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a piedi nudi... di gianluca de angelis
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31.10.07

Donna seviziata a Roma... e Veltroni si butta in politica (estera).


foto presa da repubblica.it

Dopo oggi a Roma non si può più uscire di casa.
Eh già, gli stessi romeni che ieri, l'ISTAT diceva, tenevano in piedi non ricordo bene che percentuale del PIL italiano oggi sono i peggiori nemici della civiltà.
Veltroni, sulla linea di Cofferati, Dominici e ultimamente di Beppe Grillo, cerca un modo per accattivarsi le simpatie degli esasperati civilissimi italiani la cui incolumità è messa a repentaglio dalle orde di immigrati irregolari...
Anzichè produrre civiltà e conoscenza galoppa sull'ignoranza.

Sarebbe banale, e irrispettoso nei riguardi della povera 47enne in coma, ricordare che in Italia si muore per un sacco di motivi vedi la voce "morti sul lavoro"; eppure fermarsi a riflettere sull'accaduto e le reazioni è necessario.

Rivolgendosi ai propri concittadini il sindaco di Roma si è subito mostrato addolorato e comprensivo... Si è rivolto a Prodi, si è rivolto al Primo ministro Romeno... Si è rivolto alla comunità europea... Insomma, si sta dando da fare, ma una cazzo di lampadina nella stazione di Tor Di Quinto mica ce la fa' mette.... Scusate la sguaiatezza, ma chi conosce un minimo Roma sa che è pieno di sottopassaggi pedonali, di angoli, vie e zone del tutto abbandonate, oggi è capitato che un delinquente romeno abbia fatto quello che ha fatto, ma se domani capita con un delinquente italiano (e capita!) a chi telefona Veltroni?
Quando si dice sicurezza qui si intende solo polizia... Mai una parola spesa sull'inclusione sociale, mai un euro speso per rendere frequentabili zone abbandonate.
Rivolgersi alla Comunità Europea è poi addirittura ridicolo...
Il trattato di Shengen è una tra le poche ragioni valide per stare in Europa.
Peccato solo che "la Libera circolazione delle persone" sia stato immaginato proprio ispirandosi alla libera circolazione delle merci e comunque approvato perchè utile al mercato.
Oggi si chiede alla Romania di regolarizzare i flussi di persone.
Una persona qualsiasi potrebbe quindi investire in Romania dove la forza lavoro costa meno, arricchirsi sulla loro povertà, evitando comunque che i poveri di lì ricaschino sulle spalle dell'Europa... Beh... Ho un po' semplificato, ma non mi sembra un'idea geniale.

In bocca al lupo a tutti i Romani fuori casa...

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23.9.07

I soldi non sono tutto...
ovvero l'altro costo della politica.

Tevere 22 settembre 2007

Sono giorni che non si parla altro dei costi della politica.
Cavalcando il fenomeno Grillo i principali giornali hanno iniziato a pubblicare dossier, inchieste, tabelle, grafici, confronti con i costi della politica di altri paesi.
L'Italia ne esce male, ma in fondo lo sapevano "tutti" e "tutti" già stavano facendo qualcosa.
I numeri crudeli nelle dettagliatissime tabelle non contemplano però certi aspetti che per quel che mi riguarda dovrebbero scandalizzare ben più di altri.

I costi ambientali in primo luogo...
Non ho numeri al riguardo, ma avete idea di quante tonnellate di carta "servono" per mantenere in piedi un apparato politico? Si potrebbe sorvolare sulla mole di documenti inspiegabilmente ancora cartacei, dalle rassegne stampa ai fax, dagli atti di un convegno ad una relazione, ma immaginiamo per un attimo tutti i volantini stampati... Che a mio parere sono peraltro più utili a chi li diffonde che a chi li legge. Volantini in bianco e nero o in quattro colori che per lo più finiscono nel primo cestino disponibile (quasi mai della carta). Volantini che non sono in carta riciclata, perchè costerebbero troppo di più, anche per un partito.

Dico queste cose perchè spettacoli come quello che ieri mattina (22 settembre) regalava il Tevere sui suoi argini sono deprimenti, soprattutto se si pensa che quel "cumulo di macerie" abbandonato alle intemperie che si vede in foto erano i residui della festa del "Sole che ride" dei Verdi conclusasi il 17 settembre...

particolare.

Ho pensato di cogliere l'occasione per riflettere un po' sul fatto che non mi dispiacerebbe una "politica" che comunicasse un po' meno, ma meglio, magari mettendo il simbolo della carta riciclata in bella vista vicino a quello del partito... magari organizzando feste di partito se non ecocompatibili quantomeno ecosostenibili.. Sperando sempre che riducendo gli sprechi "visibili" e comunicativi, sia il primo passo verso la riduzione di quelli più nascosti.

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