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4.9.06

Spiegare l'intervento in Libano a mia filgia,
a Calderoli e a Schifani.

Abbiate pazienza. Questo post probabilmente sarà banale per molti, ma necessario. Spiegare a qualcuno il perchè è diverso andare in Libano dall'andare in Iraq può sembrare, lo ammetto, una dimostrazione di bassa considerazione nei confronti di qualsiasi malcapitato che capiti, appunto, male, cioè qui. Ma le dichiarazioni di Schifani e Calderoli all'inizio della faccenda libanese, così come argomentazioni simili che sento qua e là, mi fanno venire voglia di scrivere questo piccolo documento di spiegazione.
La terminologia è adatta sia a Calderoli che a Schifani, oltre a tutti i bambini fino a 19 anni.

La guerra è guerra e l'Italia la ripudia per Costituzione. Detto questo e preso per certo andrebbe declinato il concetto di guerra. Non oso neppure immaginare quante versioni ne esistano, io mi limito a riportare quella banale del dizonario, segnata col numero 1: lotta armata tra due o più stati o tra fazioni di uno stesso stato. (Garzanti 2006).

La guerra quindi prevede l'uso di armi per ottenere la supremazia di una parte sull'altra. Questa supremazia ha un certo prezzo in numero di vittime umane, di ripercussioni economiche e di crescita dell'odio tra popolazioni o pezzi di popolazioni.
L'Italia per l'appunto la ripudia essendo una pratica diciamo "costosa". I costi della guerra sul proprio territorio, i ragazzi e le ragazze della mia generazione, li conoscono per fonte indiretta, nel senso che qualcuno ce ne ha parlato, o per lo meno li abbiamo studiati. Più direttamente conosciamo o dovremmo conoscere l'effetto economico-politico che questa pratica ha determinato sullo sviluppo del nostro "bel-paese". Ma qui già andiamo sul difficile e non voglio complicare la faccenda.
Fatto sta che dopo aver sperimentato sulla propria pelle l'esperienza della guerra o di più guerre, varie persone, più o meno intelligenti, hanno pensato bene di inventarsi qualcosa per evitarla. Queste persone hanno poi scoperto che l'antidoto alla guerra già esisteva ed era la "parola", purtroppo però non tutti ne sapevano, o ne sanno, fare un buon uso.
Parlare è un'attività che si svolge tra persone singole o in gruppo, che hanno varie cose in comune, innanzitutto devono condividere uno spazio, nel senso che devono essere vicini oppure avere mezzi adeguati, ad esempio un telefono; altra condizione è la condivisione del mezzo, cioè la lingua. Ancora, ciascuno deve parlare al proprio turno, altrimenti diventa una gazzarra e non ci si capisce più nulla.
Nasce così la "Società delle Nazioni", oggi meglio conosciuta come ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), da non confondere con Stati Uniti anche se a volte non sembra, sono due cose molto diverse.
L'ONU nello specifico offre uno spazio comune in cui parlare, un sofisticato servizo di traduzione per permettere a tutti di capirsi nelle varie lingue e soprattutto determina i turni per poter parlare, non lo fa in modo equo, cioè per alcuni è come se ci fosse un volume più alto, ma niente è pefetto. Chi non rispetta le decisione prese insieme subisce delle punizioni, che da ora in poi chiameremo "sanzioni", che per lo più sono economiche.

Di solito succede che però parlare è complicato e/o a molti (pochi in realtà) non va bene, quindi cercano di complicare ulteriormente le cose. Quest'evenienza si concretizza abbastanza spesso e quindi l'ONU molte volte non serve e nulla, ma ora vorrei dedicarmi a cose più concrete avvalendomi di alcuni esempi.

In Iraq è successo che prima alcuni hanno detto "Saddam è un pericolo, fomenta i terroristi ed ha armi pericolosissime", bisognava quindi intervenire con delle sanzioni, poi però ci si è resi conto che erano 10 anni che l'Iraq subiva sanzioni, quindi bisognava fare altro. L'ONU allora si è incaricato di gestire la comunicazione, ha mandato i suoi osservatori che sono tornati dicendo che sebbene Saddam Hussein fosse una testa di cazzo non c'era quello per cui erano andati. Allora i primi che avevano parlato hanno iniziato a complicare le cose, dicendo che gli osservatori non avevano osservato benissimo e che Saddam era più bravo di loro. A questo punto l'ONU non poteva più fare nulla, in termine "tecnico" possiamo dire che era stato "scavalcato". Infatti da quella vicenda uscì una guerra di invasione, in cui alcuni stati uniti da interessi economici o di amicizia (è il caso dell'Itali che c'ha solo rimesso) hanno deciso di invadere un altro stato sovrano, distruggerne l'economia per riadattarla al proprio bisogno, cambiarne gli assetti politici ignorando del tutto cosa ci fosse laggiù. Il risultato ne è stato un tutti contro tutti ingestibile, che è costato un'enormità di vite umane e sofferenze per tutti.

