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a piedi nudi... di gianluca de angelis
http://www.gluca.info/dblog/

23.9.07

I soldi non sono tutto...
ovvero l'altro costo della politica.

Tevere 22 settembre 2007

Sono giorni che non si parla altro dei costi della politica.
Cavalcando il fenomeno Grillo i principali giornali hanno iniziato a pubblicare dossier, inchieste, tabelle, grafici, confronti con i costi della politica di altri paesi.
L'Italia ne esce male, ma in fondo lo sapevano "tutti" e "tutti" già stavano facendo qualcosa.
I numeri crudeli nelle dettagliatissime tabelle non contemplano però certi aspetti che per quel che mi riguarda dovrebbero scandalizzare ben più di altri.

I costi ambientali in primo luogo...
Non ho numeri al riguardo, ma avete idea di quante tonnellate di carta "servono" per mantenere in piedi un apparato politico? Si potrebbe sorvolare sulla mole di documenti inspiegabilmente ancora cartacei, dalle rassegne stampa ai fax, dagli atti di un convegno ad una relazione, ma immaginiamo per un attimo tutti i volantini stampati... Che a mio parere sono peraltro più utili a chi li diffonde che a chi li legge. Volantini in bianco e nero o in quattro colori che per lo più finiscono nel primo cestino disponibile (quasi mai della carta). Volantini che non sono in carta riciclata, perchè costerebbero troppo di più, anche per un partito.

Dico queste cose perchè spettacoli come quello che ieri mattina (22 settembre) regalava il Tevere sui suoi argini sono deprimenti, soprattutto se si pensa che quel "cumulo di macerie" abbandonato alle intemperie che si vede in foto erano i residui della festa del "Sole che ride" dei Verdi conclusasi il 17 settembre...

particolare.

Ho pensato di cogliere l'occasione per riflettere un po' sul fatto che non mi dispiacerebbe una "politica" che comunicasse un po' meno, ma meglio, magari mettendo il simbolo della carta riciclata in bella vista vicino a quello del partito... magari organizzando feste di partito se non ecocompatibili quantomeno ecosostenibili.. Sperando sempre che riducendo gli sprechi "visibili" e comunicativi, sia il primo passo verso la riduzione di quelli più nascosti.

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18.9.07

A quanti euro sei condannat@ vivere?

I salari italiani sono tra i più bassi d'Europa. La questione salariale è urgente e trasversale: riguarda l'operaio di fabbrica come il ricercatore precario, l'operatore di call center come il pensionato; le donne ma anche gli uomini; chi ha vent'anni ma anche chi ne ha quaranta.
I dati li conosciamo; ecco questa volta i volti dei lavoratori e delle lavoratrici che vivono dietro quei dati, gli uomini e le donne che quotidianamente fanno i conti con 600, 700, .... 1000 euro al mese.

Il video è un contributo del Dipartimento Nazionale Inchiesta e del Dipartimento Nazionale Lavoro del PRC alle tematiche che ci porteranno in piazza il 20 ottobre.

Se non vedi il video direttamente nel post, allora vai all'indirizzo su YouTube:
http://it.youtube.com/watch?v=KlrAA_162Ls

Per scaricare il video ad una risoluzione maggiore clicca qui (il file pesa 128 mega):
http://www.gluca.info/img/gallerie/1000eurogrande.wmv

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corridoio



palazzo di vale B. Pelizzi (Cinecittà).
pellicola Ilford delta 3200.

"Ci sono persone che davanti ad un corridoio puntano dritto in fondo.
Altri invece sono disposti a perdersi in ogni porta.
Questi ultimi sono quelli che difficilmente lo percorreranno tutto, ma che di certo una volta in fondo non sono più disposti a fermarsi."


corridoio, inserito originariamente da gLuKa.

...così non bisogna per forza essere utenti di flickr per commentare....

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27.6.07

GAY.sha

30.5.07

affitti a Roma e speciale TG1.

