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20.5.07

quanto ci piace il nero?

...Senza poi contare che come sindacato viviamo il problema delle poche cause, cioè non troviamo lavoratori disposti a fare causa. Ci sono stati casi in cui ci siamo resi disponibili a pagare tutta la vertenza, sicuri di vincere al mille per mille ma nonostante una prima disponibilità c’è stato poi il rifiuto perché “anche mia madre lavora lì e poi la massacrano” oppure il molto più semplice “mi hanno fatto un’offerta e non mi sono sentita di rifiutare”.
Quello appena letto è lo stralcio di un'intervista che ho fatto qualche tempo fa a Marinella Meschieri (segretaria nazionale FILCAMS - CGIL).
L'intervista completa è stata pubblicata sul Bollettino di Inchiesta numero 37, che trovate qui.

Ma il nero che ci piace non è solo quello del lavoro, e soprattutto, non riguarda uno sparuto numero di persone particolarmente sfortunate o magari favorevoli all'evasione fiscale.
Gli affitti irregolari o più semplicemente la mancata emissione di fattura fiscale o scontrino, rendono i cittadini COMPLICI e VITTIME dell'evasione. Che piaccia o no, infatti, quel residuo (sigh) di stato sociale che dovrebbe assisterci tutti, in Italia, si basa sulla redistribuzione dei redditi, se mancano i redditi, mancano i soldi da redistribuire. Il problema è ovviamente quali sono i redditi che mancano. Di certo non quelli dei lavoratori dipendenti e non proprietari, che con la dichiarazione dei redditi e le buste paga sono impossibilitati ad evadere. Altro discorso va fatto per i commercianti o liberi professionisti. I loro redditi sono riscontrabili attraverso le fatture e gli scontrini fiscali, se non li emettono non pagano le tasse.
Inutile poi stare ad iniziare qui un dibattito sul lavoro in nero... che non solo priva il lavoratore o la lavoratrice dei più elementari diritti, ma determina anche un pesante calo di qualità dei servizi e della sicurezza sul lavoro.
Altro tema "emergente" è quello degli affitti. In città come Roma, con tre università e migliaia di studenti fuori sede moltissimi proprietari di case hanno allestito dei veri e propri dormitori in appartamenti "ben collegati con le facoltà" richiedendo cifre pazzesche.

Eppure la soluzione a tutto questo c'è ed è esclusivamente nelle nostre mani:
Innanzitutto dobbiamo iniziare a pensarci come "parte lesa", nel senso chi truffa lo stato in realtà toglie risorse ai servizi di tutti. In questo modo sarà più facile ricordarsi di "chiedere" lo scontrino dopo aver pagato qualcosa, o ancora sarà più facile rivolgerci al sindacato o alla guardia di finanza.

Devo dire che già chiedere lo scontrino non è facile. Ci si sente "guardie". Senza contare che non sempre basta richiederlo per averlo, a me è capitato di sentirmi chiedere "ma ti serve?" oppure "ma perchè hai tutta questa paura di essere fermato?". Il peggio è quando un libero professionista ti chiede se "va bene così o con la fattura?", ovvio che nel secondo caso il prezzo sarà maggiorato dell'I.V.A. e allora sì che è difficile scegliere per il bene di tutti.
Problema grave è la carenza di informazioni.
Ad esempio la cosa più banale è pensare che chi lavora in nero sia "ugualmente colpevole" come chi assume in nero. NON E' COSI'!! Lo stato considera chi lavora in nero o chi ha affitti in nero come la vittima. E in quanto vittima è a lui o lei che andrà il risarcimento.
Giusto un paio di esempi.
Se lavoro in nero e denuncio il fatto il datore di lavoro dovrà corrispondermi la differenza tra lo stipendio "giusto" e quello percepito, dovrà versare tutti i contributi mancati ed è costretto ad assumermi a tempo indeterminato a tempo pieno, poi starà a me decidere se lavorare ancora per lui o se incassare una cifra forfettaria. Altra cosa importante è il fatto che se denuncio il datore di lavoro, non sta a me dimostrare di aver lavorato per lui, ma sta a lui dimostrare il contrario.
Per gli affitti in nero più o meno vale la stessa logica, multa al proprietario, non so bene che forma di restituzione alla "vittima" del "maltolto" etc. (capisco più di lavoro!!)
E' ovvio che il vero ostacolo a fare la denuncia è la paura di restare senza lavoro o senza casa. Per questo forse i sindacati davvero interessati a combattere il sommerso, ma anche e soprattutto lo stato, dovrebbero garantire a chi denuncia il reato un'occupazione o un alloggio fin da subito.
Ad esmepio è di poco tempo fa la notizia che l'UDU (unione degli universitari) in non so quale attività di tutela agli studenti ha convinto una ragazza a denunciare il proprio padrone di casa, aiutandola a trovare una stanza ad un prezzo accessibile. Il risultato è stato che ora lei vive con sua sorella in una casa di due stanze, che pagano neanche 200 € a testa, con tutti i diritti dei "domiciliati". L'ex-padrone di casa invece sta nella merda, dovendo pagare 120.000 euro di multa più le tsasse evase e non ricordo quanto deve rimborsare direttamente alla studentessa.
Insomma... Se davvero certe dinamiche ci fanno schifo, il modo di combatterle è in buona parte nelle nostre mani.

