad altri secondo me analoghi: Zidane non può avere il pallone d'oro perchè è un violento, ma Cuffaro può stare al Senato nonostante sia indagato per mafia. I militanti di Hamas sono terroristi perchè uccidono civili israeliani, gli israeliani non sono terroristi sebbene uccidano civili palestinesi e libanesi sia con le armi che con i blocchi.

Insomma.. Davvero quando apro il giornale non so cosa leggere prima... Tanto che ormai, dopo aver tentato di leggere in contemporanea su due argomenti, ho pensato di non leggere nulla...


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3.7.06

non sempre è facile
prendere una posizione.

immagine da http://www.repubblica.it

Mettere tutti d'accordo è impresa difficile se non disperata.

Bersani col suo decreto sembra trovare l'appoggio di consumatori, industriali e imprenditori. Restano però fuori un bel pezzo di piccoli imprenditori e liberi professionisti.
I taxisti sembrano essere il gruppo più agguerrito, forti del saper far "gruppo".
Ma chi ha ragione? BOHHHHH.

Partirei col fatto che a mio avviso liberalizzare, dergolamentare non è un buon metodo per ottenere riduzioni dei prezzi. Non mi piace uno stato che si affida al Mercato. Non mi piace non solo per un blocco ideologico, ma perchè se per gli industriali "competere" si è ormai trasformato in una corsa al risparmio sul costo del lavoro, per i piccoli professionisti si traduce in una guerra tra poveri da cui non usciranno vincitori, ma che vedrà la "qualità dei servizi" comunque perdente.

D'altra parte non mi piacciono gli istinti corporativi di nessuna categoria.
Non mi piace quando Epifani dice che "non dovranno essere i lavoratori dipendenti a sopportare i sacrifici" dimenticandosi tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che "collaborando" non sono dipendenti, ma che si sacrificano per tutti già da un bel po' di tempo. Tantomeno mi piace che un gruppo più o meno ampio, come quello dei tassisti, pretenda di mantenere intatti i prori privilegi senza considerarsi parte integrante di un sistema, quello dei mezzi pubblici, che sembra essere in crisi già da un pezzo. I tassisti hanno fatto affari d'oro quando a scioperare erano i ferrotranvieri, facendo orecchie da mercante quando si sottolineavano le contraddizioni intrinseche alla gestione di un servizio pubblico come quello di un'impresucola di famiglia.

Da un altro punto di vista, come si può non essere d'accordo con un prvvedimento che sembra ricalcare lo slogan "lavorare meno, lavorare tutti"? Io mi trovo ad appoggiare pienamente questa idea, ma a patto che a "lavorare meno" non corrisponda "vivere meno". Nel senso che ho paura che anche in questo caso, come per l'introduzione dei contratti precari, senza un adeguamento delle tutele a quelle del lavoro si rischi un gap a discapito della sopravvivenza.
Forse la similitudine con il precariato è esagerata, ma si ripropone se si pensa al fatto che con un decreto di questo tipo potrebbero nascere differenze di comune in comune, di regione in regione.
Non saprei, immagino orde di tassisti che emigrano da una regione all'altra in base alla gestione delle licenze. Ovviamente scherzo, ma è anche questo un aspetto che mi viene in mente tra le negatività delle liberalizzazioni in genere.

Potrei poi passare su un altro piano del discorso, legato alla sfera ambientale. Liberalizzare le licenze dei taxi significa aumentarne il numero, quindi altre macchine in giro. CHE PALLE!! Liberalizziamo invece i treni. Che ogniuno sia libero di costruire una ferrovia dove vuole e messo in condizione di avere dei treni e farli circolare. Questa sì che sarebbe una riforma che produrrebbe un avanzamento...

In ultimo, toccare gli interessi padronali, per dirla in linguaggio novecentesco, non mi dispiace affatto, ma certo c'è padrone e padrone, toccare quelli dei piccoli va bene, ma non dimentichiamoci dei grossi. Questa critica è mossa al governo anche dal centrodestra, con una certa dose di opportunismo, visto che non è che la destra italiana si sia mai affannata a rompere le palle ad alcuna corporation o grande nome, eccetto, s'intende, a quelli che davano impiccio a Berlusconi... Però dire, come fa Fini, che il governo è partito dall'anello debole mi sembra un po' eccessivo, io non considererei avvocati, notai e tassisti i piccoli indifesi del sistema economico...

Mah.. resto in attesa di farmi un'idea più chiara... magari con l'aiuto di qualcuno che già se l'è fatta.


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