Qualche giorno fa avevo scritto un post dal titolo quanto ci piace il nero?
nel quale parlavo della facilità con cui ogni giorno ci imbattiamo in casi di evasione piccoli e grandi senza quasi accorgercene. Evasione che andava dal lavoro in nero, fino agli scontrini fiscali, passando per la situazione degli affitti. In particolare, vivendo io a Roma e frequentando l'università ho imparato a conoscere la situazione "casa" per gli studenti fuori sede. Avevo anche citato il fatto che finalmente qualcosa ha iniziato a cambiare, prendendo la forma di denunce a proprietari di case che giocano sull'incapacità del Comune di Roma e delle Università di gestire il traffico degli spazi abitativi.
Domenica 27 su speciale TG1 il tema è stato affrontato con un (quasi) bel servizio dal titolo "campus in nero" (click qui per vederlo). Dico quasi perchè completo fino ad un certo punto, visto che non sono stati citati gli organizzatori delle iniziative tematizzate nel servizio (cioè l'UDU Roma) e soprattutto perchè a questa incompletezza di informazione si è aggiuna una strampalata meticolsità nell'indicare chi ha denunciato cosa, tanto da mettere in serio rischio l'incolumità delle persone coinvolte.

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20.5.07

quanto ci piace il nero?

...Senza poi contare che come sindacato viviamo il problema delle poche cause, cioè non troviamo lavoratori disposti a fare causa. Ci sono stati casi in cui ci siamo resi disponibili a pagare tutta la vertenza, sicuri di vincere al mille per mille ma nonostante una prima disponibilità c’è stato poi il rifiuto perché “anche mia madre lavora lì e poi la massacrano” oppure il molto più semplice “mi hanno fatto un’offerta e non mi sono sentita di rifiutare”.
Quello appena letto è lo stralcio di un'intervista che ho fatto qualche tempo fa a Marinella Meschieri (segretaria nazionale FILCAMS - CGIL).
L'intervista completa è stata pubblicata sul Bollettino di Inchiesta numero 37, che trovate qui.

Ma il nero che ci piace non è solo quello del lavoro, e soprattutto, non riguarda uno sparuto numero di persone particolarmente sfortunate o magari favorevoli all'evasione fiscale.
Gli affitti irregolari o più semplicemente la mancata emissione di fattura fiscale o scontrino, rendono i cittadini COMPLICI e VITTIME dell'evasione. Che piaccia o no, infatti, quel residuo (sigh) di stato sociale che dovrebbe assisterci tutti, in Italia, si basa sulla redistribuzione dei redditi, se mancano i redditi, mancano i soldi da redistribuire. Il problema è ovviamente quali sono i redditi che mancano. Di certo non quelli dei lavoratori dipendenti e non proprietari, che con la dichiarazione dei redditi e le buste paga sono impossibilitati ad evadere. Altro discorso va fatto per i commercianti o liberi professionisti. I loro redditi sono riscontrabili attraverso le fatture e gli scontrini fiscali, se non li emettono non pagano le tasse.
Inutile poi stare ad iniziare qui un dibattito sul lavoro in nero... che non solo priva il lavoratore o la lavoratrice dei più elementari diritti, ma determina anche un pesante calo di qualità dei servizi e della sicurezza sul lavoro.
Altro tema "emergente" è quello degli affitti. In città come Roma, con tre università e migliaia di studenti fuori sede moltissimi proprietari di case hanno allestito dei veri e propri dormitori in appartamenti "ben collegati con le facoltà" richiedendo cifre pazzesche.

Eppure la soluzione a tutto questo c'è ed è esclusivamente nelle nostre mani:
Innanzitutto dobbiamo iniziare a pensarci come "parte lesa", nel senso chi truffa lo stato in realtà toglie risorse ai servizi di tutti. In questo modo sarà più facile ricordarsi di "chiedere" lo scontrino dopo aver pagato qualcosa, o ancora sarà più facile rivolgerci al sindacato o alla guardia di finanza.

