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a piedi nudi... di gianluca de angelis
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5.5.07

per Rahmatullah mancano ancora parecchie chiavi.



E' passato un mese e mezzo da quando Rahmatullah è stato imprigionato senza motivazioni dai servizi Afghani.
In pochi però sembrano ricordarsene.
Il tempo sta passando veloce, accelerato dal silenzio di chi invece dovrebbe urlare.
In piazza Farnese la teca in cui si stanno raccogliendo le chiavi "per aprire le porte alla pace" (e della cella di Rahmatullah) ieri si è colorata di azzurro, di questo colore sono infatti le chiavi dei 20000 che hanno aderito all'appello sul sito di Repubblica. Eppure mancano ancora parecchie chiavi. L'acciaio delle chiavi che mancano è al momento l'acciaio più pesante. All'iniziativa di presentazione della campagna "apriamo alla pace, una chiave per Rahmatullah Hanefi" ad un mese esatto dalla sua carcerazione non c'erano moltissime persone, certo, un venerdi, giorno di lavoro e in orario di lavoro, ma Emergency ancora una volta ha preferito il simbolo alla forza. Quindi non masse di persone, ma singoli volti, ciascuno con la sua chiave ed il suo modo di portare solidarietà a Rahmatullah...
La teca resta lì finchè ce n'è bisogno... finchè non sarà Rahmatullah stesso libero di inserire la sua chiave.
Per questo servono ancora moltissime chiavi, prima tra tutte quella del Ministro D'Alema... Lui e i suoi colleghi ministri hanno la chiave più importante, quella che può chiudere il flusso di denaro destinato a creare un sistema vero di giustizia in Afghanistan... Soldi che Karzai non sa come usare.


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22.4.07

Rahmatullah... CONVERTITI e sarai liberato!!

[24]Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». [25]E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». [26]Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.
Matteo (capitolo 27).

Chi sono i tre nella foto?
Ve lo dico subito: nella foto grande c'è D'Alema, in quella piccola a destra Rahmatullah Hanefi, responsabile dell'ospedale di Emergency a Lashkar Ghah, che, prima di essere arrestato, nel tempo libero faceva il mediatore per il governo Prodi.
Quello in basso a destra è Abdul Rahman, che dopo essersi convertito al cristianesimo, siccome rischiava, per la sua nuova religione, non ricordo bene quale pena, è dal 30 marzo del 2006 rifugiato politico in Italia.
Quindi per un neo-cristiano-cattolico non ci si pone problemi di ingerenza nei confronti di un governo "leggittimamente eletto" come dovrebbe essere quello di Karzai, mentre per un "semplice" afghano disponibile a rischiare tutto pur di salvare delle vite umane non si fa.
Effettivamente non so più fino a che punto c'è da fidarsi di uno che si mette a disposizione del governo italiano... Se almeno si convertisse un po'... certo le cose sarebbero più facili.


così mentre a piazza Farnese (roma), ieri persone fiduciose hanno portato le proprie chiavi per liberare Rahmatullah, si è sentita a mancanza delle chiavi più pesanti: quelle che hanno a palazzo Chigi... Quelle che se non servissero ad aprire le porte della cella di Rahmat, potrebbero almeno chiudere il rubinetto di vite umane e di soldi che in Afghanistan si spercano per il piacere dei soliti.

La foto dell'iniziativa di Emergency è di Claudio Testa, qui le altre.
I comunicati e le info sull'iniziativa "una chiave per Rahmatullah", che continua fino a che servirà, sono invece qui.

FIRMATE QUI!!
per ogni firma Repubblica provvederà a portare una chiave nella teca di Piazza Farnese.

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