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Dal 22 novembre 2007 questo blog non è più aggiornato,


Tutti i nuovi articoli e i vecchi più significativi sono in:
a piedi nudi... di gianluca de angelis
http://www.gluca.info/dblog/

19.10.07

martedi 23 ottobre... al Baffo della Gioconda


Dopo il 20 ottobre continuiamo a parlare di precarietà.
Esposizione delle fotografia SCADO IL...
e proiezione del video
"A quanti euro al mese sei condannat@ a vivere?".
Entrata gratuita.
Il video sarà riproposto Giovedi nello stesso locale di San Lorenzo.
(seguiranno info).

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29.9.07

L'8, il 9, il 10 ottobre consultazione sindacale.

....e' un'altra occasione per dimostrare quello che pensiamo delle condizioni di lavoro in cui ci costringe la legge 30... Votare NO significa ricordare al governo cosa gli è chiesto di fare in materia di lavoro.




Per trovare tutte le informazioni al riguardo segnalo questi link:
il testo dell'intesa tra governo e sindacati
La spiegazione del testo preparata dalla FIOM.
Il siti della rete 28 aprile, da cui scaricae altri materiali e volantini.

l'8, il 9 e il 10 ottobre rompi le righe!! Vota NO.



Per vedere la pagina di YouTube clicca qui:
http://it.youtube.com/watch?v=4i2uQdwYCso
Mentre il video ad alta risoluzione è scaricabile da qui:
http://www.gluca.info/img/gallerie/rompilerighegrande.wmv


E' importante ricordare che possono votare tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, i pensionati e le pensionate i precari e le precarie.
Si può votare sul luogo di lavoro oppure nel territorio presso le sedi sindacali o istituzionali (comuni, quartieri, circoscrizioni …), i giorni 8, 9 e 10 ottobre.
Per votare basta esibire la busta paga, il libretto di pensione o l’attestato dell’ufficio di collocamento o documenti analoghi che attestino la tua condizione di lavoro.

Per segnalare irregolarità durante lo svolgimento del voto, usate questo indirizzo:
verificar28a@libero.it

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24.7.07

a quanti € al mese sei condannat@ a vivere?


Lo stesso concept di SCADO IL... (che trovate qui) tanto per ricordarci che dietro i numeri delle statistiche ci sono sempre delle persone....

la galleria provvisoria la trovate all'indirizzo:
http://www.gluca.info/img/gallerie/euromese/index.htm




per informazioni la mia email è gluca@articolo3.info

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25.5.07

sicurezza sul lavoro
626... come sei?!

Il 1 maggio ho scritto un post sulle morti bianche... anzi nere

Il tema della sicurezza sul lavoro in quei giorni era molto gettonato, ma nel circo della comunicazione l'attenzione cala presto, specialmente se è un tema troppo complicato come quello del mondo del lavoro, dove ci sono leggi da comprendere, regolamenti da interpretare e situazioni che cambiano da comparto a comparto, da azienda a azienda.

Mi è stata segnalata questa intervista a Vincenzo Di Nucci, presidente dell'AITEP Associazione Italiana Tecnici della Prevenzione, in cui vengono spiegati alcuni passaggi della 626, la mitica legge sulla sicurezza, dove "mitica" è inteso in senso letterario.

In particolare è interessante ascoltare come in Italia, in una impresa qualsiasi, dal negozio fino ad uno stabilimento petrolchimico si possa diventare "responsabili della prevenzione" con brevi corsi, fatti fare ai futuri "responsabili", scelti, manco a pensarlo, dalla dirigenza stessa dell'impresa. Questo escamotage per aggirare la legislazione europea che già aveva condannato l'Italia in proposito.

L'intervista dura 28 minuti ed è stata realizzata dalla radio Namir.





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20.5.07

quanto ci piace il nero?

