Velvia 50 e Velvia 100.
da "Réponses PHOTO" ottobre 2005.

ho tradotto questo articolo comparso su "Réponses PHOTO" ottobre 2005, spero di essere stato il più esatto possibile e che l'articolo soddisfi la curiosità di quanti in questo periodo mi chiedono perchè sono fissato con la Velvia 100.
una successione che si annuncia delicata...
La fujichrome Velvia Professional RVP 100 rimpiazzerà la famosa Velvia RVP 50 che sarà "dismessa" da giugno 2006. Questo nuovo Fujichrome Velvia RVP 100 corrisponde alla pellicola "Velvia 100" che avrebbe dovuto essere proposta agli amatori giapponesi nel quadro del "mercato domestico" (e di cui noi vi abbiamo presentato una prima valutazione con una pellicola portata da Tokyo). Ormai disponibile in Francia, il nuovo RVP 100 è disponibile nei formati 24x36, 120 e 220, tanto che in plan-films 4x5" e 8x10", sensa dimenticare i caricatori "Quick load" in 4x5.
Tecnonologie.
Diversa da quella dell'Astia 100F e Velvia 100F, l'architettura della nuova RVP 100 non è meno complessa. Oltre agli abituali tre "sandwitch di spettro", composti ciascuno da tre sottostrati, di sovrastrati e strati interni, filtro e strato antialone, due nuovi strati detti "d'estensione colore" sono disposti uno tra il sandwitch blu e il filtro giallo, l'altro subito dopo il sandwicth rosso. Considerato che la nuova pellicola riprende l'essenziale delle nuove tecnologie inaugurate due anni fa con le due pellicole Astia 100Fe Velvia 100F, le innovazioni sono meno numerose. Ciononostante l'RVP 100 abbandona la tecnologia originale "MCCL" (Multi Color Correction Layers) e inaugura un nuovo tipo di correzione, detta "CEL" (strato d'estensione colore, o Couche d'Extension Couleur). Questo riadattamento della tecnologia MCCL ha lo scopo di favorire la saturazione dei colori per ritrovare una colorimetrìa vicina a quella della Velvia RVP 50, mentre la tecnologia "MCCL" dell'RVP 100F è destinata a favorire essenzialmente la fedeltà dei colori.
A parte questa differenza colorimetrica essenziale, l'RVP 100 conserva i vantaggi legati alle precedenti innovazioni. Per esempio i copulanti e i coloranti delle Astia 100F e Velvia 100F secondo la tecnologia "PSHC" (Pure, Stable & High-Performance Dye-Forming Coupler). I copulanti tipo "S" per il giallo, "V" per il magenta e "X" per il ciano, sono particolarmente efficaci e formano dei colorati più selettivi e più puri. Inoltre, questi coloranti sono molto più resistenti alla conservazione. Secondo Ashigara, conservati in oscurità al 70% di umidità, i tassi di fading sono da due a tre volte più leggeri dei precedenti. Infine questi coloranti presentano un altro vantaggio essenziale. Messi a punto da Fuji secondo una tecnologia "propropietaria", permettono a Fuji di realizzare delle economie sostanziali in termini industriali. Dal lato finezza (leggi granulosità) delle immagini, l'RVP 100 conserva la cristallografia tabulare esagonale a struttura interna multipla tipo "MSSC" (Multi-Structure Sigma Cristal). La finezza delle immagini invertite dipende essenzialmente dalla regolarità della trama formata dai sali restanti dopo il primo rivelatore. Anche grazie a questa cristallografia, l'azione dei solventi degli alogenuri d'argento può essere gestita, durante il primo sviluppo, al fine di uniformare le dimensioni e la ripartizione spaziale dei micrograni che rimangono da invertire, al fine di elaborare una trama regolare per l'immagine finale.
Resa dei valori.
In colore invertibile, si misura la resa dei valori in termini di contrasto
nelle alte luci "TC" (Toe Contrast) e di contrasto nelle ombre "USC" (Upper Scale Contrast). Il nuovo Velvia RVP 100 presenta dei contrasti vicini a quelli dell'RVP 100F. Cioè dei valori piuttosto "muscolosi" dell'ordine di 1,28 in TC e 2,30 in USC, sia circa il 15 % al di sotto dei valori considerati come ideali. Dal canto suo il celebre RVP 50 raggiunge un TC dell'ordine di 1,30 e un USC di 1,90. Il novo RVP 100 è dunque più contrastato nelle ombre che l'RVP 50 che va a rimpiazzare. Ciononostante le dinaiche di valori (Dmin-Dmax) sono abbastanza vicini. Sono dunque le parti superiori delle curve che si differenziano.
Resa dei colori.
La purezza e la selettività dei nuovi coloranti sono qui onnipresenti. Le saturazioni permesse da questi coloranti permettono di aspettarsi i livelli cui siamo stati abituati dallRVP 50. Fermo restando che l'effetto soggettivo di saturazione è diverso a causa del contrasto superiore della nova pellicola nelle ombre.
Resa dei dettagli.
In termini di risoluzione, le tre pellicole Velvia fanno lo stesso gioco, con 80 cycles/mm nella mira di basso contrasto (1,6/1) e 160 cycles/mm in mira contrastata (1000/1). Ricordiamo che la risoluzione a basso contrasto è la più rappresentativa della realtà delle immagini fotografiche. Ma non dimentichiamo che qui si ha a che fare con ciò che si fa di meglio nel genere. In effetti, queste risoluzioni record sono del tutto sottolineabili. In granulosità "RMS" il nuovo RVP 100 raggiunge "8" mentre l'RVP 50 due volte meno sensibile era accreditato a "9". Questa differenza mostra il progresso raggiunto dai fabbricatori di pellicole dagli anni 1990, specialmente in cristallografia.
Punti forti:
Saturazione dei colori.
Grande dinamica dei valori.
Finezza delle immagini.
Stabilità in conservazione.
Punti deboli:
Contrasto troppo elevato nelle ombre.
I fans della Velvia 50 rischiano di trovarla un po' meno "pechue".
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