Devo dire che già chiedere lo scontrino non è facile. Ci si sente "guardie". Senza contare che non sempre basta richiederlo per averlo, a me è capitato di sentirmi chiedere "ma ti serve?" oppure "ma perchè hai tutta questa paura di essere fermato?". Il peggio è quando un libero professionista ti chiede se "va bene così o con la fattura?", ovvio che nel secondo caso il prezzo sarà maggiorato dell'I.V.A. e allora sì che è difficile scegliere per il bene di tutti.
Problema grave è la carenza di informazioni.
Ad esempio la cosa più banale è pensare che chi lavora in nero sia "ugualmente colpevole" come chi assume in nero. NON E' COSI'!! Lo stato considera chi lavora in nero o chi ha affitti in nero come la vittima. E in quanto vittima è a lui o lei che andrà il risarcimento.
Giusto un paio di esempi.
Se lavoro in nero e denuncio il fatto il datore di lavoro dovrà corrispondermi la differenza tra lo stipendio "giusto" e quello percepito, dovrà versare tutti i contributi mancati ed è costretto ad assumermi a tempo indeterminato a tempo pieno, poi starà a me decidere se lavorare ancora per lui o se incassare una cifra forfettaria. Altra cosa importante è il fatto che se denuncio il datore di lavoro, non sta a me dimostrare di aver lavorato per lui, ma sta a lui dimostrare il contrario.
Per gli affitti in nero più o meno vale la stessa logica, multa al proprietario, non so bene che forma di restituzione alla "vittima" del "maltolto" etc. (capisco più di lavoro!!)
E' ovvio che il vero ostacolo a fare la denuncia è la paura di restare senza lavoro o senza casa. Per questo forse i sindacati davvero interessati a combattere il sommerso, ma anche e soprattutto lo stato, dovrebbero garantire a chi denuncia il reato un'occupazione o un alloggio fin da subito.
Ad esmepio è di poco tempo fa la notizia che l'UDU (unione degli universitari) in non so quale attività di tutela agli studenti ha convinto una ragazza a denunciare il proprio padrone di casa, aiutandola a trovare una stanza ad un prezzo accessibile. Il risultato è stato che ora lei vive con sua sorella in una casa di due stanze, che pagano neanche 200 € a testa, con tutti i diritti dei "domiciliati". L'ex-padrone di casa invece sta nella merda, dovendo pagare 120.000 euro di multa più le tsasse evase e non ricordo quanto deve rimborsare direttamente alla studentessa.
Insomma... Se davvero certe dinamiche ci fanno schifo, il modo di combatterle è in buona parte nelle nostre mani.

Per finire ecco alcuni link interessanti con informazioni utili:
  • per gli scontrini:
    • i consigli utili dal sito della guardia di finanza... (sigh!! ho trovato solo loro!!)




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14.5.07

I VISITATORI:
12 maggio a Roma.

Da un'idea di Jean-Marie Poiré
la nuova "commedia triste" di J. Ratzinger e A. Bagnasco.
con G. Fini, P.Casini, S.Berlusconi
e la partecipazione speciale di
C.Mastella, P.Fassino, F.Rutelli, R.Prodi.

Se ne consiglia la visione ad un solo pubblico adulto:



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2.5.07

siamo tutti terroristi... ormai. ;)



"non è che lo stato pontificio è finito perchè arrivano gli italiani,
è che gli italiani arrivano perchè lo stato pontificio è finito".
diceva Mafredi nel film "in nome del papa re", ambientato nella Roma del 1868.

...e chissà che a breve quei film con i loro splendidi cast non verranno bollati come "propaganda eversiva" o "fondamentalista"...