...Senza poi contare che come sindacato viviamo il problema delle poche cause, cioè non troviamo lavoratori disposti a fare causa. Ci sono stati casi in cui ci siamo resi disponibili a pagare tutta la vertenza, sicuri di vincere al mille per mille ma nonostante una prima disponibilità c’è stato poi il rifiuto perché “anche mia madre lavora lì e poi la massacrano” oppure il molto più semplice “mi hanno fatto un’offerta e non mi sono sentita di rifiutare”.
Quello appena letto è lo stralcio di un'intervista che ho fatto qualche tempo fa a Marinella Meschieri (segretaria nazionale FILCAMS - CGIL).
L'intervista completa è stata pubblicata sul Bollettino di Inchiesta numero 37, che trovate qui.

Ma il nero che ci piace non è solo quello del lavoro, e soprattutto, non riguarda uno sparuto numero di persone particolarmente sfortunate o magari favorevoli all'evasione fiscale.
Gli affitti irregolari o più semplicemente la mancata emissione di fattura fiscale o scontrino, rendono i cittadini COMPLICI e VITTIME dell'evasione. Che piaccia o no, infatti, quel residuo (sigh) di stato sociale che dovrebbe assisterci tutti, in Italia, si basa sulla redistribuzione dei redditi, se mancano i redditi, mancano i soldi da redistribuire. Il problema è ovviamente quali sono i redditi che mancano. Di certo non quelli dei lavoratori dipendenti e non proprietari, che con la dichiarazione dei redditi e le buste paga sono impossibilitati ad evadere. Altro discorso va fatto per i commercianti o liberi professionisti. I loro redditi sono riscontrabili attraverso le fatture e gli scontrini fiscali, se non li emettono non pagano le tasse.
Inutile poi stare ad iniziare qui un dibattito sul lavoro in nero... che non solo priva il lavoratore o la lavoratrice dei più elementari diritti, ma determina anche un pesante calo di qualità dei servizi e della sicurezza sul lavoro.
Altro tema "emergente" è quello degli affitti. In città come Roma, con tre università e migliaia di studenti fuori sede moltissimi proprietari di case hanno allestito dei veri e propri dormitori in appartamenti "ben collegati con le facoltà" richiedendo cifre pazzesche.

Eppure la soluzione a tutto questo c'è ed è esclusivamente nelle nostre mani:
Innanzitutto dobbiamo iniziare a pensarci come "parte lesa", nel senso chi truffa lo stato in realtà toglie risorse ai servizi di tutti. In questo modo sarà più facile ricordarsi di "chiedere" lo scontrino dopo aver pagato qualcosa, o ancora sarà più facile rivolgerci al sindacato o alla guardia di finanza.

Devo dire che già chiedere lo scontrino non è facile. Ci si sente "guardie". Senza contare che non sempre basta richiederlo per averlo, a me è capitato di sentirmi chiedere "ma ti serve?" oppure "ma perchè hai tutta questa paura di essere fermato?". Il peggio è quando un libero professionista ti chiede se "va bene così o con la fattura?", ovvio che nel secondo caso il prezzo sarà maggiorato dell'I.V.A. e allora sì che è difficile scegliere per il bene di tutti.
Problema grave è la carenza di informazioni.
Ad esempio la cosa più banale è pensare che chi lavora in nero sia "ugualmente colpevole" come chi assume in nero. NON E' COSI'!! Lo stato considera chi lavora in nero o chi ha affitti in nero come la vittima. E in quanto vittima è a lui o lei che andrà il risarcimento.
Giusto un paio di esempi.
Se lavoro in nero e denuncio il fatto il datore di lavoro dovrà corrispondermi la differenza tra lo stipendio "giusto" e quello percepito, dovrà versare tutti i contributi mancati ed è costretto ad assumermi a tempo indeterminato a tempo pieno, poi starà a me decidere se lavorare ancora per lui o se incassare una cifra forfettaria. Altra cosa importante è il fatto che se denuncio il datore di lavoro, non sta a me dimostrare di aver lavorato per lui, ma sta a lui dimostrare il contrario.
Per gli affitti in nero più o meno vale la stessa logica, multa al proprietario, non so bene che forma di restituzione alla "vittima" del "maltolto" etc. (capisco più di lavoro!!)
E' ovvio che il vero ostacolo a fare la denuncia è la paura di restare senza lavoro o senza casa. Per questo forse i sindacati davvero interessati a combattere il sommerso, ma anche e soprattutto lo stato, dovrebbero garantire a chi denuncia il reato un'occupazione o un alloggio fin da subito.
Ad esmepio è di poco tempo fa la notizia che l'UDU (unione degli universitari) in non so quale attività di tutela agli studenti ha convinto una ragazza a denunciare il proprio padrone di casa, aiutandola a trovare una stanza ad un prezzo accessibile. Il risultato è stato che ora lei vive con sua sorella in una casa di due stanze, che pagano neanche 200 € a testa, con tutti i diritti dei "domiciliati". L'ex-padrone di casa invece sta nella merda, dovendo pagare 120.000 euro di multa più le tsasse evase e non ricordo quanto deve rimborsare direttamente alla studentessa.
Insomma... Se davvero certe dinamiche ci fanno schifo, il modo di combatterle è in buona parte nelle nostre mani.

