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6.5.07

elezioni francesi "for & from dummies".

La campagna elettorale per il presidente francese ha canalizzato su di "se" molte attenzioni a livello europeo, e come è giusto che sia, anche italiane.
Così mentre in Francia sono stati francesizzati anche i nomi già francesi dei due candidati, in Italia sui giornali si legge di dibattiti e faccia a faccia Sarko Vs Sego, magari scritti con l'accento, italianizzando così il "francesismo alla seconda" dei nomignoli e permettendo a tutti di sentirsi un po' più vicini alle vicende d'oltr'alpe e, perchè no, anche di sentirsi un po' più edotti sull'argomento.

Ma chi ci sta capendo davvero qualcosa?
Questo post serve per chiarire alcuni punti chiave della vicenda.
Andando con ordine, "Sarko'" è l'uomo, "Sego'" è la donna.
"Royal" non è un terzo candidato, ma è il cognome di "Sego'"...
"Nico'" non è il cugino barese di "Sarko'", ma sarebbe l'abbreviazione del nome di "Sarko'", che però non è mai stata usata, credo per evitare dubbi agli attenti lettori italiani.
Chiarito questo, passiamo all'aspetto più politico.
Per capire la faccenda partiamo dall'origine. Si sarà notato che è un po' che si parla di Sarko' e Sego', in effetti questi due "nomi" sono quelli dei due caniddati che hanno ottenuto la maggioranza relativa al primo turno, quello che si vota oggi quindi è il ballottaggio (d'ora in poi "ballo'") tra i due meglio classificati del primo turno.
Al primo turno c'erano 4 candidati presidenti:

uno di destra-destra: Jean Marie Le Pen;
uno di centro-destra: Nicolas Sarkozy;
uno di centro-centro: Francois Bayrou;
uno di centro-sinistra: Ségolène Royal.

La sinistra-sinistra non aveva un suo candidato.
Facendo una brevissima scheda iniziamo da Le Pen, già abbastanza conosciuto in Italia e nel mondo perchè alle scorse presidenziali (2002) era quello che aveva vinto il primo turno insieme a Jacques Chirac nel 2002, Chirac (centro-destra) vinse poi le elezioni.
Inutile mettersi a discutere del perchè nel 2002 il campo si restrinse a dover scegliere tra la destra xenofoba di Le Pen e quella Gaullista di Chirac, fatto è che il centro-sinistra, con il suo candidato Jospin, che era anche il Presidente uscente ando' giù di brutto.
Il centro-sinistra ha quindi deciso per queste elezioni di cambiare faccia e sesso, piazzando come candidata la Royal (Sego'). Scelta che è stata premiata fino a questo punto.
Se stavolta il pericolo Le Pen non si è concretizzato, lo schieramento di centro-sinistra ha lottato con quello di centro-centro, il cui candidato era Francois Beyrou.

Al momento Sarko' è dato per vincente, ma l'affluenza è alta e fare pronostici senza vincite serve a poco. Il punto è capire se vince l'uno cosa accade e cosa accadrebbe se vincesse l'altra.
Ovviamente questo è un punto oscuro. E' stato oscuro in Italia nonostante il programma scritto, figuriamoci in un altro paese. Sappiamo di lui che non è troppo distante dalle idee di Cesare Lombroso, fino a dire che la pedofilia e la tendenza al suicidio è genetica. E' l'ex ministro degli interni, insomma quello che ha usato il pugno di ferro contro le rivolte nelle periferie francesi. Quello che ha detto di voler risolvere il problema delle periferie costruendo nuove carceri... Insomma, a metà tra Calderoli (per i mezzi) e Berlusconi (per alcune idee)... Atlantista convinto, attraente per i voti della destra-destra, per vincere ha bisogno di quelli del centro-centro, anche se Beyrou ha detto che lui non lo vota.
Sego' invece parla alla Francia più disagiata, al "sottoproletariato" delle periferie, che è corso in massa ad iscriversi alle liste elettorali, parla di stato sociale, di scuola pubblica... Ma in effetti lo facevano pure quelli del centro-sinistra italiano... Dice di voler intervenire alle cause dei problemi delle periferie, creando lavoro e sicurezza sociale, fondamenti della pace sociale.
Lui e lei sono entrambi europeisti, d'altra parte chi non lo è oggi(?!), sebbene la Francia si sia già espressa con parere negativo al riguardo, lei però vorrebbe un trattato più attento al sociale, lui no.
Per vincere Sego' più di Sarko' ha bisogno dei voti del centro-centro, in questo vedo una pericolosissima deriva sul modello italiano, cioè intese larghissime, ricche di voti, ma poverissime di contenuti.

Nel complesso direi che al ballottaggio si stanno confrontando non tanto due diverse proposte politiche, ma due diverse prospettive dalle quali affrontare le "paure" quotidianamente vissute dai francesi.
Su L'Espresso di questa settimana è pubblicata una tabella con i temi d'interesse considerati prioritari per i Francesi, la ricerca, condotta da Le Point indica come diversamente dall'Italia in Francia ci si preoccupi della disoccupazione, della difesa dello stato sociale, della difesa dell'ambiente molto più che della riduzione delle tasse o del miglioramento della difesa.
Fate un po' voi.

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