D'altra parte mi viene difficile dire qualcosa che non sia banale su una questione come questa. Ieri avevo detto che le critiche che erano state rivolte ad Andrea Rivera erano più simili a minacce... ecco, ora sono proprio minacce.
Per parlare di terrorismo così, o sei del tutto rincoglionito, o scrivi per l'Osservatore Romano e a mio avviso le due cose non si escludono, anzi, spesso si accompagnano.
Se ci fosse una classifica delle parole più svuotate di senso negli ultimi anni, la prima sarebbe di certo l'inflazionata "terrorismo". Ormai sei terrorista se spari, se minacci, se critichi.
La DIGOS avrà un bel da fare...
Ma non voglio adesso accanirmi sugli "scriteriati" del giornale vaticano... Persino Prodi se l'è presa con loro... In realtà non l'ho letta tutta la sua dichiarazione, ma mi pare parlasse degli scriteriati, quindi probabilmente si riferiva proprio ai "giornalisti" dell'Osservatore Romano... Credo... O per lo meno spero, visto che dire che Rivera si è fatto scudo degli "applausi di una folla facilmente eccitabile", come hanno fatto loro, va ben oltre lo "scriterio"... E poi anche perchè Prodi sa che gli "scriteriati" sono davvero tanti... e votano... e parlano... anzi, ho fatto una ricerca sulla parola Rivera sui blog italiani registrati su BlogBabel http://it.blogbabel.com/search/entries/rivera/ , gli "scriteriati" oltre a parlare scrivono e sono incazzati.

Però delle cose scritte dal "giornale" del vaticano una cosa è verissima: quelle cose orrende sul funerale di Welby e di Pinochet e Franco non andavano dette...
Sono cose orribili da dire...
Infatti ancora non mi va giù che qualcuno sia stato in grado di farle.

In ultimo, ieri avevo scritto un post dal titolo "Rivera non fa rima con carriera", beh oggi direi che "giornalisti fa rima con fondamentalisti"...
e non mi riferisco al solo Osservatore Romano... Ma anche al TG2, che nello spazio di 10 minuti, ha messo insieme dalla pallottola "spedita" (non sparata) a Bagnasco, alle battute di Rivera fino alla fantomatica aggressione subita dal comitato referendario per il maggioritario... (e dire che c'ero e sono rimasto allibito dalle dichiarazioni degli "aggrediti").

Insomma... Ormai siamo tutti terroristi.

P.S. qualcuno sa perchè si chiama Osservatore Romano?
A osservare non osserva, sull'essere romano poi... o loro o me.

gianluca.


Per dare la tua solidarietà ad Andrea Rivera clicca qui per mandargli una email: luoghicomuni79@hotmail.com
oppure ecco il suo sito:
http://www.andrearivera.it
Se invece vuoi diventare un vero terrorista, puoi mandare i saluti a Mario Agnes, direttore dell'Osservatore Romano via email:
ornet@ossrom.va
se vuoi un suggerimento sulla lettera da mandargli vai invece qui:
http://www.annalisamelandri.it/dblog/articolo.asp?articolo=210



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27.4.07

se fossi...

Se fossi come sono mi sentirei un po' più solo,
Perchè solo se fossi un imbecille non avrei mai bisogno di aiuto;
Se fossi un pazzo non starei zitto,
Perchè solo se fossi papa parlerei di altro;
Se fossi Ministro ritirerei l'esercito,
Perchè solo se fossi un soldato non sarei capace di indignarmi;
Se fossi a favore della pena di morte non parlerei,
Perchè solo se fossi un europarlamentare potrei non sentirmi in colpa;
Se fossi un cane forse piscerei sulla Costituzione stando su tre zampe,
Perchè solo se fossi Presidente della Repubblica potrei fare lo stesso su due;
Se fossi un giudice giudicherei l'atto del governo Karzai come "istigazione a delinquere",
Perchè se fossi un afghano mi ribellerei.

Costringendo Emergency alla fuga, Karzay uccide il suo popolo,
il suo alibi è anche l'esercito italiano.
Per l'immediata liberazione di Rahmatullah Hanefi.

Gianluca De Angelis.

leggi il nuovo comunicato di Emergency.

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23.4.07

TECHNE'
libera esposizione delle arti
28 aprile
ass. EX LAVANDERIA S. Maria della Pietà



L'iniziativa organizzata da Luciano Cialandra e promossa dall'Ass. Ex Lavanderia, che si batte per l'uso pubblico del Santa Maria della Pietà (l'ex- manicomio), interessa lo spazio del Padiglione 31 ogni ultimo week-end del mese, dando spazio a chi vuole esprimere la propria forma d'arte liberamente, fuori dagli ingranaggi del mercato dell'arte.
l'entrata è a sottoscrizione libera.
per informazioni più dettagliate 3382615513.