Per finire ecco alcuni link interessanti con informazioni utili:
  • per gli scontrini:
    • i consigli utili dal sito della guardia di finanza... (sigh!! ho trovato solo loro!!)




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1.5.07

Primo Maggio.
morti bianche, anzi, nere.

Primo Maggio, festa del lavoro.
Concerti, comizi, parole su parole spese per dire quanto è giusto questo, quanto è giusto quello...
Ma alle parole, al mega concertone di Roma si affianca il silenzio, lungo un minuto, per le morti bianche.
Il silenzio, come le parole, serve per dire qualcosa, e allora cerchiamo di dirlo come si deve.

Perchè morti bianche?
Un morto "bianco" sembra un non morto.
Uno sciopero bianco è lo sciopero al contrario, quello fatto seguendo tutto secondo le regole, e si sa che le regole applicate alla lettera ostacolano "la produzione" come uno sciopero vero.
La cronaca o è nera, se si parla di morti ammazzati, o è rosa per le vite private.
La cronaca non è mai bianca, quella bianca non è cronaca, è silenzio.
In un gergo informale "andare in bianco" significa non andare proprio.
Una luce è bianca, il bagliore è bianco, il bianco acceca e fa chiudere gli occhi.

E allora?
Le morti bianche sono in realtà nere.
Sono nere le morti come è nero il lavoro che le causa.
Sono nere perchè se i precari lavorano 16 ore al giorno senza il rispetto di nessuna regola, sono morti ammazzati.
Sono nere perchè chi muore, spesso è immigrato o clandestino.
Devono essere nere perchè davanti al nero non si chiudono gli occhi, al contrario si sbarrano.

Anche per iniziare a guardarle diversamente, chiamiamole per favore "morti nere".

gianluca de angelis.


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28.2.07

SCADO IL... mostra 16 - 29 marzo Roma.




immagini di
Gianluca De Angelis

a cura di
Giuseppe Salerno

in collaborazione con:

- Dipartimento Nazionale Inchiesta PRC

- Riva Sinistra (associazione aderente alla Sinistra Europea)

16 - 29 marzo 2007

inaugurazione venerdì 16 marzo ore 19.00

con la partecipazione di Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale

e con Pina Rozzo Vicepresidente della Provincia di Roma.


“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” recita la Costituzione.

“Ma quando il lavoro diventa precario cosa ne è della nostra Repubblica?”.

Questo l’interrogativo con il quale Gianluca De Angelis conduce l’indagine fotografica che lo porta a fissare, questa volta a tempo indeterminato, i primi piani di lavoratori contraddistinti, al pari di chi delinque, da una sequenza di numeri che segnano la scadenza del proprio contratto.

Da soggetti a oggetti di consumo, ecco il destino di quanti, equiparati a prodotti da scaffale, sono costretti, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, a interiorizzare scadenze innaturali che, allontanandoli da ogni crescita professionale, precludono un rapporto dignitoso con il lavoro.

Privati di respiro e ridotti a consumatori veloci di produzioni scarse di contenuto, siamo schiacciati da ingranaggi che consumano gli stessi lavoratori.



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