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a piedi nudi... di gianluca de angelis
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10.5.07

Le minacce Benedette.

"La Chiesa come tale non fa politica, rispettiamo la laicità, ma la Chiesa indica le condizioni in cui i problemi sociali possono maturare" dice Benedetto XVI, "e proliferare irrisolti", aggiungo io, tanto più che il papa ha minacciato di scomunica i parlamentari messicani che voteranno per l'aborto.
Non capisco bene la scomunica che razza di minaccia è.
Io se potessi essere scomunicato per una questione come quella ci metterei la firma... Cio' non toglie che agli occhi di un credente cattolico, essere scomunicato significherebbe la rinuncia alla vita eterna... Quindi essere scomunicati significa "morte eterna"... E visto che provocare la "morte", tanto più se "eterna", è ciò che si definisce "omicidio" (eterno?!?!)... Il Vaticano non avrebbe pertanto timore ad usare quest'arma per "preservare il proprio potere", o anche per "rovesciare l'assetto politico sociale esistente"... esattamente ciò che sul dizionario Garzanti corrisponde alla parola TERRORISMO.
...e chi se l'immaginava... sembrava un vecchietto così tranquillo.

Che poi non è che abbia ben capito la motivazione di tale accanimento, io sapevo che per i cristiani anche il più tremendo dei peccati può essere perdonato, basta pentirsi.
Eppure qui le minacce non sono arrivate per chi abortisce, ma per chi l'aborto lo renderebbe possibile. A dire il vero io sapevo anche che per i cristiani vigeva la storia del libero arbitrio... Sarà stato abolito pure quello insieme al limbo?? Oppure il Papa nega ciò che Dio concede?!
Ma allora perchè non scomunicano chi pratica l'aborto?!
Forse, visti i numeri, non lo fanno per essere sicuri di non vedere andare a male tutte quelle ostie che resterebbero inutilizzate...
Quello sì che sarebbe un peccato grave, con la gente che muore di fame, sprecare il pane sarebbe proprio una cattiveria. E vabbè dai... anche fosse... tanto "gli ultimi saranno i primi", e poi sono abituati a "porgere l'altra guancia", cosa che ai sadici fa piacere.



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16.4.07

Auguri ar Papa Benedetto.

Santo padre Benedetto
pe ‘n giorno sì speciale,
nun po’ manca’ l’affetto
de‘n vostro fijo spirituale.

E pure se voi sareste er genitore
e io servo vostro, umile fijo,
vojo fa come ‘n dottore
e divve du’ parole pe’ consijo.

Ve prego Padre Santo,
pe’ la salute vostra,
lasciate perde intanto
de la politica la ggiostra,

er potere secolare
è robbaccia ormai finita,
ve ricordate er bersajere
c’a cannonate v’indicò l’uscita?

E ancora ce provate
a fa' finta de’ gniente
che prima fate er prete
e ppoi inciuciate co’ Clemente.

E vorei pure dì la mia,
o Padre dei viventi,
su la vostra compagnia,
e su quelli che frequenti:

Vabbè che Gesù Cristo
l’apostoli l’aveva scerti lui
però nun basta questo
p’anna’ co’ Ruini e ll’amici sui.

Poi c’è ‘sto problema,
c'adesso è ‘n chiodo fisso,
la polemica sul tema
de come che dev’esse er sesso,

caro Padre qui nun se capisce
a voi che ve ne frega
de come se gestisce
er culo chi prono pure prega.

E poi bbasta co’ ‘st'usanza
che 'r seme nun se butta,
che manco voi, eminenza,
l'ingojate co'la frutta.

Concludendo, o Padre Santo,
tant’è la devozione,
c'a vedevve così stanco
ve mannerei in penzione,

e pe esse ricordato
Benedetto tra l’eroi
cancellate er Concordato,
così e’regalo ce lo fate a noi.


Gianluca De Angelis.


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