Al technè di questo mese, dal 28 aprile al 4 maggio,
saranno esposte
le fotografie di
Daniela Mastrangelo, Gabriele Tosto, Vincenza Salvatore, Gianluca De Angelis, Enrico De Marinis;
le opere pittoriche di
Eleonora Mura, Emiliano Tatafiore, Giuseppe Cavallaro, Daniele Contavalli, Maseda, Cristina Scirro, David, Paola Ruggero, Giuseppe Forte, Antonio De Simone, Giusy Di Maria, Giuseppe Prestigiacomo;
i corti di
Franco di Matteo, Maria Luisa Garito, Sabrina MOntanaro, Mohammed Joha, Paolo Porelli;
e le sculture di
Antonio Petronzi e Maria Gagliardi.

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16.4.07

Auguri ar Papa Benedetto.

Santo padre Benedetto
pe ‘n giorno sì speciale,
nun po’ manca’ l’affetto
de‘n vostro fijo spirituale.

E pure se voi sareste er genitore
e io servo vostro, umile fijo,
vojo fa come ‘n dottore
e divve du’ parole pe’ consijo.

Ve prego Padre Santo,
pe’ la salute vostra,
lasciate perde intanto
de la politica la ggiostra,

er potere secolare
è robbaccia ormai finita,
ve ricordate er bersajere
c’a cannonate v’indicò l’uscita?

E ancora ce provate
a fa' finta de’ gniente
che prima fate er prete
e ppoi inciuciate co’ Clemente.

E vorei pure dì la mia,
o Padre dei viventi,
su la vostra compagnia,
e su quelli che frequenti:

Vabbè che Gesù Cristo
l’apostoli l’aveva scerti lui
però nun basta questo
p’anna’ co’ Ruini e ll’amici sui.

Poi c’è ‘sto problema,
c'adesso è ‘n chiodo fisso,
la polemica sul tema
de come che dev’esse er sesso,

caro Padre qui nun se capisce
a voi che ve ne frega
de come se gestisce
er culo chi prono pure prega.

E poi bbasta co’ ‘st'usanza
che 'r seme nun se butta,
che manco voi, eminenza,
l'ingojate co'la frutta.

Concludendo, o Padre Santo,
tant’è la devozione,
c'a vedevve così stanco
ve mannerei in penzione,

e pe esse ricordato
Benedetto tra l’eroi
cancellate er Concordato,
così e’regalo ce lo fate a noi.


Gianluca De Angelis.


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28.2.07

SCADO IL... mostra 16 - 29 marzo Roma.




immagini di
Gianluca De Angelis

a cura di
Giuseppe Salerno

in collaborazione con:

- Dipartimento Nazionale Inchiesta PRC

- Riva Sinistra (associazione aderente alla Sinistra Europea)

16 - 29 marzo 2007

inaugurazione venerdì 16 marzo ore 19.00

con la partecipazione di Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale

e con Pina Rozzo Vicepresidente della Provincia di Roma.


“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” recita la Costituzione.

“Ma quando il lavoro diventa precario cosa ne è della nostra Repubblica?”.

Questo l’interrogativo con il quale Gianluca De Angelis conduce l’indagine fotografica che lo porta a fissare, questa volta a tempo indeterminato, i primi piani di lavoratori contraddistinti, al pari di chi delinque, da una sequenza di numeri che segnano la scadenza del proprio contratto.

Da soggetti a oggetti di consumo, ecco il destino di quanti, equiparati a prodotti da scaffale, sono costretti, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, a interiorizzare scadenze innaturali che, allontanandoli da ogni crescita professionale, precludono un rapporto dignitoso con il lavoro.

Privati di respiro e ridotti a consumatori veloci di produzioni scarse di contenuto, siamo schiacciati da ingranaggi che consumano gli stessi lavoratori.



SCARICA IL COMUNICATO STAMPA



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