per Rahmatullah mancano ancora parecchie chiavi.

E' passato un mese e mezzo da quando Rahmatullah è stato imprigionato senza motivazioni dai servizi Afghani.
In pochi però sembrano ricordarsene.
Il tempo sta passando veloce, accelerato dal silenzio di chi invece dovrebbe urlare.
In piazza Farnese la teca in cui si stanno raccogliendo le chiavi "per aprire le porte alla pace" (e della cella di Rahmatullah) ieri si è colorata di azzurro, di questo colore sono infatti le chiavi dei 20000 che hanno aderito all'appello sul sito di Repubblica. Eppure mancano ancora parecchie chiavi. L'acciaio delle chiavi che mancano è al momento l'acciaio più pesante.
All'iniziativa di presentazione della campagna "apriamo alla pace, una chiave per Rahmatullah Hanefi" ad un mese esatto dalla sua carcerazione non c'erano moltissime persone, certo, un venerdi, giorno di lavoro e in orario di lavoro, ma Emergency ancora una volta ha preferito il simbolo alla forza. Quindi non masse di persone, ma singoli volti, ciascuno con la sua chiave ed il suo modo di portare solidarietà a Rahmatullah...La teca resta lì finchè ce n'è bisogno... finchè non sarà Rahmatullah stesso libero di inserire la sua chiave.
Per questo servono ancora moltissime chiavi, prima tra tutte quella del Ministro D'Alema... Lui e i suoi colleghi ministri hanno la chiave più importante, quella che può chiudere il flusso di denaro destinato a creare un sistema vero di giustizia in Afghanistan... Soldi che Karzai non sa come usare.
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