Per finire ecco alcuni link interessanti con informazioni utili:
  • per gli scontrini:
    • i consigli utili dal sito della guardia di finanza... (sigh!! ho trovato solo loro!!)




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6.5.07

elezioni francesi "for & from dummies".

La campagna elettorale per il presidente francese ha canalizzato su di "se" molte attenzioni a livello europeo, e come è giusto che sia, anche italiane.
Così mentre in Francia sono stati francesizzati anche i nomi già francesi dei due candidati, in Italia sui giornali si legge di dibattiti e faccia a faccia Sarko Vs Sego, magari scritti con l'accento, italianizzando così il "francesismo alla seconda" dei nomignoli e permettendo a tutti di sentirsi un po' più vicini alle vicende d'oltr'alpe e, perchè no, anche di sentirsi un po' più edotti sull'argomento.

Ma chi ci sta capendo davvero qualcosa?
Questo post serve per chiarire alcuni punti chiave della vicenda.
Andando con ordine, "Sarko'" è l'uomo, "Sego'" è la donna.
"Royal" non è un terzo candidato, ma è il cognome di "Sego'"...
"Nico'" non è il cugino barese di "Sarko'", ma sarebbe l'abbreviazione del nome di "Sarko'", che però non è mai stata usata, credo per evitare dubbi agli attenti lettori italiani.
Chiarito questo, passiamo all'aspetto più politico.
Per capire la faccenda partiamo dall'origine. Si sarà notato che è un po' che si parla di Sarko' e Sego', in effetti questi due "nomi" sono quelli dei due caniddati che hanno ottenuto la maggioranza relativa al primo turno, quello che si vota oggi quindi è il ballottaggio (d'ora in poi "ballo'") tra i due meglio classificati del primo turno.
Al primo turno c'erano 4 candidati presidenti:

uno di destra-destra: Jean Marie Le Pen;
uno di centro-destra: Nicolas Sarkozy;
uno di centro-centro: Francois Bayrou;
uno di centro-sinistra: Ségolène Royal.

La sinistra-sinistra non aveva un suo candidato.
Facendo una brevissima scheda iniziamo da Le Pen, già abbastanza conosciuto in Italia e nel mondo perchè alle scorse presidenziali (2002) era quello che aveva vinto il primo turno insieme a Jacques Chirac nel 2002, Chirac (centro-destra) vinse poi le elezioni.
Inutile mettersi a discutere del perchè nel 2002 il campo si restrinse a dover scegliere tra la destra xenofoba di Le Pen e quella Gaullista di Chirac, fatto è che il centro-sinistra, con il suo candidato Jospin, che era anche il Presidente uscente ando' giù di brutto.
Il centro-sinistra ha quindi deciso per queste elezioni di cambiare faccia e sesso, piazzando come candidata la Royal (Sego'). Scelta che è stata premiata fino a questo punto.
Se stavolta il pericolo Le Pen non si è concretizzato, lo schieramento di centro-sinistra ha lottato con quello di centro-centro, il cui candidato era Francois Beyrou.

Al momento Sarko' è dato per vincente, ma l'affluenza è alta e fare pronostici senza vincite serve a poco. Il punto è capire se vince l'uno cosa accade e cosa accadrebbe se vincesse l'altra.
Ovviamente questo è un punto oscuro. E' stato oscuro in Italia nonostante il programma scritto, figuriamoci in un altro paese. Sappiamo di lui che non è troppo distante dalle idee di Cesare Lombroso, fino a dire che la pedofilia e la tendenza al suicidio è genetica. E' l'ex ministro degli interni, insomma quello che ha usato il pugno di ferro contro le rivolte nelle periferie francesi. Quello che ha detto di voler risolvere il problema delle periferie costruendo nuove carceri... Insomma, a metà tra Calderoli (per i mezzi) e Berlusconi (per alcune idee)... Atlantista convinto, attraente per i voti della destra-destra, per vincere ha bisogno di quelli del centro-centro, anche se Beyrou ha detto che lui non lo vota.
Sego' invece parla alla Francia più disagiata, al "sottoproletariato" delle periferie, che è corso in massa ad iscriversi alle liste elettorali, parla di stato sociale, di scuola pubblica... Ma in effetti lo facevano pure quelli del centro-sinistra italiano... Dice di voler intervenire alle cause dei problemi delle periferie, creando lavoro e sicurezza sociale, fondamenti della pace sociale.
Lui e lei sono entrambi europeisti, d'altra parte chi non lo è oggi(?!), sebbene la Francia si sia già espressa con parere negativo al riguardo, lei però vorrebbe un trattato più attento al sociale, lui no.
Per vincere Sego' più di Sarko' ha bisogno dei voti del centro-centro, in questo vedo una pericolosissima deriva sul modello italiano, cioè intese larghissime, ricche di voti, ma poverissime di contenuti.

Nel complesso direi che al ballottaggio si stanno confrontando non tanto due diverse proposte politiche, ma due diverse prospettive dalle quali affrontare le "paure" quotidianamente vissute dai francesi.
Su L'Espresso di questa settimana è pubblicata una tabella con i temi d'interesse considerati prioritari per i Francesi, la ricerca, condotta da Le Point indica come diversamente dall'Italia in Francia ci si preoccupi della disoccupazione, della difesa dello stato sociale, della difesa dell'ambiente molto più che della riduzione delle tasse o del miglioramento della difesa.
Fate un po' voi.

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