In Libano la cosa è andata un po' diversamente. Israele un giorno ha detto che non andava bene che gente armata rapisse i suoi soldati in tempo di pace (tenete comunque presente il diverso concetto di pace che ha Israle rispetto a quello che hanno le persone civilizzate). A quel punto allora Israele ha dichiarato guerra al Libano per ritrovare i soldati, sperando forse di fare come in Iraq, di coinvolgere cioè tutti i suoi amici. I suoi amici però già avevano fatto una figura di merda in Iraq e quindi non potevano farne un'altra. Allora dopo aver distrutto un paese intero Israele ha detto che voleva l'intervento dell'ONU. Il Libano, raso al suolo senza aver combattuto ufficialmente ha chiesto anche lui l'intervento dell'ONU. A quel punto l'ONU che ancora non sapeva bene cosa fare perchè qualcuno parlava più forte degli altri è stato costretto ad intervenire mettendosi in mezzo tra i due, è discutibile che si sia messo in mezzo solo in territorio libanese, ma questa è un'altra storia. Far parte dell'ONU significa essere obbligati a partecipare alle iniziative in qualche modo.

Le differenze tra le due situazioni dovrebbero a questo punto essere definite, ma per togliere ogni dubbio voglio specificare quelle che chiunque può vedere, in modo da poter capire all'istante, senza leggere cioè un giornale che tipo di azione è.

La prima differenza è che se i soldati hanno un cappello azzurro, allora la missione è dell'ONU. Che gli italiani abbiano il basco azzurro, così come la maglia della nazionale è una pura coincidenza. Quando il basco o l'elmetto è verde, allora già si sa che non è più una missione ONU, ma forse è una guerra vera.
Altra distinzione è il colore dei mezzi, l'ONU ce li ha bianchi con la scritta UN. Nelle guerre sono verdi. Questo fatto dei colori succede perchè mentre in una guerra i soldati e i mezzi devono essere "mimetizzati", in una missione ONU invece i soldati e i mezzi devono essere visibili, perchè l'obiettivo è farsi vedere per evitare che la gente si spari.

Altra differenza è lo stipendio dei soldati, l'ONU paga molto di più sebbene la missione sia meno pericolosa, infatti i soldati sono di solito più allegri degli altri che muoiono anche più spesso.

Ci sono poi altre sottili differenze che si capiscono subito guardando un po' i telegiornali. Se guardate il TG3 si capisce proprio all'istante, quando la missione è ONU allora i giornalisti sono sorridenti, i soldati sono sorridenti, in tutte le immagini ci sono civili che sorridono e che ringraziano l'ONU. Quando la guerra è guerra vera, allora i giornalisti sono tesi, i soldati sono tesi, in tutte le immagini ci sono morti e i civili sono incazzati neri, oppure piangono. Se guardate il TG1 non si capisce nulla, dipende da chi sta al governo. Se guardate il TG2 invece, beh cambiate canale perchè lì non si capisce neanche chi governa.

Poi ci sono le facce dei politici. Quando la missione è ONU quelli più o meno di sinistra sono meno o più allegri. Quelli di destra invece si lamentano dei costi visto che con l'ONU non ci si guadagna nulla. Quando invece vedete che chi ha deciso la guerra si affanna a spiegare il perchè non sia una guerra vera, allora è proprio una guerra vera.

Poi basta guardare gli altri paesi. Se paesi un po' più "intelligenti" partecipano allora la missione è ONU, se invece la Francia resta a casa, allora molto probabilmente la guerra è guerra vera e l'hanno decisa gli Stati Uniti di America.

Per ora mi sembra più o meno tutto. Magari aggiungerò o ritoccherò qualcosa qua e là anche in base ai suggerimenti che arriveranno numerosi.


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